IDEE RANDOM PER UN FILM DI SUCCESSO #10
 

(on the air: Julian Plenti – Girl On The Sporting News )
 

I film che prima o poi vedrete al cinema. Questa rubrica festeggia la decima puntata e dunque più o meno i cinquanta film mai usciti sul grande schermo. Anche se io non dispero che prima o poi ce la facciano, viste le vaccate che vanno in giro. Sotto con i prossimi quattro titoli (di solito sono cinque, ma tanto la volta scorsa erano sei).
 

Tre dì in 3D. Nella magica terra degli Scarafaggiani (meravigliose creature a metà tra insetti e uccelli), si vive in pace e in 3D. Si vola sulle ali della fantasia in 3D, ci si diverte in 3D, si mangia in 3D. A un certo punto il perfido Pterodattero e il suo esercito di frutta secca alata irrompono nel villaggio e spengono il 3D con un malvagio incantesimo a base di ginseng. Gli Scarafaggiani sono disperati e intrappolati nella nuova condizione a due dimensioni. Il valoroso Blatta di Latta, principe ereditario scarafaggiano, dovrà andare a cercare un paio di occhialetti magici dentro un cinema di Sacramento, ma finirà con lo spaventare gli umani, eccetto i bambini che, ignari e divertiti, si ingozzeranno di marshmallows inzuppati nel burro di arachide. Poi c’è la battaglia mezza in 3D e mezza no eccetera eccetera. Durera tre dì. Sullo schermo, dura più o meno tutto il secondo tempo, due ore circa. Trama banale e scontata, ma è comunque la più originale che si ricordi in un film in 3D.

SushiMan. James Zoth è un abile produttore di tartine al surimi, la polpa di granchio finta. Riesce a truffare la gente con maestrìa soprattutto quando decide di vendere sushi di quart'ordine in Italia. È noto infatti che ormai l'italiano medio abbia un'insana quanto inutilmente modaiola passione per il pesce crudo giapponese. Mentre torna in America con il suo jet privato e fa il bagno nei soldi appena guadagnati, scivola su un pezzo di tonno scadente e casualmente lo ingerisce. Notoriamente allergico al tonno scadente, Zoth viene colto da convulsioni, soffocamento e trasformazioni varie fino ad acquisire i superpoteri. E diventa SushiMan.  Anche il suo aereo si trasforma in una navicella a forma di sushi.  Imparati a usare i superpoteri, creata una tuta di zenzero rinforzato, rivestita in lega di wasabi, James decide che difenderà l’umanità assieme a dei supereroi italiani conosciuti casualmente durante un brunch milanese: l’Uomo Ciauscolo,  la Donna Cinghiale e il Rigatone. I quattro correranno in aiuto della vicina Germania, minacciata da un nuovo olocausto ad opera del perfido Uomo Krauto, impossessatosi di un vero e proprio arsenale trafugato al ricco e ambiguo sceicco nonché organizzatore di incontri di boxe, Al Marmellah. Una volta sconfitto il cattivo teutonico e pure lo sceicco, SushiMan,  acclamato dal mondo intero, andrà a rilassarsi su un isolotto del Pacifico godendosi i proventi illeciti del pesciaccio finora smerciato. Qui incontrerà e sconfiggerà una piovra gigante, uno tsunami e alcuni animatori turistici mascherati da Pippo. È il segnale che qualcosa di terribile sta per accadere.Il film si conclude preannunciando un sequel roboante: l’Uomo Carpaccio di Polpo, nemesi storica di SushiMan e suo vecchio compagno al corso di pirateria radiofonica, è pronto a conquistare la terra partendo dalle acque. Un capolavoro del fumetto approda al cinema.

Tutti i giorni  che ti amerei nella vita. Parma. Lucilla lavora in un call center, ha un drago barbuto come animale domestico e la vita certo non le sorride. Un giorno incontra Marco, quarantenne sposato, con due figli, ma insoddisfatto. Lei lo invita a casa e finiscono a letto dopo aver parlato tutta la sera della loro vita infelice. Il giorno dopo si svegliano nel letto di lei e sono ancora più infelici perché la loro storia non può funzionare. Poi Marco decide: molla tutta questa fottuta vita e si porta via Lucilla. Al mare. In riviera romagnola. A casa del padre separato di lui. Che è infelice e beve come una spugna. E proprio in quei giorni stava meditando il suicidio. E gli era morto il cane. E soffriva di allergia ai pini, lui che viveva in una pineta. Lucilla si chiede se la scelta fatta sia davvero quella giusta. Laura, la moglie di Marco, sa bene che l’unico modo per riprenderselo è non fargli più vedere Mirco e Lara, i figli. Ha inizio una dura disputa a colpi di cellulare, fin quando il padre di Marco si arrabbia e viene colpito da ictus. La famiglia si ritroverà al capezzale del vecchio, tranne Lucilla, che vaga sola e sconsolata sul lungomare di Rimini con il trucco sfatto e le occhiaie fino a terra. Marco ritroverà la felicità con la sua compagna di sempre. Lucilla tornerà al call center con  le pive nel sacco e non crederà mai più nell’amore. E un giorno, davanti a una tazzina di caffè e al drago barbuto, prenderà una decisione fondamentale. Ma banale. Una storia moderna e italiana, evitabilissima.

Scuola di rock in California. (i titolisti italiani sono pessimi, lo so)
Los Angeles. Harry, Perry e Terry sono tre adolescenti con un sogno: diventare il gruppo rock più figo della scuola. Fondamentalmente sfigati, i tre suonano e cantano molto bene. E sfondano: conquistano le cheerleaders della California, prendono il sole della California, fanno gli scherzi della California, partecipano alle feste della California, si mettono le magliette a righe della California. Ma dietro l’angolo c’è un guaio. Harry, il cantante, si monta la testa e molla gli altri due, convinto a fare il solista da Wendy, la sua ultima fiamma, stupida come una zucchina della California.  Perry e Terry non credono più nel loro sogno e smettono di suonare. Harry, sempre convinto da Wendy, si fa i capelli da emo e organizza un party in piscina, una piscina della California, a casa dei suoi. Si sente figo Harry. Fin quando non trova Wendy nuda e avvinghiata al suo arcirivale Larry, universitario, giocatore di football americano, muscoloso, fama di latin lover e non ultimo, membro degli OmegaAlfaEpsilonZetaLambdaTetaOmicronChì, ovvero la confraternita più esclusiva della California. Harry si ubriaca e tenta di rimorchiarsi tutte le ragazze della festa, ma l’incantesimo è finito. Lui e suoi capelli da emo, sono di nuovo degli sfigati. Harry fuma una canna della California e si sente male. Perry e Terry lo trovano in una pozza di vomito e lo salvano dal peggio: i genitori che stanno tornando a casa. Il giorno dopo, i tre sono di nuovo un gruppo rock! Si chiameranno The Merry Harryperryterries e di lì a poco un discografico della California gli farà incidere il primo album. Il successo arriderà ai ragazzi, che chiudono il film facendo da gruppo spalla al concerto di Alvin e i Chipmunks, gli scoiattoli truzzi. Una sana storia americana.

 

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 IDEE RANDOM PER UN FILM DI SUCCESSO #9

(on the air: Sia – Academia)

Dopo un anno e mezzo di assenza, arriva il nono appuntamento con i film che vedrete al cinema in un futuro prossimo. Eccovene sei appena ideati e pronti alla grande distribuzione.

PS: il sesto e ultimo film, più lungo, è un omaggio a questa rubrica, gentilmente regalatomi dalla Noe. Ci metterete qualche giorno a leggere tutto, così per un po’ non posto.

Trazione Interiore. Bill Cebion, giovane ed affascinante studente in biotecnologia del polifosfato in angolazione instabile, è nel suo laboratorio insieme alla sua probabile fidanzata Mary McCarrots, quando all’improvviso, una provetta di poltillio66, pericoloso minerale, esplode misteriosamente. Bill viene colpito e va in arresto cardiaco. Mary lo rianima, ma Bill resta permanentemente istupidito. Decide così di portarlo in Europa, e più precisamente in Liechtenstein, dove opera l’unico esperto di effetti collaterali di poltillio: il dottor Squaqquermaus. Il luminare sentenzia che l’unico modo per far riprendere il giovane è trovare il motore di una vecchia Prinz (auto tedesca degli anni settanta) e impiantarglielo nel petto. Mary inizia così la ricerca, ed è ormai allo stremo delle forze e senza un soldo, quando uno sfasciacarrozze della Carinzia con tendenze omosessuali di nome Urs Frattenmayer, procura il prezioso rottame in buono stato. Bill sarà operato, si riprenderà, ma non tornerà mai più alla sua vecchia attività, preferendo vivere con Mary ed allevare cani idrofobi  nel sud del Maine. Avvincente quanto non scontata coproduzione Europa-USA.

Belliffimo. Roma. Elena De Cirillis è la ragazza più fighetta dei Parioli, ha quindici anni ed è più che mai decisa a trovare l’amore, quello vero. Guida sicura la sua minicar mentre fuma una sigaretta, ascolta Tiziano Ferro sull’i-pod e messaggia con Iaia e Carola, le sue due amore che ha baciato sulla bocca per mettere la foto su Facebook. Michele Cecco è un trasandato diciottenne all’ultimo anno di liceo. Guida il suo vecchio Ciao comprato leggendo un annuncio di un marocchino su PortaPortese, porta la kefiah e organizza simposi sulla relazione tra comunismo, mortadella e la Gelmini. E naturalmente okkupa. Un giorno Iaia, per fare uno scherzo a Elena, prova ad entrare su Facebook con l’account dell’amica. Sorpresa! Hanno la stessa password: tvtttttttb. E così, aggiunge tra gli amici un estraneo a caso, che è proprio Michele. I due si chiedono chi abbia fatto la richiesta d’amicizia e perché. Michele scrive in privato: ti conosco? ci siamo forse visti alla manifestazione a favore della diffusione delle ricette rumene nelle mense scolastiche? Ed Elena: no, guarda, forse però ci siamo visti alla festa dei sedici anni di GianCesare, quando ci siamo ubriacati di champagne e mi hanno beccata a limonare col Cianca! Te forse eri qll in fnd alla stanza che ci guardava male? Cioè, manca poco che me blastano! I due si ripugnano, ma solo inizialmente, poi chattano, si conoscono meglio e decidono di incontrarsi. Sorprendentemente vanno d’accordo, anche per il difetto di esse, la zeppola che hanno in comune: commettono atti alternativi e di rottura, tipo mettere un lucchetto alla Garbatella e giocare ai Cesaroni sul Ponte Milvio, okkupano per finta un wine bar dei Parioli e organizzano un happy hour trendy nella palestra della scuola politicizzata di lui. E si amano come non mai mentre guardano insieme Amici, Annozero, Grande Fratello e Sabina Guzzanti. Neanche la loro rispettiva passione per Berlusconi e Veltroni li mette contro. La storia finirà comunque male, quando incontreranno due loro simili e i contrasti si faranno seri. Tutto questo dopo due giorni di storia. Ma il nostro amore era belliffimo. Commedia alla Moccia, sull’idiozia dei giovani d’oggi.

25 lanci di dadi prima di morire. Torino. Sylvia è una ragazza solare, piena di vita e ha un’insana passione per il Monopoli. Un giorno, durante un torneo internazionale di Monopoli, conosce Kaspar, affascinante campione ceco di giochi da tavolo. Lui la porta nella sua casa, si baciano, finiscono a letto. Ma dopo la sigaretta di rito, i due scherzano, ridono fin quando non decidono di giocare al loro gioco preferito. Ed è qui che Kaspar si rivela per quello che è. Sylvia trova una strana porta in casa e chiede a Kaspar cosa sia. Kaspar emette un ghigno satanico, apre la porta e la chiude dentro. Per Sylvia è l’inizio di un incubo. Al buio, al freddo e con l’umidità che le cola sul corpo coperto solo da una sottoveste. All’improvviso si accende un monitor. Kaspar è lì con un paio di dadi in mano e ride come un pazzo. Forse perché effettivamente lo è. La luce che si accende, rivela l’orribile verità. Sylvia si trova su un enorme tabellone da Monopoli. Kaspar tira i dadi e intima alla ragazza di muoversi fino a Via Accademia. E la avverte della cruda realtà: in 25 lanci di dadi, ha una sola possibilità di salvarsi: capitare sulla casella della Società Elettrica. Ma un mostruoso segreto si cela dietro i Bastioni Gran Sasso. Quale? Scopritelo al cinema. Inquietante thriller ludico.

Ku-Klux-Klaus: le atroci scelleratezze di Babbo Natale. Vi siete mai chiesti cosa fa Babbo Natale durante l’anno? Pensate forse che se ne stia lì con le mani in mano? O siete ancora più ingenui da credere che fabbrichi giocattoli in Lapponia? Nossignori, la risposta non è questa. Babbo Natale toglie il vestito rosso e indossa quello bianco. Con il cappuccio. E si reca in America con quattro renne, anzi, quattro galeotti mascherati da renna per commettere delitti a sfondo razziale e omofobo. Il culmine si raggiunge quando Babbo Natale entra in casa di una famiglia di colore della Louisiana al cui bimbo aveva regalato un magnifico bambolotto di Barack Obama per Natale. Ku-Klux-Klaus, come si fa chiamare il vecchio, è spietato e ferisce gravemente il bambino a colpi di bambolotto. L’ispettore Tibbs, che era in pensione da tempo, si mette sulle tracce del cattivissimo barbuto e canuto. Non facendocela da solo, chiama la sua assistente anche lei di colore, LaReppa Swya Dixon. Insieme riusciranno a catturare il perfido panciuto ex-benefattore. A Babbo Natale, messo alle strette e arrestato nel bel mezzo di Ground Zero, verrà risparmiata la sedia elettrica. Ma solo perché, sotto stretto controllo, dovrà continuare a portare doni il 25 di dicembre. Il resto dell’anno, viene condannato a dormire in carcere e, di giorno, a combattere incontri tarocchi di wrestling. Una cruda storia molto americana.

L’impero di Tantaranopoli. VI secolo avanti Cristo. Propilene, re della città di Tantaranopoli, ha un sogno: conquistare l’intera Grecia e tutto il resto del mondo conosciuto, financo le colonne d’Ercole. Per farlo, ha bisogno di infiltrati ovunque. Gastrippo si insinua nel governo della città di Atene, Palissandro cresce all’ombra dei soldati spartani, fino a guadagnarsi la fiducia di tutti i gerarchi. Fòttete invece, diventa re di Tebe. Il piano è perfetto, anche il resto d’Europa e l’Egitto sono in mano ai generali del regno di Propilene. La moglie, l’ingorda regina Trachea, è colta da attacchi di cupidigia: sogna le pellicce di leopardo degli egizi, l’avorio degli elefanti, le Alpi, le Piramidi, il Manzanarre e il Reno. Colta però da troppa cupidigia, rivela il subdolo piano del marito alle sue ancelle Frappeide, Digeide ed Eneide. Le quali sono traditrici e tramano nell’ombra. Una volta fatta la spia, le tre ancelle si godono ciò che succede. Propilene prende il comando del mondo, si proclama dio di un culto monoteista e fa erigere un tempio dedicato alla sua adorazione. L’impero dura però lo spazio di un giorno: Propilene finisce sgozzato, la città di Tantaranopoli viene rasa al suolo e mai più nulla si ritroverà della sua fiorente civiltà. La bella regina Trachea viene deportata in Egitto, ove, narra la leggenda abbia dato origine alla stirpe dei faraoni Sfigh- Aton, gli unici che si credevano faraoni ma non riuscirono mai a diventarlo. Quando la storia finisce poco gloriosamente.

Coinquilins – Certe sere a casa di Mirmilla. Una misteriosa ragazza dai tratti esotici, una inflessibile e saggia e un’altra in carriera che nasconde profondi tormenti, tutte sotto lo stesso tetto.

No, non è la pretestuosa falsa trama di un film bollente, ma il pronipote maccaronico di Sex and the city.

Ispirato alla serie americana di grande successo, ma togliendo i vestiti griffati perché non c’erano i soldi, i tacchi a spillo vertiginosi che già c’abbiamo i calli …ah, e mancano anche gli uomini a gogo che non se ne vede uno decente da una vita e mezzo, “Certe sere a casa di Mirmilla” narra le intriganti vicende di tre giovani donne alle prese con la vita, i sentimenti, il lavoro e soprattutto la lampada in bagno che non si riesce a cambiare perché la ragazza più alta è un metro e un soldo.

Mirmilla, la ragazza venuta da lontano, conduce una vita piatta che le riserverà però grandi sorprese, quando si scopre che il fidanzato non sopporta i due capelli bianchi che le sono spuntati per il gran dolore di sapere che hanno cambiato la formula del Cif liquido gel. Milla dovrà affrontare l’ansia della perdita del suo detersivo preferito e dovrà scegliere se farsi la tinta  e tenersi il suo uomo o rivoluzionare tutte le proprie certezze.

Giuliana, gran lavoratrice e dispensatrice di sempre ottimi consigli per le sue coinquiline, dovrà affrontare invece lo shock di vedere Giuliano Sangiorgi, il suo cantate preferito in onore del quale si è cambiata nome all’anagrafe (infatti prima si chiamava Ambra Marie), esibirsi ad un concerto con una tutina sexy. Scossa da cotale visione, dovrà passare attraverso una terribile dipendenza da reality di Maria De Filippi, ma uno psichiatra la guarirà, facendola tornare ai suoi doveri di persona seria, somministrandole forti dosi di Santoro, Vespa e Mentana.

Franciacorta (sì si chiama così, embè?) lavora notte e giorno per fare carriera nel campo delle vendite di mute da sub, un ambiente spietato dove i colleghi non si risparmiano cattiverie e vendette. Dietro questo impegno professionale così totalizzante, però, si nasconde una doppia identità. Franciacorta, infatti, è il famoso killer della muta, che uccide uomini bellissimi strangolandoli con le braccia di mute da sub. Angosciata dal dubbio se riuscirà ad essere all’altezza di entrambe le sue personalità, la ragazza confesserà tutta la storia alle sue coinquiline, che ne ricaveranno una fiction di enorme successo e con il ricavato la manderanno al sicuro alle Hawaii dove c’è mercato per le mute e molti uomini belli.

Spericolate conversazioni sui detersivi, le tutine sexy e le mute da sub, unite a toccanti confessioni attorno ad un piatto di pasta all’amatriciana conquisteranno il pubblico femminile, i produttori del Cif, gli appassionati delle tutine di Freddy Mercury  e tanti tanti sub.

IDEE RANDOM PER UN FILM DI SUCCESSO #8

(on the air: nulla, su questo pc al massimo ci sono canzoni italiane anni sessanta scaricate da una mia collega molto più giovane di me)

Sono in ufficio e potrete ben capire che di venerdì a quest’ora il lavoro scarseggia, oppure si decide arbitrariamente di farlo scarseggiare senza alcuna pietà. Visto che è in corso il Festival del Cinema di Venezia, non potevano che tornare le mie Idee random per un film di successo. Attenzione, questa volta per tre quinti sono ambientate a Berlino, in omaggio al mio recente soggiorno nella capitale crucca. E via con i prossimi sold out al box office.

Il ragno sopra Berlino. Una mattina come tante, gli abitanti di Berlino si svegliano senza sole. Ciò accade molto spesso, ma stavolta è diverso: è buio. E quella che sembra normalissima nebbia, è in realtà una gigantesca ragnatela. Ma il panico vero scoppia quando i cittadini guardano in alto: un enorme ragno piuttosto orrido campeggia nel cielo di Berlino. È una mutazione genetica, un ragno alimentatosi con carnosi insetti del fiume Sprea. Il professor Zueberbuhler, convinto assertore della teoria della metempsicosi enfatica, si interessa del caso assieme alla sua assistente bionda, Helga Von Pfinferli. Il ragno semina terrore divorando in particolar modo bambini e ciclisti. Intanto, all’interno di una bottega del kebab, un uomo, per metà turco e metà italiano, Mehmet Prampolini, decide che è il momento di fare qualcosa di più costruttivo. Chiusa la bottega, ammucchia tutta la carne che trova nel suo frigo, con tanto di eventuali utili mosche, fino a creare un monte di agnello, manzo, pollo e perfino del prezioso maiale proibito dal Corano. Il ragno, nel frattempo ribattezzato dalla stampa con il nome di Helmuth, è attratto dall’odore della carne e scende quasi fino a terra provocando incidenti automobilistici. In quel momento il professor Zueberbuhler, sempre coadiuvato da Helga Von Pfinferli schiaccia il bottone rosso: niente spoiler, il finale, ricco di colpi di scena, lo vedrete al cinema.

Morte a Fehrbelliner Platz. Nello squallore di una piazza di Berlino, una delle più brutte, un uomo si suicida gettandosi sopra la metropolitana per sentirsi unico almeno nella morte. Dopo il ritrovamento del suo cadavere, parte un viaggio a ritroso nella sua vita, fatto di continui flashback dalla culla fino al giorno del suicidio, avvenuto nella data dell’anniversario della morte del suo cane Willi Friedrich Ernst e di Karl Marx. Un’esistenza piatta, grigia, nella Berlino Est della guerra fredda, del muro, una vita da controllore dei biglietti sul treno Berlino Est-Lipsia, senza amore, senza sprazzi di fantasia. Premio della critica al Festival del Grigiore Cinematografico di Lubecca, il film non ha alcuno sbalzo nel suo essere monocorde. A mio modesto avviso, un consiglio: munitevi di cuscino.

Rote Bete&Rotessa. Questo è in realtà un cortometraggio animato in 3D sulla vita di due barattoli in un centro commerciale. Rote Bete è un barattolo maschio di peperoni e cetrioli sottaceto, Rotessa è un barattolo femmina di marmellata di ciliegie sottaceto. Essi si conoscono e si amano su uno scaffale e costringeranno una pingue signora a farsi comprare e consumare insieme. Premio Effetti Speciali al Gastronomic Animation FilmFest di Wurstelburgo.

Fine della rassegna berlinese, ora due film, uno italiano e uno coprodotto da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Pakistan e Bulgaria.

InContinente. Un pastore sardo, Gavino Putzurru, ha un sogno: andar via dalla Sardegna e continuare la sua attività pastorizia in continente (espressione usata spesso da alcuni sardi per indicare l’Italia peninsulare), nel modenese. Purtroppo, gli eventi della vita lo costringono a restare ancorato al suo mondo. Dapprima la moglie incinta, poi alcune pecore balorde, indi i figli ribelli. Giunto alla soglia dei sessantasette anni, il Putzurru molla tutto, si impossessa di uno scafo e trasporta le sue pecore dal porto di Olbia fino a Livorno, per poi rubare un furgone caricando tutti i suoi ovini. La polizia lo bracca, la moglie è disperata, lui improvvisamente deve fermare la sua folle corsa verso la città emiliana. Viene colto da incontinenza e non riesce nemmeno a fermarsi al bagno dell’autogrill. Il suo sogno si infrange in una piazzola di sosta tra Barberino del Mugello e Ronco Bilaccio, dove viene catturato con le braghe calate e portato via dalle forze dell’ordine.  Le pecore arriveranno comunque a Modena per essere poi triturate e insinuate all’interno di un nuovo formato di agnolotti ripieni: gli Agnellotti Fini.  Toccante anelito di libertà senza lieto fine.

Il Segreto del Sacro Vassoio della Terra di Orzoglatt. Borlottildur re della Terra di Orzoglatt incarica il cavaliere TorciKoll di andare a cercare il Sacro Vassoio. Appartenuto in epoche remote a Pergameno di Pergamo, in seguito al re Armangildo II e infine all’affascinante regina Stalatthyte, aveva donato ai tre sovrani il potere di rendere suddito chiunque si servisse anche solo una briciola di pane dall’argento magico del Vassoio. Borlottildur, che come re era piuttosto pavido malvagio e meschino, decise che era il momento di sottomettere l’intera popolazione ai suoi voleri. Il cavaliere TorciKoll fu inviato nelle paludi di Zuppandia, dove la leggenda narrava che la regina Stalatthyte e il suo fedele servo e amante Trirecchione, avessero nascosto il Vassoio, che alla lunga logorava chi ce l’aveva.  Dalla Terra di Risottayfungh, venuto a sapere dei perfidi progetti del collega dal Mago Syphonius e dalla sua sfera di plexiglas, il buon re Interstizius decise di inviare il valoroso eroe Skifildur a cavallo del suo drago-cicogna. Seguirà uno scontro durissimo attraverso boschi, paludi e campi di patate fatate. La battaglia del Bene contro il Male si estenderà agli eserciti delle due terre, ma il Vassoio in realtà giace tra le bramose mani dello Gnomo Palomo. La ricerca continua nel prossimo fanta-kolossal? Certo che sì.

IDEE RANDOM PER UN FILM DI SUCCESSO #7

(on the air: Jarvis Cocker – Don’t Let Him Waste Your Time)

Altri cinque film per la consueta rubrica di prima visione.

Caldo Verde: Lourda, un’affascinante donna portoghese sui quaranta, vive isolata e cucina tutti i santi giorni la zuppa di cavolo tipica della sua nazione, il caldo verde appunto. C’è però  un problema: nel villaggio in cui vive, ormai gli abitanti sono ammorbati dall’odor di cavolo, ma nessuno vuole dirglielo. Neanche Jack, il suo tenebroso spasimante americano. Lei continua sempre a pensare alla zuppa e a nient’altro. Jack deve trovare un modo per confessarle il suo amore, ma anche il disagio degli abitanti ormai appestati. L’unico modo per raggiungerla è tapparsi il naso e respirare solo con la bocca. La strada fino al Cottage del Cavolo, irraggiungibile in macchina, è un susseguirsi di fatiche, tra intemperie e animali geneticamente modificati dai cavoli che crescono nei dintorni. Ma perchè questi animali? Lui riuscirà sì a raggiungerla e a dirle ciò che prova, ma scoprirà anche la terribile verità: la zona è totalmente contaminata da radiazioni. Non vi sveliamo il finale. Per chi ama il minestrone cinematografico, in tutti sensi. 

Gli PsicoCuccioli: realizzato al computer con miriadi di effetti speciali, il lungometraggio inizialmente pensato per un pubblico di bambini, è in realtà per adulti. Quattro cuccioli, tre cani e un gatto, hanno poteri paranormali. I loro nomi sono Chopper, Buster, Fister e Fido, che è il gatto. Allevati normalmente, capiscono di avere potere sulla mente umana e dapprima controllano una famiglia, poi una città, quindi decidono che è il momento di governare il mondo, tra una ciotola di latte e una pipì in giardino. Una volta impossessatisi delle menti del presidente americano e del capo di Al Qaeida, li fanno esibire insieme in uno spettacolo di lap dance per soli gay. Ma come spesso accade, non tutto va per il verso giusto: i cuccioli crescono e perdono la facoltà psichica, il mondo va nel caos, fin quando Betty, la loro padroncina non li sveglia dal loro sonno ristoratore: era tutto un sogno? forse sì o forse no. Infatti i cuccioli trovano in giardino la giarrettiera arabeggiante di Bin Laden, si guardano circospetti e costringono una formica al suicidio con la forza della mente. Si ricomincia?  E’ già un cult.

Il Pianeta delle Spugne: in una lontana galassia le spugne tramano loschi piani. Hanno finito l’acqua sul pianeta, l’hanno loro malgrado assorbita tutta. C’è solo una soluzione, la più classica: attaccare la Terra. Alla guida del re Sorbex Quattordicesimo, una flotta di spugne invade i cieli del globo, cominciando da New York (fosse stato un cartone animato, avrebbero cominciato da Tokyo). In breve la Terra si ritroverà prosciugata! Lo scienziato Perry West, la bellona di turno Amandahah Phantom e il forzuto Ursus Gatchman capiscono che c’è solo una cosa da fare: ingannare le spugne. Di fatti si accorgono catturando un soldato semplice del viscido esercito, di un particolare fondamentale. Amandahah in quel preciso momento trangugia avidamente sciroppo d’acero, l’unico liquido rimasto nella base americana. Accidentalmente una goccia cade sulla spugna e la incolla a tal punto da ucciderla. Così in fretta e furia vengono preparati dei missili allo sciroppo d’acero, pur con l’opposizione dei cinesi, che erano pronti al commercio con le spugne. L’attacco ha successo e anche il re Sorbex cade in battaglia. Solo una navicella si salva, con a bordo la spugna pacifista Molla McMellow, che, spaventata, cattura i tre eroi nazionali portandoli sul pianeta delle spugne. Un regolare processo accusa i tre di genocidio e li condanna alla disidratazione e conseguente liofilizzazione. Molla si pente e li fa fuggire. E’ qui che ha inizio una saga. Già annunciato il sequel: L’Altra Faccia del Pianeta delle Spugne.

Clochard Bastard: Francia, anni venti. Un barbone francese che vive  sulle rive della Senna si diverte a fare scherzi al prossimo. La sua amicizia con Thierry, un bambino vittima di un suo scherzo (gli aveva messo la calce nello zucchero filato) lo fa redimere. Ma il bimbo in realtà non lo ha perdonato. I due sembrano diventare ottimi amici, anche se Thierry ha ogni tanto dei comportamenti sospetti. Gli anni passano, il barbone invecchia e intanto Thierry viene chiamato al fronte durante la seconda guerra mondiale. In un fugace incontro tra i due, il ragazzo chiede all’amico di tagliarsi la barba e lasciarsi soltanto i baffi. Il clochard accondiscendente segue il consiglio. Poco dopo, le truppe alleate entrano a Parigi, e il soldato francese Thierry Manamou denuncia la presenza di un vecchio nazista sulle rive della Senna. Il barbone viene fucilato senza pietà. La vendetta è compiuta. Non una lacrima verserà Thierry. Quello zucchero filato gli era rimasto sullo stomaco. Il tema della vendetta incastonato in un grandioso affresco storico. 

Il Pettine Afghano: siamo nell’ottocento, sulla via dell’avorio. Un facoltoso inglese, commerciante di pettini  (Sir James Comb) scopre un pettine speciale durante un viaggio in Afghanistan. Tale pettine è il più bello mai visto, non ha eguali. Lo custodisce una bella fanciulla di nome Raja. L’avido commerciante non si fa scrupolo di sedurre la bella indigena per sottrarle il pettine. Ma non fa i conti con l’amore: egli infatti perde la testa per la ragazza e dimentica il pettine. La relazione prosegue splendidamente per due anni, in un turbinìo di sensi. Un giorno però, mentre lui fuma la pipa in riva al fiume, viene recapitata una missiva di sua moglie, che gli chiede notizie del pettine. Raja legge la lettera, e sconvolta, prima decide di uccidersi, poi di fargliela pagare, infine di fargliela pagare e poi uccidersi. Quando James rientra in casa, trova la ragazza che si pettina. Poi gli mostra la lettera. Lui piange e dice che non gli importa più niente, ma è troppo tardi ormai. Lei lo uccide con il fucile e si butta nel fiume con in mano quel pettine bellissimo che mai più nessuno ritroverà. Dramma a tinte forti per veri appassionati del genere.

IDEE RANDOM PER UN FILM DI SUCCESSO #6

(on the air: Subsonica – Coriandoli a Natale)

Torna dopo quasi un anno questa famosa rubrica di cui certamente non sentivate la mancanza. Eccovi cinque idee pronte per l’uso.

The Ming 2: è il sequel dell’horror orientale che raccontai nel precedente post. Il vaso Ming posseduto dallo spirito del serial killer Kim-Tae-Song,  che significa Kim lo squartatore di fanciulle che vestono alla marinara, si trova in casa del collezionista Puk Pak Pok, che significa imbalsamatore di involtini in acqua ragia. L’uomo viene misteriosamente ucciso. L’ispettore Cha Bum Bum, che significa casuale incontro sotto un ramo di ciliegio, contatta così Lin Lin, la sopravvissuta del primo film e si fa raccontare la storia per filo e per segno. Intanto il vaso continua ad uccidere e finisce in America. L’agente speciale Klatterback (che non significa un cacchio) indaga, incontra poi Lin Lin e se ne innamora perdutamente. Lei però muore uccisa dal vaso; lui, accecato dalla rabbia, spara sei colpi di pistola sul vaso, lo riduce in frantumi, ma essendo americano e stupido, non capisce che lo spirito fugge dal vaso e va a rintanarsi in un cheeseburger. Sequel assicurato, ma anche basta.

Ninja Bugs – Scarafaggi Ninja: sulla falsariga del successo anni ottanta delle tartarughe ninja, ci viene riproposto in salsa insettosa un capolavoro computerizzato di animazione. Quattro grossi bacarozzi neri e lucidi devono salvare l’umanità dal perfido Mister Calabrone che solo ronzando demolisce tutte le città del Nebraska. I nomi dei quattro sono: Dante, Petrarca, Boccaccio e Umberto Tozzi. Pur disprezzati inizialmente dalla popolazione, restìa ad accettare dei supereroi dall’aspetto repellente, essi diverranno i paladini di grandi e piccini fino ad intrappolare l’enorme ronzone. Eroico film per famiglie.

Le Bollette: da leggersi con accento francese (le bollètt). Infatti il film è francese e vede la consueta partecipazione almeno in un piccolo ruolo, dell’onnipresente (nei film transalpini) Gerard Depardieu. E’ una storia introspettiva e di denuncia: Clemèntine, una ragazza che gira sempre nuda per casa, riceve delle bollette della luce falsate e gonfiate. Decide di rivolgersi al giudice Jeandepeux che è un uomo più vecchio di lei di quarantatrè anni. I due iniziano una torbida relazione sullo sfondo grigio della provincia parigina tra uffici, carte bollate e centrali elettriche. Senza molto ritmo il film si trascinerà stancamente per circa due ore e mezzo per culminare nella scena clou: un errore dell’ufficio postale. I due si lasceranno e lei verrà sfrattata da lui per vendetta. Il colpo di genio del regista è nel finale, quando la ragazza cammina completamente nuda per strada con uno zaino in spalla. Solo per chi ama il cinema francese e ne sa cogliere l’intrinseco messaggio sociale.

Traffico Internazionale: eccovi un fantathriller con ambizioni da gangster movie e tonalità da genere catastrofico. Alcuni trafficanti di droga collusi con il mafioso italo-americano Nick Schillaci, concludono un grosso affare per conto del padrino stesso. Cocaina colombiana pura comprata direttamente dal coltivatore Isidro de Mantequilla Mendez Garcia Rodriguez. Più che comprata, estorta con l’omicidio del coltivatore, crivellato con una settantina di colpi di arma da fuoco. Il poliziotto di turno, Mark Mandolone, anch’egli di origine italiana, segue le mosse dei malviventi, quando improvvisamente un tamponamento a catena nel nord del Canada paralizza l’intera America del Nord fino al new Mexico. Milioni di chilometri di tamponamenti, è l’incidente più grande mai avvenuto. Nel traffico si trovano coinvolti il padrino, il poliziotto, i narcotrafficanti, la cantante disco anni settanta Donna Summer, una squadra di football, una ragazza acqua e sapone, un pugile suonato e due extraterrestri in borghese. Il film si basa sulle varie storie che si intrecciano in mezzo alla strada paralizzata fino all’epilogo per certi versi spiazzante e tragico, che non sveleremo per non rovinarvi la sorpresa.

Jimmy Goniometer: è la storia politicamente scorretta di Jimmy, un ragazzo handicappato che colleziona goniometri e poi li rompe in preda a raptus violenti. La madre è costretta a ricomprarglieli ogni volta tanto da ridursi sul lastrico. Colpita dentro l’occhio sinistro da un pezzo di goniometro lanciato da Jimmy, la madre dimentica di essere tale e decide di sbarazzarsi del figlio abbandonandolo sulla statale di montagna con tanto di goniometri avanzati. Il ragazzo viene ivi raccolto da un vecchio boscaiolo che gli fabbrica goniometri di legno cosicchè Jimmy non riesce più a spezzarli e guarisce perlomeno dai raptus. I due decidono di trovare la madre, intraprendono un viaggio on the road su un camioncino carico di goniometri e giungono in città. Quando la madre vede Jimmy sul furgone, si commuove e lo riprende con sè. Il boscaiolo si spara un colpo in testa perchè aveva deciso di farla finita da prima che incontrasse Jimmy. Che porterà sulla sua tomba un goniometro di legno, il più bello di tutti. E sarà lì che la madre lo abbandonerà di nuovo, stavolta per non vederlo mai più. Storia toccante, drammatica e direi anche fastidiosa. Chi ve lo fa fare di vederlo?

IDEE RANDOM PER UNA FICTION DI SUCCESSO #1

(on the air: Lali Puna – Come on Home)

Bene, visto che gli spettatori delle sale cinematografiche sono in perenne calo, dopo cinque capitoli di idee random per un film di successo (tag di cui questo post fa comunque parte) passiamo a qualcosa che (purtroppo) va tanto di moda di questi tempi: le fiction.Via, giù cinque ideuzze pronte per Rai e Mediaset. Io già ve lo dico, non le guarderò.

N.A.S. – Nucleo Anti Sofisticazioni: il titolo parla chiaro. Dopo i RIS, i NAS. Il tenente Scuzzarone e gli agenti Ceppiratti e Bombiniello, coadiuvati dalla preziosa Luisa Cippa, vanno in missione in giro per ristoranti cinesi, pizzerie, macellerie, a scoprire i bricconi che propinano cibi avariati agli avventori. Colpi di scena garantiti, con annesse sparatorie nelle cucine del terrore. Tra un gambero marcio e un quarto di bue maleodorante, si insinua la storia d’amore tra il bel Ceppiratti e la Cippa. Storia che si svilupperà non senza qualche problema, anche per le gelosie del grassoccio Bombiniello e i continui tradimenti del tenente Scuzzarone nei confronti della moglie Pinuccia, il più clamoroso con una cameriera diciassettenne di un ristorante cinese di Cernusco sul Naviglio.

Don Melenso: ambientata in una paesello medievale qualsiasi, la storia di Don Melenso si incastona perfettamente nella miglior tradizione italiana. Don Melenso è un prete che predica amore smisurato tra i giovani e le famiglie, tiene sermoni interminabili, gira in bicicletta e va alle marce dei pacifisti. Non lo sopporta nessuno perchè è troppo melenso. Persino il cappellano don Girolamo fugge quando lo vede nei paraggi. Don Melenso insegna catechismo melenso a tanti giovani, tra cui Marco e Laura, che vivranno una storia d’amore benedetta dal buon sacerdote, ma avversata da lui stesso, che dopo due giorni che stanno insieme vorrebbe unirli nel sacro vincolo del matrimonio. Ne vedremo delle belle.

Cleante e Clodolinda: siamo nell’odierno Molise, nel milleottocento. La nobildonna Clodolinda Gattacci vive nella casa dei suoi genitori, il conte Guidubaldo e sua moglie, la contessa Zoboalda. Durante un ballo tra nobili, conosce Cleante Mortebondi, aitante barone del castello di StrettoiaAsimmetrica. Tra i due è folle amore, che dura cinque-sei puntate, anche i genitori sono d’accordo, fin quando Cleante parte per la guerra. E’ a quel punto che nella storia si inserisce il bello, ma povero servo Pippo. Pippo si invaghisce di Clodolinda e lei lo rifiuta perchè non è un buon partito, nonostante addirittura i genitori snob siano disposti ad accoglierlo in famiglia. Lui si dispera e parte per la guerra. Qui si troverà di fronte al dilemma: uccidere o salvare Cleante, ferito in battaglia dagli austriaci?

Spazzini: Guido De Pollis è un giovane calabrese squattrinato che ha bisogno di soldi per pagarsi le rate del motorino. Mirella Angelozzi è romana, laureata in giurisprudenza ma non trova lavoro. Johnny Vetro è un gay pugliese diseredato dai genitori che lo volevano architetto come loro. Arnaldo Pignattari è un vecchio spazzino di Trastevere. I primi tre vincono un concorso per diventare netturbini a Roma, si conoscono e vengono affidati all’esperto Arnaldo. I tre ragazzi sono single, Arnaldo è vedovo. In ogni puntata li vedremo rovistare tra le immondizie e i cassonetti, spazzare le foglie dai marciapiedi e scoprire le storie più strane della gente che butta i rifiuti. Inevitabile, nascerà l’amore tra Guido e Mirella, mentre Johnny conoscerà un travestito brasiliano che lascerà la prostituzione per lui. I tre cercheranno a questo punto una fidanzata per il vecchio burbero dal cuore tenero. Che alla fine conoscerà una gattara nel parchetto sotto casa e vivrà in pensione con lei. Buoni sentimenti tra la spazzatura.

Su.S. I. Tresnuraghes: da leggersi su-es-ai. E’ chiaro il riferimento al più noto C.S.I.  Solo che Su in questo caso, è l’articolo determinativo sardo. Insomma per chi non lo sapesse, i sardi per dire il dicono su. Spiegato il piccolo arcano, veniamo alla storia. Delitti inspiegabili avvengono nella piccola cittadina di Tresnuraghes (che il sottoscritto conosce bene, n.d.a.), sita la tra Barbagia nuorese e la costa oristanese. Indagano nelle campagne il pastore Gavino Delogu e l’assistente Piras. Incredibile il caso dei bancomat sradicati con una ruspa rubata da un cantiere in piena Barbagia. I due, di solito si servono di una pecora sensitiva che fiuta e risolve i casi, Niedda. Toccante la storia d’amore tra il pastore e la pec…ehm, basta così.

Presto sul piccolo schermo di casa vostra.

IDEE RANDOM PER UN FILM DI SUCCESSO #5

(on the air: The Infadels – Jagger 67)

Bene, visto che ho una cena a base di svariate tapas e di ingenti quantità di paella valenciana da smaltire, posso scaricare qui sopra i miei incubi. Il post lo dedico al mio amore di sempre: la Citrosodina. E spero che presto ne inizino un meritatissimo processo di beatificazione. Ma veniamo ai nuovi film che presto o tardi vi affliggeranno nelle sale.

Vetri rotti alla fermata dell’autobus: Ezio, garzone di un vecchio mastro vetraio, trasporta una lastra di vetro. Ma mentre cammina sul marciapiede, viene attratto da un negozio di articoli da fonduta, si distrae, urta il palo del divieto di scarico-cervi e rompe la lastra. Un urlo disumano colpisce il timpano del malcapitato ragazzetto. E’ la signora Ventilati, dolce vecchina che ogni giorno a quell’ora suole attendere il cinquantaquattro barrato, proprio in quel punto. Mille pezzi di vetro schizzano a terra, la signora è nervosa, Ezio vorrebbe fuggire e dimenticare il passato, fuggire via, lontano, per scampare alle ire del truce mastro. Tutto in quella frazione di secondo, tutto finchè l’autobus non arriva in quel preciso istante, si squarcia una ruota, uccide la vecchia e sbatte contro il muro, esplodendo e provocando decine di vittime. Ezio fugge, corre, ansima, ma, attratto da un negozio di spugne del Kazakhistan, si distrae di nuovo e finisce in un tombino lasciato aperto dagli operai. Lì, arriva il tenente Gambardella che lo cattura. Ezio è in galera per una tragica fatalità. Segue il processo e la dura condanna. Un film italiano che fa riflettere sulle casualità della vita.

Pinzimonio: piacevole storia a cartoni animati (tutti uguali li fanno). Un sedano, un ravanello e una bottiglia di aceto balsamico stringono un patto: nessuno di loro dovrà essere mangiato (o bevuto) dagli esseri umani. Quando mamma Nelly decide di fare il pinzimonio, sono guai seri! I bimbi rompipalle sono già tutti lì che aspettano l’insalatina fresca, ma i tre riescono a fuggire dal frigorifero. La mamma se ne accorge con raccapriccio e tenta di aizzargli contro il perfido Arthur, il cincillà di casa. Il sedano Eddie, il ravanello George e l’aceto balsamico Dante, si coalizzano allora con la pianta di ficus del salotto. La pianta sa bene che il cincillà non le si avvicina, perchè appena lo fa, viene colto da allergia fulminante e mortale. I tre restano sotto la pianta, fin quando capiscono che devono salvare Gerry lo stracchino gay, unica alternativa al pinzimonio per la cena. Un mollaccione, quel Gerry. Cosa succederà? Non vi raccontiamo il finale. Bimbi, un solo consiglio: correte a vederlo! In omaggio alla prima un simpatico gadget: un portauovo a la coque.

The Ming: dai produttori di celebratissimi horror orientali, ecco il nuovo capolavoro del brivido: The Ming. Lin-Lin e Lan-Lan sono due compagnucce di scuola che passano il tempo a mandarsi messaggini sul cellulare. Fin quando ad entrambe, non viene recapitato, da un numero sconosciuto, un misterioso MMS con la foto di un vaso Ming. Tra l’altro il vaso è ben brutto.  Le due pensano ad uno scherzo, ma la paura aumenta con il secondo MMS, che stavolta è un filmato: dal vaso Ming fuoriesce uno strano miasmo, sembra gas, ma sembra anche la faccia di un fantasma. Le bimbette si rivolgono al dottor DlinDlon (che significa colui che usa la saliva per incollare i francobolli sulle cartoline), illustre antiquario, che riconosce in quel vaso, l’urna cineraria del diabolico Kim-Tae-Song, che significa Kim lo squartatore di fanciulle che vestono alla marinara. Dunque un falso vaso Ming. Ma soprattutto lo spirito di un manigoldo in circolazione. Egli era morto un paio di anni prima a seguito di un’esplosione di un distributore automatico di palline colorate. Si susseguono morti ammazzati, sia ragazze che ragazzi, il nostro Kim è un sanguinario. Anche una delle fanciulle, LanLan, viene uccisa. Ma LinLin, con l’aiuto della medium Madame YeYe, che significa colei che farcisce i ravioli al vapore con carne di bracco, riesce a rinchiudere nel vaso il sanguinario killer. Naturalmente, nel finale, il vaso si muove. Per gli amanti del brivido e dei sequel inutili.

El comandante Gonzalez: biografico. Narra le vicende di un comandante comunista sudamericano che si batte per la libertà del suo palazzo, oppresso dall’amministratore di condominio Don Albenzio. Egli chiede il ripristino del riscaldamento centralizzato, perchè quello autonomo non è adatto alla sua ideologia. Chiede che i posti-auto siano accessibili in egual misura anche a chi non possiede un’auto, perchè possa eventualmente appoggiarci un paio di scarpe. Chiede inoltre che si tengano tutte le porte di casa sempre aperte, anche di notte, così da fraternizzare e fumare sigari alla marijuana tutti insieme e poi organizzare lunghi cineforum su Che Guevara. La rivolta popolare scoppia improvvisamente. Ma è contro il comandante, uomo solo e piuttosto invadente. Il lungometraggio si chiude con il comandante Gonzalez malconcio, esiliato nella cantina della signora Pizarro. Morirà di cirrosi epatica dopo aver consumato un vino rosso invecchiato male. Una storia per chi crede nelle ideologie fino alla morte.

Miracolo al supermarket: ogni volta, Simon e Natalie, lui nero, lei bianca, fanno la spesa al supermercato. Spesso decidono di cambiare supermarket perchè non trovano mai i vol-au-vent. Sognano di organizzare le cene con gli amici tra creme di funghi e patè di gamberetti, ma devono sempre ripiegare sui crostini, niente prelibate vaschette di pasta sfoglia. Così un giorno, incuriositi da tale scomparsa, passano la notte nel supermarket. Quello che vedranno sarà incredibile. I vol-au-vent decollano letteralmente dalle loro confezioni. E dentro di essi, ci sono dei minuscoli omettini verdi! I due ragazzi provano a socializzare con gli alieni, che attraverso un traduttore simultaneo, confessano di provenire dalla lontana galassia di Xmpll e di essere profondamente indignati con gli umanoidi che continuano a mangiare le loro astronavi. Simon e Natalie, cercano di spiegare le ragioni dei terrestri, cosicchè gli alieni capiscono il bisogno di vol-au-vent da parte dell’umanità. Gli Xmplliani rimpiccioliscono gli sbigottiti ragazzi, li portano sul loro pianeta e mostrano loro la fabbrica dove si producono tali leccornie volanti. Li nominano poi ambasciatori della Terra ed incaricati dell’import-export dei vol-au-vent o asdfgfsaisavbvs Turbo, nel loro dialetto millipoidemullico (particolare idioma di Xmpll). Inizia così una proficua collaborazione tra alieni e terrestri. I due ragazzi vivranno ricchi e felici e i loro amici si satolleranno di ottimi patè nei dischi volanti. Per chi crede che una volta tanto gli alieni non siano tutti incazzosi e pronti ad ammazzarci.

Per chi ancora non avesse letto le precedenti recensioni, c’è qui sotto la categoria apposita. Ho digerito la cena spagnola, bene così.