SANREMO IN DIFFERITA

 

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SANREMO IN DIFFERITA

(on the air: Pippo Franco – Che Fico)

Inizio: non l’ho visto

Marco Mengoni: ho sentito un pezzo della prima canzone al supermercato Metà mentre compravo le frappe alle 21,15.
Della seconda ne ho sentito un pezzo in macchina. Lagna 1 vs lamento 2, cambia poco.

Raphael Gualazzi: il talento c’è, magari lo ha un po’ lasciato a casa, ma del resto è Sanremo. Qui sembra Battiato, qui Pino Daniele, qui Biagio Antonacci.
Oh, alla fin fine spicca lo stesso.

Ilaria D’Amico: continuo a non capire se sia intelligente o cretina. Penso che mi porterò il dubbio a vita.

Felix Baumgartner: funzionale per la scala tentacolare, l’uomo stratosferico racconterà fino alla nausea la sua impresa – fosse un teatro di Sanremo o un chiosco di wurstel a Francoforte sul Meno – rimanendone prigioniero per il resto della sua miliardaria esistenza.

Daniele Silvestri: preferivo di gran lunga la seconda (salirò salirò tra le rose di questo giardino) e invece niente.
Il problema è la canzone sui cortei. Poi magari l’ha fatta anche orecchiabile con la paraculata del fatece largo che, però L’uomo col megafono era diciotto anni fa.
A proposito: davvero chi è nato nel 1995 ha 18 anni? ADDIO.

Valeria Bilello: chi? stavo mangiando una frappa, bevendo un Averna, svapando una sigaretta elettronica.

Simona Molinari & Peter Cincotti: di gran lunga meglio la prima canzone, infatti passa la seconda confermando l’ottusità del popolo del televoto. Comunque alla lunga se non sei Buscaglione sono sbadigli. Con tutto che Cincotti ammicca con gorgheggi da crooner piacione e gragnole di scale di piano jazz sempliciotte, perché siamo pur sempre a Sanremo.
Poi ascoltami, Simona: perché hai tagliato i capelli? Ti faceva schifo essere troppo figa?

Flavia Pennetta: che l’abbiano truccata male è evidente come il fatto che sia ormai una ex tennista.

Maurizio Crozza: ma è Sanremo ospite di Crozza o viceversa? Un’insostenibile ora di monologo di cui si potevano lasciare solo i godibili dieci minuti di Ingroia, peraltro già visti su LA7 come il resto delle gag.
I contestatori potrebbero essere finti, il momento è amabile quanto quello del tizio che si voleva buttare dalle travi, quello lì salvato da Superpippo. C’è da rimpiangere il povero Cavallo Pazzo Appignani.
Comunque almeno Crozza non prende quanto Benigni ed è un cicinino più simpatico.

Marta sui Tubi: a me piace l’indie pop, ma so essere obiettivo. Una pena infinita. Una sequela di sconfortanti stecche, di attacchi sbagliati.
Non basta mica dire Sonic Youth, Benvegnù, Motorhead e Mallarmè per essere alternativi. Oltretutto al pubblico sanremese saranno sembrati la copia stonata dei Negramaro. Figuraccia evitabile.
Ahimè quanto sono lontani i tempi di Subsonica e Bluvertigo.

Parodi Sisters: Cristina odia palesemente Benedetta perché ella ha la gioventù, l’odiens, il tortino di zucchine e Caressa che urla Caaannavaro dentro casa.

La coppia gay coi cartelli: se li ha scelti Fazio, lo ha nascosto bene.
Voleva mandarli via prima che finissero di sfoderare fogli A4.

Maria Nazionale: perché? ehi ma..ha le scarpe di Barbie!

Vincenzino Montella: nelle interviste dice sempre INTERPETRARE/INTERPETRE. Stavolta che avrebbe senso dirlo, non lo dice.

Angelo Ogbonna: immagino sia andata così:
autori di Sanremo: senti…oltre a Balotelli, c’è anche quell’altro negro più tranquillo che gioca in nazionale. Obgonna, Osorbonna, comecazzosichiama. Ecco sì, chiamiamo lui e gli facciamo chiedere da Fazio come si è integrato. Ah, è italiano? Di Cassino? Vabbè, ma comunque è negro, no?

Toto Cutugno: il momento più WTF degli ultimi 40 anni di Sanremi.
Gaffe come se non ci fosse un domani.
a Ogbonna: al Milan ce n’è uno come te, è Balotelli.
agli extracomunitari: extracomunitari!
alle donne del sud: Maria è il nome delle donne del sud che vorrebbero un nome del nord. (chissà cosa avrà pensato Maria Nazionale, magari voleva chiamarsi Ingrid)
all’Armata Rossa: vorrei che tornasse l’Unione Sovietica.
Mancava qualcosa sul terzo Reich.
L’Italiano vero è il solito si stava meglio quando si stava peggio, tipo la sigla di Superflash, Telemike, Baldan Bembo, Pippo Baudo, Maurizio Seymandi, il supertelegattone, Pertini che gioca a scopa con Bearzot e si scambiano le pipe.
L’esibizione in russo insieme agli ex bambini di Chernobyl in divisa e al colonnello Lobanovksy, tuttavia, mi fa pensare che qualche magnate del gas abbia promesso in cambio uno sconto sul butano.

Fazio sfuma su Cutugno che avvinghia la Littizzetto chiamandola “piccola mia” e, mentre arrivano gli infermieri direttamente dall’ospedale psichiatrico di Togliattigrad, lancia una videocartolina di Sanremo che fa rimpiangere quelle del Festivalbar del patron Vittorio Salvetti a Lignano Sabbiadoro. Oh, manco i fiori si vedono.
E la linea torna a Susanna Messagg…ehm a Fabio Fazio.

Chiara Galiazzo: questa ragazza ha l’ics fattor e sembra Shirley Temple ritratta dall’Arcimboldo. Canta bene, ha due pezzi di Tiromancino Zampaglione e Baustelle Bianconi, ovvero gli esseri più presuntuosi e puzzoni sulla faccia della terra. Tanto che quando Fazio le chiede quale canzone delle due preferisce (già che ci siamo: perché chiederlo?), la paffuta donzella diventa terrea e tace. Poi vince Bianconi e forse è giusto così.

Stefano Tempesti: è altissimo e fa pipì in piscina.

Fabio Fazio: vorrei tanto che Samuel L.Jackson nei panni di Jules Winnfield (sottotitoli per ignoranti: il killer di Pulp Fiction che cita Ezechiele 25-17) parafrasasse se stesso con in mano una vera pistola carica:
Dì “Lucianina” un’altra volta, dì “Lucianina” un’altra volta!! Ti sfido, due volte, ti sfido, figlio di puttana: dì “Lucianina” un’altra maledettissima volta!!
Unico sussulto nel piattume buonista: l’imitazione di Bruno Vespa.

Luciana Littizzetto: azzecca una sola battuta forse nemmeno preparata: quella sulla giacca da gelataio del direttore d’orchestra mi pare dei Marta sui Tubi. Il resto è trito e ritrito fino alla noia.

Visto che stasera vedrò Manchester United – Real Madrid, vi anticipo la seconda serata.

Modà: morite male.
Malika Ayane: i due pezzi che canta saranno riutilizzati rispettivamente per il nuovo spot del minestrone della Valle degli Orti e per l’eterna attesa telefonica dei call center di Fastweb.
Simone Cristicchi: dupalle.
Almamegretta: forse andranno meglio dei Marta sui Tubi. Forse no. Comunque Raiz è andato via da dieci anni. Ci sarà un motivo per cui da dieci anni non se li caga quasi nessuno.
Max Gazzè: qualsiasi cosa canti, per me sarà il vincitore morale.
Annalisa: vedi Modà, al femminile singolare.
Elio e le Storie Tese: qualsiasi cosa cantino, per me saranno i vincitori morali.

Premiatori inutili (da affiancarsi in ordine ai cantanti citati sopra):
Max Biaggi ed Eleonora Pedron: Fazio chiede a Biaggi una cosa nuova e originale. Tipo: cosa farai ora che ti sei ritirato? Segue domanda alla Pedron: sei contenta che avrà più tempo per te e per la famigliola felice?
Neri Marcorè: se non c’è Marzocca non ce lo vogliamo. A meno che non imiti Bruno Pizzul.
Jessica Rossi: la mira ce l’ha. Se spara a Cristicchi – di cui è madrina –  mentre canta, si becca un’altra medaglia d’oro.
Filippa Lagerback: a noi svedesi piace andare a Sanremo, soprattuto quando c’è zio Fabio che ci raccomanda.
La nazionale di fioretto femminile: catfight tra Vezzali e De Francisca. E non in punta di fioretto.
Carlo Cracco: preferivo Gordon Ramsay che insultava pesantemente Annalisa fino a farle piangere calde lagrime.
Roberto Giacobbo: accompagna gli Elii; questo ci riconduce ai templari.
Imperdibile, registratemelo, mettetelo su YouTube, vi prego. Magari la partita sarà già finita e li vedrò in diretta.

Gggiovani
Il Cile, Renzo Rubino, Blastema e Irene Ghiotto: conosco solo Il Cile e mi sa di poco.

Ospiti inutili:
Beppe Fiorello: prossimo alla fiction su Modugno=anche oggi ci sfracassano le palle con il bludipintodiblù.
Bar Refaeli: il primo momento-gnocca arriva solo alla seconda serata. C’è qualcosa che non va in questo Festivàl.
Carla Bruni: canta sottovoce? parla di Sarkozy? serve a qualcosa?
Prevedibile sequela di battutacce della Littizzetto, con Fazio che dice di nuovo Lucianina e nessuno che gli legge Ezechiele 25-17 prima di crivellarlo di colpi.
Asaf Avidan: è andata così.
Autori di Sanremo: allora, il negro ce l’abbiamo, i froci pure. C’è un ebreo da chiamare? Oh sì!
Ricchi e Poveri: difficile superare la performance di Cutugno nella gara tra vecchie glorie. Ci vorrebbe un coup de théâtre tipo un duetto tra il Baffo e Nilla Pizzi zombie.

Speriamo.

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NOI CI SANREMO, ANZI CI SIANMO

(on the air: The Kills – Black Balloon)

Dai, lo scrivo un post su Sanremo?
Sì, dai.
L’ho visto con la Noe abbassando il volume e ascoltando come ogni anno la Gialappa’s Band su RadioDue. Che ormai mi fanno ridere solo in radio pure quei tre.
Mi sono risparmiato Bonolis e le sue inutili acrobazie semantiche, le sue sviolinate e Laurenti che non fa ridere manco per la minchia.
Detto ciò, non ho visto Mina. Non avevo ancora acceso. Ma tanto non era in diretta, ha mandato un filmato come al solito e come Bin Laden. Come ha detto Benigni nella sua battuta più azzeccata, quando è riuscito per un attimo a liberarsi di Berlusconi.
Quanti soldi gli abbiamo dato a Benigni per parlare di Silvio? No perché, che ne so, io non lavoro, magari posso lamentarmi più facilmente rispetto a Benigni. Però per fortuna non ha rotto i coglioni con Dante. Ha riempito gli ultimi 10 minuti della mezz’ora con una paraculata sui gay, anche perchè altrimenti aveva in frigo solo Dante o Silvio.
Ah sul palco c’erano anche Barbie e Ken. Anzi quello lì faceva più Big Jim. Trascurabili, tranne quando lei, Alessia, -avevo spento un attimo la radio- ha letto il gobbo declamando "Paolo, Alessia…" e poi quello che dovevano dire lei e Bonolis. Momenti di alta tivì.
Via, andiamo oltre.

Dice che all’inizio c’era Dolcenera. Ho ringraziato Iddio di essermela persa, magari rimedio un’altra volta, magari anche no. Non c’è niente di peggio di chi crede di saper cantare, e pure bene.

Fausto Leali! no, dai non ci credo, i figli che ti si rivoltano contro li cantava Cutugno quasi 30 anni fa, e probabilmente anche Leali 60 anni fa. Eppure non lo eliminano nemmeno col meteorite che ha fatto fuori i dinosauri.

Tricarico, l’hanno seccato come previsto. E vi dirò, non è che poi abbiano fatto così male. Nelsensochè c’è molto di peggio eh, però lui è tremendamente sopravvalutato. Però incredibilmente stona poco, lo dice pure la Gialappa’s.

Poi c’è Marco Carta, che non seguendo la De Filippi, a malapena so chi cazzo è. Dopo che sento la canzone penso che tutto sommato potevo restare nella mia ignoranza. Ma nemmeno questo hanno eliminato?

Patty Pravo, ahimè, non canterà con Pete Doherty, che peccato. Io stavo aspettando solo quel duetto con incipriata di naso a metà canzone. Canzone? Ah sì, Patty stona parecchio, ahilei.

Un pezzo sull’Italiaccia era quello che ci voleva. Qui non ci facciamo mancare niente, ce ne sono tre. Il primo è di Marco Masini. Banale come una mia lamentela nel traffico quando m’incazzo con quello col suv davanti. Parolacce comprese.

Oh pausa. Bello il palco a forma di 45 giri! Mi piace dimmolto.

Francesco Renga sa cantare, la voce ce l’ha. Però, prima di tutto ieri sera sembrava Christian dei bei tempi, secondariamente, vanno bene gli acuti e tutto quanto, ma che due palle la canzone. Ti ricordi Francesco di quando cantavi coi Timoria?

Ecco il trio Pupo, Paolo Belli, Youssou N’Dour. L’Italiaccia ce l’abbiamo, i froci li fanno più tardi, adesso è il turno dei negri e l’uguaglianza. Banaleeeee! Peraltro il cantante senegalese fa due urletti da tappetaro di Dakar e torna in albergo chiedendosi cosa ci faccia in mezzo a quei due.

Riecco la denuncia sociale e l’Italiaccia. I Gemelli DiVersi. Ma davvero? ahahahah
Però secondo me in coppia col gattino virgola funzioneranno come suoneria. Anzi, perché non duettare direttamente sul palco dell’ariston?

Al Bano è lui nel bene e nel male, più che altro nel male. Resterà, magari arriva quinto, terzo. Eppoi non ho ancora capito se qualcuno gli compra i dischi. Cioè forse in Lettonia vende ancora.

Gli Afterhours fanno un pezzo sull’Italiaccia. Ma no? Però loro sono bravi e il pezzo merita abbastanza anche se non è niente di speciale. Io che non ho simpatia per Manuel Agnelli ed è in effetti difficile averne, devo dire che danno una pista a tutti (c’è comunque da dire che poi non ci vuole granchè). Non a caso li eliminano a manetta. E non li ripescheranno. Secondo me con tutto che Agnelli dice che non gliene pò frega di meno di Sanremo, che è solo un mezzo e blablabla, considerando quanto se la tira, gli roderà non poco st’eliminazione come un Tricarico e una Zanicchi qualsiasi. Faceva più alternativo l’ultimo posto in finale.

Iva Zanicchi in versione sexy è grottesca. Però la canzone maliziosa fa un po’ tonalità Mina-seventies e proprio schifo non fa. Insomma non meritava di andare fuori. Se tocca aggrapparsi a Iva per qualcosa che faccia un po’ il botto stiamo messi male. Vero Benigni?

Nicky Nicolai e Stefano Di Battista. Lui è bravo col sax, lei che è la moglie, canta una cosa simil-Dirotta su Cuba. Testo di Jovanotti. Mi fossi fermato a lui che è bravo col sax sarebbe stato meglio, no?

Povia e il casino che s’è fatto su di lui. Canzone inutile, una storia di uno che era gay perché ci aveva i genitori stronzi e stava con un vecchio eppoi dopo finalmente è felice con una donna. Con tanto di incomprensibile cartello provocatorio (?) alla fine. Dopo Grillini si sdegna con l’orgoglio ghei-praid dei giorni migliori. Cantava Gaber: e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni, ma io non riesco a tollerare le loro esibizioni.

Sul palco sale tal Sal Da Vinci e la dannata Gialappa’s non mi fa sentire un solo secondo della canzone, apparte notare l’evidente somiglianza con Pasquale Bruno, O’Animale. Oh intendiamoci, sentirlo sarebbe stato senza dubbio straziante. Però la sceneggiata napoletana è un classico. Un classico come Napoli è la città più bella del mondo e giù applausoni retorici a Benigni che l’ha detto, no?

Mario Lavezzi e Alexia sono una di quelle coppie che già domani non te li ricordi più. Deboluccio il pezzo, nonostante Lavezzi non sia una pippa. Poi ci duetterà Teocoli. Bo.

C’è tempo per Katy Perry che almeno sa stare sul palco. Poi si presta a una squallida pantomima con Bonolis e Laurenti. E le fanno pure mettere il costumino nerazzurro. Moratti la prenda. Bacia le ragazze, non fa gol di mano ed è meno scema di Balotelli.

Tra i 4 nuovi spicca Malika Ayane, che è brava e non da oggi, ma è vestita malissimo e canta un pezzo troppo Negramaro. Non a caso è di Giuliano Lamento Sangiorgi. Poi c’erano la figlia di Zucchero e un’altra che secondo la Gialappa pare fosse caruccia lei più che la canzone, e non le ho sentite perché stavo prendendo la macchina. E infine Perbellini, il figlio segreto e alto di Cocciante. Ma anche cheppalle.

Che fatica, ho finito.

MAFFONI DOVE SEI?

neanche questo post vi aiuterà a capire chi è costui

(on the air: The Shins – Phantom Limb)

Ogni anno  faccio il fioretto di vedere una e una sola trasmissione tendenzialmente italiota: a turno mi è capitato di seguire il Grande Fratello, l’Isola dei Famosi e altre robe terrificanti, escluso qualsiasi programma condotto dalla De Filippi perchè a tutto c’è un limite. Quest’anno ho scelto di vedere Sanremo. Erano anni che non lo vedevo nella sua quasi interezza. Merito di Pippo o della Gialappa’s, magari dell’assenza di Povia, non lo so. Epperò allora devo frantumarvi ancora con un ultimo post, a mense levate, sulla kermesse canora. Perchè ritenendomi abbastanza ferrato musicalmente mi sento in dovere di farmi qualche domanda. Ad esempio.

Perché se al Festival uno ha un testo impegnato o pseudotale fa eccezione? Cioè, Simone Cristicchi ha portato una canzone sui matti (peraltro con lo stesso ritmo di almeno altri due suoi successi tendenzialmente cazzeggioni) e Fabrizio Moro una sulla mafia. Hanno vinto tutti e due abbastanza meritatamente e soprattutto per manifesta superiorità. Anni fa Faletti portò un pezzo sui caramba e ancor prima Barbarossa uno sugli stupri. Fecero e fanno scalpore perchè la maggiorparte dei testi sono temini di prima elementare o indecifrabili massacramenti di testicoli. Ma una via di mezzo non c’è mai?

Perchè quando è salita sul palco Joss Stone sembrava di essere stati improvvisamente catapultati in uno show di alto livello? E’ stata l’unica che si sia davvero guadagnata i soldi che le hanno dato, gli altri ospiti stranieri sembravano capitati lì per caso e non avevano nemmeno voglia di mettere in croce duemovimentidue. Un po’ come la Hunziker  -spesso irritante con le sue risatine svizzere- che ha preso un milione come il signor Bonaventura e l’hanno pure truccata e pettinata male, oltre ad averci fatto scoprire con alcuni vestiti inadeguati il suo fisico un po’ troppo da nuotatore. E s’è beccata anche cinquecento rose rosse da Antonio Cassano. Porella Michelle, paura eh?

Perchè Al Bano secondo e Mazzocchetti terzo?  Allora io mi chiedo come sia possibile e me lo chiedo davvero tanto e voglio poi verificarlo nelle classifiche delle prossime settimane, che gli italiani che hanno in teoria votato via sms abbiano potuto premiare l’inno della Bulgaria in salsa megalomane-pugliese e un tizio semistrabico (per carità, non è colpa sua) e sconosciuto ai più, che prima cantava o’solemìo nella pizzeria ItaliaBBellaMandolinoBaffiNeri alla periferia di Dusseldorf e che è stato aiutato ad arrivare in Italia da Rummenigge e Matthaeus. Si vede che è proprio l’anno degli interisti, anche ex o di riflesso.

Perchè Daniele Silvestri è così sopravvalutato? Diciamolo, la sua canzone non vale una mazza. Ne ha fatte tante belle, ma da qualche anno non imbrocca più. Probabilmente da quando ha assunto l’aria da cantautore impegnato che suona cogli Inti Illimani o ciò che ne resta e l’ha presa con ‘sti ritmi sudamericani che, posso dirlo? hanno sinceramente saturato l’aere e un po’ meno poeticamente rotto i  coglioni. Laparanzalapanzaeparapanza. Meglio, decisamente meglio la felpata Amalia Grè e soprattutto il suo duetto con Mario Biondi, uno veramente bravo che però non lo conosce nessuno. Che classe.

Perchè Francesco Facchinetti non cambia mestiere? Il padre e i Pooh non sono decisamente il mio genere, eppure il confronto generazionale è stato impietosamente vinto dal babbo istesso. Non che ci volesse molto, ma ormai l’ex diggei Francesco deve diventare il nuovo Jovanotti. Il progetto di Cecchetto è scritto da tempo. Irreparabile come il buco nell’ozono. E pensare che a me di Jovanotti ne bastava e avanzava uno.

Perchè i Velvet sono arrivati ultimi e vinceranno la classifica delle vendite? A me il loro pezzo è piaciuto (niente di innovativo, ma almeno si può sentire) e in radio passano solo quello. E’ un classico che succeda sempre così. Ma allora chi minchia è che vota a Sanremo? Nonna Abelarda?

Perchè la giuria di qualità? Qualità, che parola abusata. Vorrei sapere cosa ne capiscono di musica Serena Autieri (i suoi gusti sono paragonabili a quelli del mio bisnonno deceduto una trentina d’anni orsono), Alba Parietti (avrei capito fosse stato un concorso di chirurghi plastici, ma è musica, cribbio!), Lunetta Savino (forse al festival delle orecchiette con le cime di rapa avrebbe fatto la sua porca figura), Barbara Palombelli (magari l’avrei vista bene giurata in un concorso di banalità, stronzate e presenzialismo, ma quand’è che ci leveremo dalle palle questa ovvietà fatta donna? non ho mai parlato di lei qui sopra, ma vorrei tanto che leggesse questo pezzo: chi cazzo è Barbara Palombelli? perchè esiste in televisione e altrove una come Barbara Palombelli?) e il diggei Coccoluto, che si è scoperto avere gusti musicali orribili più dei remix che manda in giro ogni tanto. E soprassiedo sugli altri. Non dico necessariamente di metterci addetti ai lavori, ma santamiseria, come si fa a definirla giuria di qualità?

Perchè Flavio Insinna è stato l’ospite comico con più spazio in assoluto? Non saprei, però so che non è un comico e non fa ridere. Certo provoca qualche risolino in più di Cornacchione da quando è orfano di Berlusconi, ma non significa nè che sia un comico, nè che faccia ridere.

Perchè Nada e Tosca facevano strani versi? Per il deundeundeun di Nada sarà stato il doping, ma Tosca e il suo zumpappà non si poteva evitare proprio in nessun modo?

Perchè Sanremo è Sanremo? Non lo so, però ringraziamo Baudo che oltre ad essere lui stesso un fossile ed aver riportato alla luce con minuziosi scavi archeologici Marcella e Gianni Bella, Milva e Johnny Dorelli, ha rinvenuto  anche la di lui moglie Gloria Guida, che non vedevo in giro dai tempi de La liceale nella classe dei ripetenti e che, noblesse oblige, è tutt’ora una signora gnocca.

MAFFONI: CHI ERA COSTUI?

(IL POST NON VI CHIARIRA’ IL DILEMMA)

(on the air: The Fratellis – Whistle For The Choir)

Or ora ci rifletto. Mi si rimprovera di non parlare spesso di attualità. Chi? Nessuno, credo. Forse una proiezione di me stesso che dice tu nel blog parli solo di cazzate tue personali!

Allora cosa dire? Ho scelto due robe di attualità che in questo periodo stanno tanto a cuore all’intero paese (il paese, come amano dire i nostri politici tutti, forse vergognandosi di dire Italia). La crisi di governo? Naaa, troppo banale. La base di Vicenza? ma siamo matti? mi dovessero arrivare qui i manifestanti! No, signori miei, nel nostro paese ci sono cose ben più importanti, e a livello nazionale e a livello locale.

La prima, chi non la sa? E’ cominciato il festival di Sanremo. Ne ho visto un pezzo, rigorosamente con il commento della Gialappa’s, che ormai quei tre fanno ridere solo ed esclusivamente in radio quando commentano i grandi eventi canori e calcistici. La Hunziker ha preso oltre un milione di euro e tutti noi ci siamo tanto scandalizzati. Ma del resto i tetti sono fatti per essere sfondati. Credo che basti dare un’occhiata a qualsiasi onorario di personaggio tv di prima fascia, per capire che un misero milioncino per cinque sere non è poi così scandaloso. In quel poco che ho visto, Norah Jones ha fatto una figura barbina tra playback interrotti e presunti duetti non fatti con Baudo e la Hunziker. Gli Scissor Sisters si sono visti segare un pezzo per mancanza di tempo e pare ci abbiano risparmiato una strofa di I don’t feel like dancing featuring Pippone. Ho sentito Cristicchi e mi sono annoiato, ho sentito Nada e sono rimasto perplesso. Poi Mango s’è incazzato con la Gialappa’s perchè il signor Carlo gli ha parlato di una sua presunta svolta rock. Ecco, svolta rock è già un tormentone. Ma è già (quanti già) seconda serata e vi attendono gli anzianotti Take That. Aspettiamo solo qualche polemica a guastare l’armonia di una roba invendibile all’estero. Forse, non lo so perchè non l’ho visto, ci avrà già pensato l’irresistibile (per chi?) Pierino Chiambretti. E i titoloni sono tutti per loro, altro che Afghanistan, altro che Iraq.

Seconda notizia: questa, locale. A Ponte Milvio, Roma, è guerra interna nel municipio: la sinistra vuole togliere i lucchetti dal ponte. I famigerati lucchetti apposti dagli  innamorati (tradizione scopiazzata da Firenze), sono fonte di scontro tra sinistra e destra. A Ponte Milvio ci sono i fighetti che schiamazzano fino alle cinque, con tanto di incazzo del quartiere, ci sono i viados che battono in mezzo ai banchi del mercato che puzzano di pesce putrido, ma lo scontro è lì, sui lucchetti. Federico Moccia, figlio del compianto regista Pipolo, è diventato improvvisamente uno scrittore di successo con Tre metri sopra il cielo, il seguito Ho voglia di te e adesso l’ultima fatica per gli adolescenti innamorati dell’amore tormentoso Scusa, ma ti chiamo amore. Il primo film tratto dal primo libro è stato un  successo, e adesso esce il secondo, con l’idolo incontrastato delle bimbe, Scamarcio (io però ogni volta che sento ‘sto nome penso che un cognome d’arte non sarebbe stato male, chessò Riccardo Scà). I  protagonisti dei due best seller lucchettano volentieri i loro amori sul Ponte Mollo (vero nome del ponte, facciamo un po’ di cultura, per la miseria). La leggenda peraltro vuole che il primo a mettere lì un lucchetto sia stato lo stesso Moccia per dare più credibilità alla trama. Il resto è storia: tutti dal ferramenta a comprare chiavi e blocchetti e a metterli sul palo ormai più famoso di Roma. La furibonda e fondamentale lite per il decoro urbano è finita persino nei pressi del sindaco Veltroni, uno che quando si tratta di queste cazzat…ehm problemi così profondi non si tira mai indietro. E con il suo occhio languido e lagrimoso ha promesso che gli innamorati possono stare tranquilli, lui appoggia la destra e va contro il partito in nome dell’amore.

Le mie sono analisi superflue e superficiali e pure volutamente controvoglia e si vede. Ma che ci volete fare, queste non sono mica cazzate mie personali, questa è roba seria! Credo che tornerò alle cazzate.

A proposito di cazzate, arriva un bel revival qui: e se la ragazza che invano tentate di rimorchiare in discoteca avesse un blog? e se Ataru fosse dicotomico?