Dodici

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DODICI

(on the air: Calibro 35 – Bandits On Mars)

Una domenica ordinaria, come tante. Se non fosse che qualcosa mi preme. Non posso abbandonare le vecchie, care abitudini. Scendo in cantina, mi metto a scavare. È grande questa cantina, c’entra tutto, proprio tutto quello che ho messo via in questi anni. C’è un gatto verde, di gomma, che suona quando lo premi, era il mio giocattolo preferito da uno a tre anni. C’è una valigia piena di dinosauri che ancora oggi farebbe rosicare i bambini nati nel 2010. Ci sono i robottoni giapponesi, roba da infarto per i nerd collezionisti. Ci sono vestiti anni ’90 che farebbero invidia a un ventenne abituato a spulciare il reparto uomo di H&M e a trovare copie sbiadite di certa roba. Ci sono lettere scritte a mano, libri letti, libri mai letti, zaini pieni di palle da tennis rubate al campo n.5, videogiochi, consolle e computer, ricordi cartacei di amori dimenticati, cartoline firmate da amici che adesso sono tali a malapena su Facebook. I vinili e le musicassette no, quelli in cantina non ci andranno mai. Ormai ho messo sottosopra tutto quanto, c’è una scatola che sta lì da poco. Sopra, c’è una scritta non troppo vecchia, a pennarello nero: BLOG, 2003-2015. Una marea di cazzate, due anni interi di vita più qualche mozzico dei successivi dieci. Oggi, proprio oggi, sono 12 anni di blog e io sono sceso in cantina per recuperarli e appoggiarli su una mensola per qualche ora. Affermazioni terra-terra, allusioni sotto traccia, pensieri che volano via più leggeri di un palloncino, luoghi da vedere anche solo con la fantasia, sospiri, frammenti di…oh che due palle! Ataru faceva anche ridere un tempo, no? Sagace ironia, tagliente quanto basta per prendersi in giro e prendere in giro quelli che credono di prenderti in giro. Snob soprattutto con gli altri snob. Un eroe postmoderno, quasi. Ci metto un altro parolone? Un’altra supponente affermazione da presuntuoso blogger dei tempi che furono? Facciamo così: fatemi gli auguri e riporto tutto in cantina.
La scatola la metto tra il costume da Spider Man – che  i bimbi mi invidiavano alle feste di Carnevale (tiè) – e il posto vuoto che ho riservato per i social media.
E ora scusate, scendo. Ché prima di passare in cantina, devo buttare la monnezza.