L'ESTATE BALZANA

(on the air: Monarchy – The Phoenix Alive)

Chi mi segue solo sul blog, stavolta avrà pensato davvero che fossi passato a miglior vita. E invece mi tocca deludere chi ci aveva sperato.
L'estate, questa estate prima fresca poi bollente, volge quasi al tramonto e chi mi conosce sa che, climaticamente, prima finisce, meglio è.
Non è un caso che oggi sia il trentuno di agosto.
Ed è passata una vita intera in tre mesi.
Ho scoperto che comprare una casa, vederla nascere e crescere è piacevole ma tremendamente faticoso, anche se non è tua.
Vi rimando su Curva Ottica per ulteriori dettagli.
Sono improvvisamente diventato un giocattolaio,  proprio di quelli che vendono i giocattoli, e vi confesso che era uno dei miei sogni di bambino. Nella hit parade stava dopo l'archeologo, ma benedetto seienne, non mi avevano spiegato che fare l'archeologo equivale a mendicare spicci fuori al discount.
Ho pubblicato un racconto in cartaceo nato esclusivamente per un progetto di bookcrossing di quelli che a mio avviso funzionano di brutto. E ringrazio questo blog e la celebre rubrica idee random per un film di successo, che mi hanno dato il guizzo giusto per completare la piccola opera in pochissime ore perchè così mi era stato richiesto.
Naturalmente facendo le cinque di mattina, com'è da sempre mia sana abitudine scrittoria.
Non vi racconterò di viaggi all'estero, questa estate.
Al massimo qualche giorno in giro per la Toscana stancandomi per ritemprarmi dalla stanchezza.
Ho visto la città che si svuotava e la sto vedendo tornare gradualmente al suo caos quotidiano.
Ho constatato – ma già lo sapevo – che Roma, con un'inferiore densità di abitanti per chilometro quadrato, sarebbe la città dei sogni.
Eccezion fatta per la spasmodica ricerca di benzinai e tabaccai aperti, visto che ad agosto bisogna andare in ferie per forza ed è già tanto se nella città fantasma trovi un saloon vagamente ospitale, per guardare un gringo dritto negli occhi e sputare dentro un bicchiere mezzo vuoto.
Ho avuto poco tempo per gingillarmi perchè sono stato travolto dalla vita vera. Ho dato martellate, ho macinato chilometri, ho stretto i denti e uno l'ho anche buttato via, ch'era diventato un peso.
Ho ascoltato chi aveva da dirmi qualcosa e non me ne sono pentito.
Ho aspirato nicotina, ingurgitato alcol e cibo non rispettando me stesso.
È il prezzo che si paga quando al posto del tempo libero ti restano piccoli pezzetti di carta velina strappata a caso.  
Non sono nemmeno ritagli, puoi colorarli solo con i vizi e gli stravizi.
Finchè non arriva il caldo, e ti lascia poco spazio anche per quelle cose lì.
Allora eccola, questa estate laboriosa.
Mi ha circondato di ponteggi e impalcature e mi ha piantato sulla fronte sudata un cartello con su scritto lavori in corso.  
Chissà che l'autunno non mi porti in dono un me stesso migliore.

in copertina: me stesso – Miracolo al Supermarket