CRITICA ALLA SITUAZIONE CRITICA

(on the air: La Crus – Io Confesso)
 

Fate largo, ho il fiatone. Sono in tempo per scrivere un post a marzo prima che questo mese finisca in gloria.
C'è un dato confortante nel ritrovarmi qui di nuovo. Quando si tocca il fondo, molti si attaccano al cibo, altri alla bottiglia, qualcuno alla droga.
Io invece scarico scrivendo. E non so, non so davvero se sarebbe più redditizio toccare continuamente il fondo così da tornare a scrivere più spesso.
Ma intanto eccomi.
Il menù del giorno, il diario del capitano, la nota della spesa, prevedono lamentele.
Già, mi lamento spesso io. Ce l'ho col mondo, con chi lo abita.
Ho spirito critico da vendere, ma non ci faccio un soldo.
Ma è l'unica cosa che mi riconcilia col tutto, la critica.
Critica motivata, critica condita da pregiudizio, critica a chi critica, critica a me stesso. Sento il bisogno di farlo. Di chiedermi il perchè delle cose.
Di attaccare le vostre/nostre insulse convinzioni dalla base, di sgretolare senza pietà modi di fare, di lavorare, di vivere.
Prendiamo il lavoro.
Esistono pochissime attività davvero necessarie su questa terra. Pochi di voi ne esercitano una. Il resto sono maledette sovrastrutture, professioni che fondamentalmente, in una vita reale non servirebbero a un cazzo.
Cheppoi sono quelle che vado cercando anch'io su quegli annunci, tonnellate di annunci sull'internet, cui di solito nessuno si prende la briga di rispondere anche una cosa del tipo: no, sei una pippa, non ti vogliamo, ma grazie lo stesso. Al punto che a volte uno si chiede se questi che mettono annunci li mettano per prendere per il culo il prossimo.
Dev'esserci un giro segreto sotto gli annunci di lavoro on-line, tipo il riciclaggio di denaro sporco che sta dietro i negozi di casalinghi cinesi, chessò.
Una volta il lavoro superfluo, sui libri di geografia lo chiamavano settore terziario. Cioè, dopo le barbabietole da zucchero e le industrie siderurgiche, c'era 'sto cazzo di settore terziario che non si capiva mai cosa fosse.
Ero io e non lo sapevo. Era la maggiorparte di voi e non lo sapevate.
Anche perchè voi, al contrario di me, il libro di geografia non lo avete mai aperto.
Altrimenti sapreste che il Tevere nasce dal monte Fumaiolo, che Kaliningrad è un'enclave e che il vulcano Popocatepètl sta in Messico (ma ammetto che stavo per scrivere Cile).
 

C'è un massimo comune denominatore in tutto questo. Non so quale sia, ma sicuramente c'è.
C'è sempre un massimo comune denominatore, e se avessi aperto il libro di matematica lo saprei.
E invece no.
Allora facciamo che ci risentiamo, eh.