IL PAGELLONE DELLA ICS FATTOR E IL MISTERO DELLE YAVANNA

(on the air: Muse – Uprising)

Ho visto la prima di X-Factor. Oh, non m’era mai successo. Però, complice quella recentissima finale che mi lasciò tanta amarezza e che vide il successo di Anticaja e Petrella Becucci, mi sono ritrovato a guardare di nuovo l’avvincente (?) reality canoro. La mia gioia principale era certamente quella di non vedere più la Ventura, di non sentirne più le parole collocate dal fato ove più gli piaceva. E molto spesso il fato non sceglieva granchè bene. E le urla, dio, le urla da oca megafonata non ci sono più.

Quindi io comincio con il dare un bell’8 tondo all’assenza della Ventura, presente solo telefonicamente per un par di minuti.

I giudici e il bravo presentatore:

Morgan 6,5: sottotono, col capello corto da vecchio malaticcio e la maglietta Just Cavalli con sopra Pasolini. Così non è più glamour, è una caricatura radical-kitsch. Ma fa il suo. E si guadagna gli applausi della curva quelle due o tre volte che distrugge Sapientino Pastore, degno sostituto di Bordone (ma è davvero necessario che costui faccia TUTTE le puntate?). Non so quanto sia fuori programma ma dà anche due rispostacce alla Mori e fa una battuta su Celentano che sfugge ai più, quando il donnone dice che lei non gradisce il rock e lui dice una cosa tipo: apposta poi qualcuno fa certi dischi…
Morgan è rock, la Mori è lenta.
Vuole vincere di nuovo e forse qualcuno per farlo lo ha già scelto.
Crescerà nel corso delle puntate. Speriamo anche i capelli.

Mara Maionchi 7: una sicurezza, un panzer. Tirata, dimagrita, abbronzata, è lei la star. Poi magari è anche fin troppo sedata. Ma gli spunti li trova. Magnifica la critica a "Gli uomini (non cambiano)" di Mia Martini. Non per tutto il discorso che fa, ma semplicemente perché duepalle di canzone ed era ora che qualcuno lo dicesse. Poi la Mori ne trae un pippone aberrante.
Ha di nuovo i gruppi e se ne compiace.

Claudia Mori 5: il donnone entra nel personaggio. Ossia, sarebbe più giusto dire che i personaggi sono dentro di lei, visto che sembra si sia mangiata la Ventura e tutti e tre i Bastardi.
Lo ammetto, sono prevenuto, è la moglie di Celentano e io Celentano non lo sopporto.
Ma mi sostituisce la Ventura e almeno ha gusti musicali migliori (ci vuole poco), come dimostrano alcune canzoni cantate dai suoi. Però, tra la parrucca modello matassa della nonna e alcune discussioni banali e retoriche più di quelle del marito, la signora non passa l’esame. La violenza sulle donne blabla, gli uomini cattivi blabla…vabbè che non vai in televisione da quando Mike Bongiorno era un virgulto, però il sessismo sessantottino (stroncato da Morgan) puoi lasciarlo ai film di Placido. Aspettiamo di capire se dalla prossima puntata si sarà teletrasportata nel 2009.

Francesco Facchinetti 4: il signor "puscdebotton", marchettato e vestito da ics fattor anche durante l’ispettore Coliandro, non è cambiato. Ma infatti nessuno gli chiedeva tanto. Bastava uscire dal portone con la Ventura e continuare a farsi portare a spasso da lei. E invece no. Scurito di carnagione e di pelo, ha un aspetto più fighetto e meno irritante. Ma poi parla. Dal Piccolo Dizionario Limitato e Tascabile di Simona Ventura preleva le paroline DISAMINA (usato una decina di volte in meno di dieci minuti), DIATRIBA e VISCERALE. L’inglese? Senza voto e gli si fa un favore a non darglielo. E non sarebbe nemmeno difficile imparare quel poco d’inglese che bascula nel programma. L’unico guizzo? quando zittisce la Mori.

C’è anche Noemi (voto 7) che duetta bene con la Mannoia. Però è vestita malissimo e sembra un supplì.

Al volo i concorrenti:

Categoria 16/24 (Morgan)

Chiara 7: bollata da Sapientino Pastore come la nuova Susan Boyle, forse un po’ anche sì. È brava, questa dolce megattera. E può vincere, anche se la canzone di Chaplin, sì insomma, ‘na lagna.

Marco 6,5: può essere il Daniele Magro magro. Movenze gaie, sguardo acquoso e capigliatura modello "schiaffo della pina". Fa Micheluzzo Jackson e lo fa bene.

Silver 4: o Peter Ghiaccio, come vuole chiamarlo Morgan. Usa violenza sulla povera Rimmel di De Gregori. Ciò basterebbe per farlo sparire, questo bimbetto da pubblicità della Smeeemo o anche del Frùttolo. Invece c’è di peggio. Però Morgan, fà qualcosa, te ne prego.

Ornella 5,5: canta Malo e la canta non proprio beno. Scusatemi, mi ricompongo. Sembra più una valletta sudamericana di Guida al Campionato. Intanto è gnocca, poi vedremo.

Categoria 25+ (Mori)

Damiano 7: coraggioso, porta De Andrè. E lo fa pure bene, per il pezzettino che ho sentito (mi stavo spostando in macchina, è l’unico che non ho ascoltato per intero). Sicuramente, se canta così, piacerà al pubblico maturo e impegnato. L’alternativo barbuto -basta che non sia troppo caricato-  ci mancava. Vediamo se dura, di certo è comunista e dunque a rischio eliminazione.

Francesca 6: al centro della DIATRIBA sulla canzone di Mia Martini, scompare un po’. C’è tempo per vedere questo amabile Mocio Vileda in azione.

Francesco 5: non sfrutta You’re So Vain, peccato. Anche perchè se non fosse stato moscio sarebbe andato avanti, ha la voce un po’ Damon Albarn e le phisique du Becucci più figo. Anche dopo, allo spareggio, sembra quasi che abbia fretta di andare sotto la doccia senza ritorno. Ne faremo a meno.

Sofia 5,5: Sofia? ah sì, Sofia. Falco a metà di Grignani, pure fomentatissima. Sì, Sofia. Mah.

Categoria Gruppi Vocali (Maionchi):

A&K 5: la triste storia di un ragazzo similzeroassoluto innamorato della musica e di una dolce bimba magari innamorata di lui che però è figlia di un dipendente RAI e allora viene esclusa. Quindi a lui viene affiancato un Daniele Vit qualunque, scarto di un par di Sanremi giovani e scarto della Mori. Fuori la bimba-RAI, dentro un riciclato. Fanno gli uddue poi si salvano allo spareggio. Bravini, ma male assortiti. Ammetto che mi piacerebbe vederli fuori.

Luana Biz 6,5: nome da sitaccio a pagamento, c’è chi li vede insopportabili, c’è chi li vede come nuovi Aram Quartet, c’è chi si vede che non li sopporta a pelle, ma finisce per ricredersi, almeno per ora (Morgan). Fanno bene le canzonette di Bennato e sputazzano intonati nel microfono.

Horrible Porno Stuntmen 6,5: direttamente dalla riviera romagnola anniottanteggiano con look e Tainted Love. Facchinetti ha il coraggio di prendere per il culo la Maionchi per la pronuncia in inglese. Ci vuole davvero tanto coraggio, Facchinetti. Comunque aspettiamoli, pur non ispirando simpatia come i montanari Bastardi. Ma pure per loro ci volle un po’.

Yavanna, inclassificabili: cosa dire? ma cosa cacchio devo dire? ma davvero esistono? non è una proiezione malata della minuscola parte fantasy del mio cervello, vero? Tre sorelle vestite da elfe, con tanto di parrucche e orecchie a punta incorporate cantano Con te partirò. L’insieme risulta più disturbante persino dei lobotomizzati della Tim. Mi meraviglio della Maionchi. Mica vorremo portarle avanti come i Farias? O forse sono i Farias riciclatisi in veste di fatine. In ogni caso io ho paura  e la prossima volta che le vedo accendo lo zampirone per tenerle alla larga.

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VITA PARALLELA&POSSIBILE vs VITA REALE&UN PO’ IMPOSSIBILE

(on the air: Virginiana Miller – Tutti al Mare)

Un’altra realtà, l’ennesima altra realtà. A pensarci bene quando te ne vai all’estero fai lo sforzo di pensare come sarebbe vivere lì, prendere determinate abitudini, mangiare il loro cibo e la lingua e ancora tutto il resto. Ho fatto tanta strada a immaginare e non ho mai pensato come sarebbe vivere in Italia, da un’altra parte. Non l’ho mai pensato perché ci tengo troppo alla mia città, agli affetti, al caos che contraddistingue Roma. E soprattutto perchè probabilmente un po’ reggerei pure, ma poi non ce la farei. Però durante l’ultimo weekend sui colli pisani, per l’ennesimo matrimonio, ammetto di averci pensato di più. Sarà colpa di settembre, della ricerca del lavoro che qui è una giungla, di gente che mi ha fatto girare i coglioni qui in loco? Forse. Ma a volte le decisioni si prendono proprio perchè influenzate dagli eventi. Con questo non sto dicendo che me ne vado da Roma. Non mi ritengo ancora pronto per un gesto simile, per giunta non motivato da alcuna opportunità lavorativa. Anzi, probabilmente rileggerò tutto questo tra una settimana, un mese, un anno e ci riderò su. Però adesso va così, signori. Colpo di scena: potrei abituarmi alla vita di paese. Non qualsiasi paese, è chiaro. Non nella bassa padana, piuttosto la morte, e nemmeno dove non conosco nessuno. Ma se c’è un posto che non ti dispiace, c’è gente che conosci che a volte sembra stimarti più dei quattro coglioni che stanno qui, sei abbastanza vicino a Roma e agli  affetti, la casa ti costa meno e forse riusciresti a trovare un lavoro vero, non come la merda che ti offrono qui, ci pensi, cazzo se ci pensi.

Ora tutti diranno che è colpa di settembre. Ditelo, magari lo è o magari lo è solo in parte o forse anche per niente. Dovevo scriverla questa cosa. All’inizio pensavo di no, però secondo me mi fa bene, in un modo o nell’altro. Immaginarmi mentre saluto il vecchio in bicicletta invece di tentare di metterlo sotto, immaginarmi di gironzolare per strade extraurbane stando attento agli autovelox invece che ai motorini che tagliano la strada, respirare aria meno soffocante, fare una vita meno stressante. Non lo so, al momento mi alletta. C’è solo il timore di sentirsi in gabbia e ripensarci in due settimane. Al novantanovepercento passerà anche questo momento di crisi con la mia città e coloro che la occupano, tanto più che il caldo pare essersi finalmente levato dalle palle insieme ai suoi ammiratori. Ma se non passa il momento, restate sintonizzati sulla tacchetta delle novità, ché non si sa mai.