ATARU RETURNS

(on the air: Thom Yorke – Harrowdown Hill)

Ataru posta di mattina perchè non regge più gli orari vampireschi e va a letto presto. Ataru non confesserà mai che va a letto prima per vedere la mattina dopo le repliche di Beverly Hills 90210. Insomma ammetto che da più di una settimana ho lo sbadiglio facile. Che dirvi dei viaggi in terre toscoliguri? Per fortuna, grazie alla Noe, ho fatto il bagno nella piscina comunale di Peccioli (PI) perchè se avessi dovuto pagare venti euro per stare in un francobollo di spiaggia a Lerici tra sassi e gente più un presunto squalo in mare e le alghe killer, mi sarebbe roduto il culo. Quattordici anni dopo i tre giorni della visita in marina a La Spezia, a Lerici c’è ancora il ristorante il Frantoio ma non fa più il risotto al pesto e manco ci riusciamo ad andare. Le candele per l’aromaterapia al gusto kiwi-pera sono ammalianti fino a che non senti che costano quaranta euro. Portovenere, raggiunta in battello, è bella, ma mi chiedo un paio di cose: perchè le case dei posti di mare un po’ arroccati sono tutte colorate? e soprattutto: perchè la gente scala delle rocce aguzze in bilico sul niente per prendere il sole? Credo che debba rispondermi un indigeno, visto che scopro sempre più che i liguri sono dei rocciatori che manco Messner fa certa roba per andare al mare, ammesso che ci vada portandosi ovviamente in spiaggia un panino con lo speck. Mangiare si mangia bene, tra focacce, pesto e pesce, dio che indigestione di pesce tra il Circeo e là. La cosa certamente più affascinante e inquietante era il montacarichi Elfo che ci portava al rallenty al terzo piano del bed and breakfast della pittoresca signora Grazia, purtroppo non documentato da foto (foto che vedrete prossimamente con molta calma su Flickr). Non lo so, questo post è tutto alla rinfusa, ho omesso dei treni, fottuti treni della domenica, in ritardo e non si sa perchè; ho omesso del mio letto scricchiolante in quel di Ponsacco (PI), che altro ho omesso? Ho omesso che mi piace l’idea che la mia suoneria elettronica anni ottanta (OMD – Electricity) sia stata perlomeno un minimo apprezzata da gggiovanissimi che di solito adorano quell’insulto alla musica che è Fabri Fibra. Che l’estate s’è conclusa e tutto sommato c’è questo lasso di tempo che dura al massimo due settimane in cui ti va di riprendere il solito tran tran. E un saluto ai protagonisti di questa estate fatta di "sì arrivo", "ci vediamo domani", magari ci si becca" etc etc. A chi sono riuscito a vedere o incontrare: Dio finalmente fidanzato, Nalkila in un pub di tendenza a Sabaudia e a chi no: l’Aliena con il tempo sempre instabile e il maestro Poompah troppo impegnato a suonare in disco a Gaeta e noi troppo stanchi per andarlo a trovare. E grazie al babbo della Noe per avermi risparmiato la vita. Chè dormire anche solo una notte a casa dei suoceri può essere molto pericoloso. Più di un rubinetto quadrato che ti scivola tra le mani rischiando di fracassarti un’unghia. Benritrovati.

L’ESTATE PORTA SFIGA

(on the air: Skin – Purple)

Uh-oh, bentornato Ataru! L’estate porta sfiga, sono anni che lo sostengo. Ma non mi addentro in grafici e storie dai quali inevitabilmente si evincerebbe che non solo porta sfiga a me, ma a tutto l’orbe terracqueo. Allora vi dico cosa c’è da ricordare di questa estate pazzerella, ma chiamiamola pure un po’ stronza. Se incontrate Andreotti che gironzola per il paesello sarete fortunati, la sua gobba è vincente. Noi lo abbiamo incontrato per ben due volte, Giulio. E ci ha portato bene, io l’ho addirittura sognato, però nel sogno era senza occhiali. Credo che durante la sfarzosa cena di Ferragosto, il mio stomaco abbia raggiunto il massimo della capienza disponibile, forse anche oltre. E’ la prima volta che mi è capitato di dire non avevo mai mangiato così tanto ed era vero. E per fortuna ostriche e aragoste le ho lasciate nei vassoi, sennò mi sarei sentito peggio. Le mura ciclopiche del Circeo sono un mistero, non si sa chi l’ha costruite. Anche lei beve a garganella dalla grande tazza è stato il tormentone dell’estate. Invito a cena con delitto rivisto per la cinquantaduesima volta, ci ha fatto apprezzare la frase pronunciata da Peter Falk. Ho sperimentato le partite da mezzora a Pro Evolution Soccer. Ho mangiato più rombo che in tutta la mia vita e il risotto alla pescatora di Gennarino a mare a Ponza è il più buono del mondo. Ho capito che al Circeo sono dei coglioni, fanno chiudere le discoteche ad agosto per schiamazzi notturni, geniale, no? Un long island in compagnia è più bello alle due di notte. E in generale forse ne ho bevuti troppi, tanto che quando bevo dopo tanto tempo una Tennent’s Super mi fa un effetto tremendo. Parlare al telefono tra le zanzare tigri che ti divorano, i gechi che ti guardano, Wind che prende la linea a seconda di come cambia il wind (il vento…bella eh?) e dopo aver chiuso il cellulare sentirsi la paura addosso che c’è molto che non va. E intanto aumenta la malavita a Roma e scippano anche mia madre  sotto casa, a quando l’indulto per mandar fuori dall’Italia le teste di cazzo che ci governano? Pardon, si parlava dell’estate, anche questa è estate. Io direi che la cosa più importante, il momento storico, è stato il mio bagno al largo seppur con la ciambella, a Ponza. Erano almeno vent’anni che non facevo il bagno al largo. Ho trovato un coraggio che non mi aspettavo, volevo farlo e l’ho fatto. E Zannone, l’isola che non ci si può attraccare, è qualcosa di splendido, ma non dite in giro che il nostro gommone s’è fermato lì. Tanto mica ci sono spiagge, ma l’acqua è meravigliosa. Concludo dicendo che i ricchi sono strani, e di ricchi quest’estate ne ho visti e conosciuti davvero tanti. Ora sapete che vi dico? Domani vado via, in Toscana e poi in Liguria sul Golfo dei Poeti a Lerici (SP). Magari ci si sente la prossima settimana.

Un pensiero per te che da due anni esatti mi guardi da lassù e chissà quante me ne dici…

IL POST PIU’ LEGGERO CHE ESISTA

(e buone vacanze)

(on the air: Neffa – Il Mondo Nuovo)

” …le vacanze dell’ottantatré sembravano sintetiche/lo scrivi sì – lo scrivi o no? il tuo romanzo eroti…co-me sei finito a Rimini con le signore bikini? le radioline dicono “oh – oh – oh – oh…”/ ho visioni dell’ottantatré visioni senza pillole un giorno o l’altro scriverò il mio romanzo eroti…co-me sei finito a rimini? la playa di Camerini le radioline segnano la pubertà…”

Baustelle  –  Le Vacanze dell’ Ottantatrè

Bè ecco, questo per precisare: posto oggi di modo che qualcuno mi lasci uno straccio di commento prima che io parta all’incirca alle ore 15 di lunedì in compagnia del padrone di casa Mr Wolf alla volta del Circeo-Punta Rossa (Latina). Come mi pare di aver già detto, sarà la prima volta dopo tredici lunghi anni che sarò così vicino a casa e sinceramente non mi dispiace affatto. Quello che si profila? Relax, bevute, colazione bagno e visita all’isola di Ponza, pranzo dal Francese sull’isolotto di Palmarola, qualche sera in discoteca e last but not least, pantagrueliche magnate di pesce. Torno a fare l’uomo di mare dopo un anno di pausa da quello che non è il mio elemento favorito, ma che riscuote sempre fascino nel mio immaginario. Tornerò anche ad abbronzarmi, cosa che sinceramente mi mancava un po’. Avrò a disposizione anche un computer portatile non mio e con connessione a criceti, quindi capite bene che raramente o forse mai passerò qui sopra a leggere stronzatine e frivolezze internettiane. Non mancherà invece la Playstation per i momenti morti; magari riuscirò anche ad aprire quel paio di libri rimasti in sospeso. Insomma ho tanti buoni propositi per queste vacanze. E’ persino pronto un cd anni ottanta con tanto di Righeira che cantano Rimini Splashdown, rara sigla del film Rimini Rimini (confermo il mio appetito per il trash anni ottanta, il signor trash, non la monnezza pseudoreality che va in giro adesso). Insomma mi manca solo il canotto a forma di paperella, ma non escludo di farlo mio prima della fine dei giuochi. Torno operativo dal ventuno ma a basso regime, visto che c’è l’alta possibilità che mi eclissi di nuovo per lidi toscani o esteri subito dopo. Se proprio non potete fare a meno di Ataru c’è un archivio lungo una quaresima che aspetta solo voi, oh impavidi e irriducibili carampani: vi basti pensare che il primo (e magari l’unico) a darsi alle letture dei miei arretrati sono io stesso.

Non mi sembra che ci sia poi molto da aggiungere se non buone vacanze a chi parte, buon lavoro a chi resta e buon tutto a tutti. Fine del post più leggero che esista.

IL CONDIZIONALE E’ D’OBBLIGO

(on the air: Peter Bjorn and John – Young Folks)

Vorrei aprire un altro blog per non dover scrivere qui, vorrei poterti stringere, vorrei non ritrovarmi un pezzo di vernice bianca nei pressi degli occhi che non ho ancora capito come cazzo c’è andata, vorrei che il fresco che c’è fuori entrasse più nettamente dalla finestra, vorrei sapere il titolo della canzone che ho ascoltato poco fa, vorrei fare un cd anni ottanta, vorrei fumare un’altra sigaretta, vorrei non dover fare i conti con mister magone, vorrei fissare un punto, vorrei riaprire un libro, vorrei continuare questa notte, vorrei bere ancora alcol. Vorrei.

AGOSTO: CHE PAROLA PREGNA

(on the air: Lacuna Coil – Enjoy the Silence)

Torno da una faticosa serata in cui ho ingurgitato una cocacola e mezza all’Hendrix che è un bel posticino fuori mano, fresco, ma coi limoni ammuffiti. Per la miseria, la coca aveva preso di muffa. Del resto la Noe è ormai volata nella perfida Albione e io mi concedo impareggiabili serate da fintosingle come questa o quella di ieri con Trastevere che opprimeva i pori facendo sudare anche i sampietrini, per non parlare della visione domenicale di Silent Hill, che a ‘sti registi non gli hanno spiegato che se venti horror finiscono come il Sesto Senso e The Others non hanno necessariamente lo stesso appeal sullo spettatore ingordo ma ormai digiuno di terrificanti novità. Questo è agosto in città, scene di vita vera, tipo io e miocugggino che davanti a un piccì pensiamo che sarebbe una buona idea mettere Disco Science di Mirwais come suoneria del cellulare, ma non va, ci  arrendiamo ai troppi bassi che gracchiano. Scene che farebbero invidia al buon Albert Einstein mentre straccia deluso un pezzo di carta con su scritta la teoria della relatività. E persino la murena e il pesce palla del cugggino boccheggiano. Voi direte: sono pesci, no? Sì vabbè ma boccheggiano dal caldo povere bestie. Acqua-consommè a trentadue gradi centigradi, gli mettiamo il ghiaccio nell’acquario e godono per quei venti secondi. Il gatto invece è sull’uscio di casa che cerca lo spiffero da sotto la porta. Insomma manca solo una palma con delle noci di cocco e Keith Richards che si fracassa il cranio precipitando giù e siamo al tropico. Torno a casa fumando l’ennesima sigaretta e mi riesce subito la manovra in garage, certo si accende la riserva della benzina, ma sono comunque cose dell’altro mondo e non si può voler tutto e la moglie piena la botte ubriaca, i cocci sono suoi e tutto il resto. Poi salgo su, sono qui. Neanche mister geco del pianerottolo mi aspetta appeso al vetro. Allora mi chiedo se la soluzione migliore in attesa della partenza di lunedì prossimo sia di mettermi a parlare con Kermit la rana oppure attendere gli eventi seduto sulla sediascomoda pensando che agosto è il mese più freddo dell’anno (solo che la canzone dei Perturbazione mi porta rogna, ormai quando il random fa partire la traccia la skippo di brutto dopo aver rigato la macchina nuova e preso uno specchietto in corsa sempre con in sottofondo tale canzone). Ora il discorso è questo: non mi va di smettere di scrivere, serve una burattinata di regime. Potrei intervistare il ventilatore, potrei. Salve oh ventilatoreh, deh cosa si prova a stare acceso tutto il giornoh? Risposta ahimè scontata e pure un po’ greve: mi faccio due pale così. Te la sei cercata Atà. No non si può andare avanti, mi munisco di punteggiatura, anzi basta solo un punto per finire, ma mi accorgo che ho usato una virgola, anzi due, checcazzo sono tre! E un punto esclamativo perfino…tre puntini punto.