CHE A SUA VOLTA PRESENTA

DE REMEDIIS CULICIS*

[*sui rimedi contro la zanzara]

(on the air: Gnarls Barkley – Crazy)

Bene signori, inauguriamo questa nuova splendida rubrica che potrebbe avere vita breve, tipo solo questo post. Ma fondamentalmente che ce ne fotte? Ho parlato da poco dei vizi capitali e ho detto di non soffrire di invidia, anzi di sentirmi superiore a chi è invidioso. Però scopro che c’è in realtà una drammatica eccezione: io invidio chi ha il sangue cattivo. Perchè un’altra piaga di questa maledetta stagione di merda che è l’estate, sono senza dubbio le zanzare. In particolare le zanzare tigre che a mio avviso fanno parte di qualche guerra batteriologica tra aziende rivali o qualcosa di simile. Ce le avranno portate in un barattolo di marmellata su un qualche aereo proveniente da oriente per farci acquistare nuovi prodotti contro  questo infernale animale che ormai da qualche anno turba la serenità della nostra circolazione sanguigna. Io immagino una roba tipo Esercito delle Dodici Scimmie, con tanto di scheggia impazzita da laboratorio pronta ad infettare il mondo con la fattiva collaborazione del vampiro poco ronzante. Inutile sottolineare come spesso Ataru, che ha il sangue dolce, venga colpito dalla contraerea succhiaplasma. Allora il Vostro ha deciso di suggerire nuovi efficaci metodi per eliminare il problema zanzare. Oltre l’Autan, oltre i fornelletti, oltre la classica ciabatta che vi macchia il muro di rosso. Ecco i cinque infallibili metodi di Ataru.

Metodo Gechi: notoriamente il geco è animale che si ciba di zanzare. Basterà reperire una quantità sufficiente di gechi tale da ricoprire interamente il vostro corpo durante il sonno. Ogni volta che una zanzara si avvicinerà, uno dei gechi interverrà e divorerà ghiottamente l’insetto. Controindicazioni: i gechi potrebbero contendersi l’appetitoso bocconcino e il rischio è una rissa tra gechi su qualche parte del vostro corpo. A quel punto o vi rassegnate a subire morsi e ventose, o organizzate un giro di scommesse clandestine con i gechi da combattimento. Perlomeno ci guadagnerete qualche soldo.

Metodo Zampirone Gigante: lo Zampirone, chi non lo conosce? La spirale verde che si brucia giringiro tenendo a distanza le fameliche bestiacce. E’ evidente che è un rimedio ormai vecchio come il cucco, ma la soluzione c’è. Attraverso il nuovo kit di montaggio MaxiZampironepotete costruire una spirale grande quanto il vostro soggiorno per poi accenderla comodamente con una torcia in dotazione nello scatolone. Controindicazioni: pur essendo molto efficace contro gli esserini bastardi, il MaxiZampirone può crearvi due tipi di problemi: l’incendio della vostra casa o l’ipnosi dovuta alla visione della spirale gigante. O entrambi. E fuggire da un incendio ipnotizzati potrebbe non essere poi così facile.

Metodo Lapo Elkann: questo è semplice. Basta che vi presentiate al vizioso rampollo di casa Agnelli dicendo di voler fare la pulizia del sangue insieme a lui. Di soppiatto scambiate le flebo e iniettatevi quanto più possibile in vena il sangue di Lapo. I mortali miscugli contenuti nei globuli rossi del giovine terranno alla larga qualsiasi insetto con tendenze succhiatrici. Controindicazioni: oltre ad un costante senso di rincoglionimento che potrete facilmente osservare in una qualsiasi intervista di Lapo per rendervi conto, il più fastidioso effetto collaterale è che d’improvviso potrebbero piacervi omaccioni vestiti da donna. Se già andate a trans non ci sono problemi.

Metodo Hezbollah: prima di tutto dovete mettervi in contatto con amici israeliani o hezbollah libanesi. Chi di noi non ha almeno un amico da quelle parti? Poi a seconda della nazionalità dell’amico, spacciate le zanzare per caccia bombardieri della nazionalità opposta. Loro tanto sono incazzati con qualsiasi oggetto volante nemico, quindi ovviamente ci crederanno, verranno a casa vostra e attaccheranno senza pietà. Controindicazioni: incolumità della vostra abitazione e di voi stessi. Ma volete mettere la soddisfazione?

Metodo Moggi: il più complesso. Se davvero le zanzare tigre sono state portate in Italia con un complotto, di sicuro Luciano Moggi ne saprà qualcosa. In qualche parte del mondo ci sarà Zanzaropoli. Dovete convincere Moggi a parlare non prima di esservi impossessati di un’utilissima e probante intercettazione telefonica tra Moggi e Della Valle in cui si sente chiaro un ronzìo in sottofondo. Ma attenzione, le zanzare tigre non ronzano, i giudici chiamati a indagare potrebbero rendere invalida l’intercettazione. Ma voi dovrete proseguire per la vostra strada fino a scoprire la tortuosa verità ed eliminare alla base il problema zanzare. Controindicazioni: rischiate di ritrovarvi in un intrigo internazionale, ma se siete amici di Moggi verrete assolti. Strano effetto collaterale: l’Inter vincerà uno scudetto, un gratta e vinci, la riffa di quartiere e persino il trolley con i bollini del benzinaio. Aerare il locale prima di soggiornarvi.

Fatemi sapere eh.

FILI LOGICI DI FINE LUGLIO

(on the air: Julieta Venegas – Me Voy)

Non so perchè ma Splinder da ieri sera non mi funzionava e allora non ho potuto regalarvi chissà quale perla di saggezza. Mi trovo costretto dalle conseguenze a scrivere questo post di giorno senza nè capo nè coda. Mica facile scrivere di giorno, potrei parlare della sera prima, di ieri sera. Però dovrei prendermela con Giovanni Allevi che siccome presenta solo il nuovo album fa un’oretta striminzita di concerto e noi arriviamo per sentire appena tre pezzi. O potrei esaltare la bistecca di pescespada divorata poco prima di Allevi che poi se ne va travestito da pianista nerd. Potrei anche dire quale film (italiano) ho visto la settimana scorsa, ma mi vergogno. Solo che non ho pagato e avrei anche pagato per affezione ad un personaggio degli anni ottanta che praticamente è rimasto uguale e fa tenerezza. Sì vabbè chi ha capito ha capito, poi basta però. Insomma Ataru va al concerto di Allevi e guarda i film di Jerry Calà, non c’è filo logico in tutto ciò. Ecco alla fine l’ho detta. Non c’è filo logico per questo cazzo di caldo maledetto che forse adesso va scemando, speriamo. Agosto sarà fresco dicono. Io posso ufficializzare che cercherò di godermi tale supposto fresco dalla Punta Rossa del Circeo. Ma non è ancora il momento dei saluti vacanzieri, ci mancherebbe. Posto col contagocce, posso andare già in ferie? No. Ci sono, ho poco da dire ma sto qui, ventilatore da una parte e cesso dall’altra. Invidiatemi pure.

Ps: la canzone dell’on the air non la sentireste bene verso le sei di mattina in discoteca al mare? Allucinazioni da post diurno, abbiate pazienza, lo so, è meglio se posto di notte.

PIU’ VIZI MENO VIRTU’

(on the air: Chicane Feat. Tom Jones – Stoned In Love)

Allora, mi serviva un pretesto per tornare a scrivere e colgo al balzo la palla (con tanto di catena attaccata) passatami gentilmente dalla signorina Salsarosa, un’altra che ogni tanto hai dei blogout (mi piace tale neologismo).

Libera interpretazione de I sette vizi capitali di Ataru:

Superbia: non mi piace essere superbo nè superiore, ma c’è un ma. E’ che mi ci sento nei confronti di tutti coloro che si sentono superiori, è più forte di me. Tutto questo dà il via ad un circolo vizioso, tesi avallata dal fatto stesso che la superbia è un vizio.

Accidia: fino a qualche anno fa pensavo che fosse un tipo di insalata allucinogena che provocava dipendenza al punto di cadere nel vizio. E non mi documentavo mai. Il che già faceva di me un accidioso doc. Sì, sono pigro, cado nell’accidia quasi ogni minuto della mia vita. Però se becco la giornata attiva mi prendo una bella rivincita su questa fottuta insalata.

Lussuria: chi il parlamentare trans? [battuta triste che il blogger comune inserisce in questo contesto per distrarre solo per un attimo il lettore]. Ma davvero la lussuria è un vizio? A me sembra qualcosa di molto piacevole, da usare e di cui abusare a proprio piacimento. Credo di essere stato sufficientemente chiaro.

Ira: sono il classico tranquillo che se s’incazza non si regola. Mi tremano le mani e sputo fuori di tutto, ma accade di rado. E si spegne dopo molto poco, non riesco a portare rancore per ventiquattr’ore filate, a meno che non mi facciate torti gravi tipo essere miei amici e provarci con la mia ragazza, rigarmi la macchina o scroccarmi più di una sigaretta. No dai questa qua scherzavo.

Gola: spesso nell’immaginario collettivo si identifica il goloso come uno che si ingozza di dolci. Allora non sono poi tanto vizioso. In realtà se estendiamo appropriatamente il discorso al salato, sono uno squallido goloso e si vede. Proprio ieri per la prima volta nella mia vita ho preso la grave decisione di diminuire le razioni di cibo. E sono già in lutto. Credo che ci sgranocchierò su qualcosa.

Invidia: considero l’invidioso un perfetto imbecille, un inferiore. Pecco di superbia se penso all’invidia. Null’altro da dichiarare. Anzi sì: se qualcuno è invidioso di me o di qualcosa di mio, confesso di provare un divertimento quasi sadico. E per questo mi pento e mi dolgo.

Avarizia: non sono uno scialacquatore, anzi spesso mi sono beccato del tirchio. La verità è che spendo come cacchio mi pare, senza bisogno che qualcuno debba farmi prediche. Con me stesso e con chi voglio io non sono avaro. A volte sono oculato, altre volte non mi regolo ed esagero nell’altro senso. Eppoi dipende dal periodo, adesso come adesso il portafoglio pecca di avarizia nei miei confronti. Comunque si può dare dell’avaro a uno che sostanzialmente esce tutte le sere e che ama viaggiare bene? Fate vobis. Oh scusate, scendo giù un attimo che mi pare di aver visto dalla finestra una moneta da un centesimo vicino all’alberello proprio lì sotto il lampione.

Bene, dovrei passarlo a sette persone, ma faccio solo il nome di Noeyalin perchè ieri sera davanti ad ottimo cibo thai ha detto che voleva fare questa roba, ora si prenda le sue responsabilità. Gli altri sei più veloci che si offriranno volontari potranno allegramente cimentarsi e a loro volta scassare le balle ad altri sette superfortunati. Vi avverto che sto restaurando il blogroll, ho già giubilato un po’ di gente, appena avrò voglia inserirò dei nuovi link: non accetto candidature nè scambi, tanto ho già deciso tutto, si tratta solo di mettere mano al templeit (accidia, accidia…). Torno in letargo che sta per arrivare il caldo africano e devo essere pronto a sbattergli una ricca porta in faccia.

SCOMMESSA CON IL FRESCO

(on the air: Nerina Pallot – Everybody’s Gone To War)

Cari lettori, ogni tanto capita. Finiti (e vinti) i mondiali, questo blog va a riposarsi per un po’. Ma mica per niente, è che fa troppo caldo perchè riesca a mettere in moto il cervello e scrivere qualcosa di sensato o anche insensato. Avrete già notato che non passo quasi mai da nessuno e che anche qui i post sono gradualmente diminuiti, da una media di uno al giorno alla più tranquilla media di sette-otto al mese. Ma quella è una scelta editoriale dettata dal fatto che non ho più voglia di postare quanto postavo prima, non è un declino insomma. Poi siccome non sono ossessionato dal numero delle visite, al contrario di molti tristi figuri, preferisco privilegiare la qualità. Questo è quanto. Appena si abbassa la temperatura e smetto di boccheggiare, vedrete che torno. Insomma non c’è bisogno di chiedervi quando tornerò, basterà che annusiate che aria tira fuori dalla vostra finestra e saprete che Ataru è tornato a scrivere. Intanto, tante care cose e buona continuazione.

In copertina: Marcus – Lost.

E TU CI CREDEVI? CAMPIONI!

(on the air: Queen – We are the Champions)

Bon, io ci ho provato a mettere il video del casino in piazza, ma evidentemente non so usare YouTube o è Splinder che fa lo scemotto.

La fredda cronaca dell’ANSA sul mio cellulare: Mondiali, l’Italia ha vinto la Coppa del Mondo. Battuta la Francia ai rigori: 6-4 (1-1).

E’ finita. Un mese in cui siamo passati dallo scazzo iniziale per lo scandalo di calciopoli fino all’estasi pura di diventare tetracampioni nel momento più difficile. Tifare questa Italia non ci piaceva, poi ci è piaciuto. Non era più un dovere, ma un piacere. Nel mondiale dei palloni gonfiati siamo stati stranamente più umili di altri. Forse qualcuno doveva farsi perdonare qualcosa, non lo so. Fatto sta che questo mondiale ce lo siamo meritato, altro che storie. Noi giocavamo male? E gli altri dov’erano? A vederla in tv, francesi a parte. Abbiamo sopportato tutti gli insulti di e da questo mondo, noi italiani bravaggente, alcuni magari ci potevano pure stare, ma alla fine la coppa, quella coppa tutta d’oro, l’ha alzata Fabio Cannavaro. Adesso non scordiamoci che c’è un processo in corso e che la gente non vuole l’amnistia. Che non siamo stupidi, scendiamo in piazza con le bandiere, urliamo, suoniamo i clacson, facciamo festa, ma alla fine vogliamo giustizia e non ci facciamo distrarre. Abbiamo, e mi riferisco alla fascia d’età 18/30 circa, il nostro mondiale generazionale: ci voleva. Perchè parlare di quell’ottantadue stava diventando stucchevole quanto l’ennesima riproposizione dei Watussi in discoteca zona tarda serata. Per il sottoscritto è una bella sensazione, anche se nè a sette anni, nè a trentuno, sono riuscito a sfogarmi pienamente. Prima troppo incosciente, poi un po’ disilluso. L’incoscienza disillusa, quella delle emozioni forti, l’ho lasciata tra i venti e venticinque. Ma tanto godo lo stesso. Godo anche nei confronti di voi cugini d’oltralpe. Perchè il vostro allenatore Domenech è odioso, più odioso di Marcello Lippi. Perchè Zidane ha chiuso in maniera vergognosa una carriera impareggiabile. E se certe cose le fa qualcuno di casa nostra siete/siamo pronti a dirgliene di tutti i colori, poi se le fa lui è genio e sregolatezza. Zizou è un campione, ma le capocciate le ha sempre rifilate. Ne ricordo una certa contro l’Amburgo, ma forse qualche altra intemperanza simile ci fu contro l’Arabia Saudita e la Roma, storie di qualche anno fa. Ma non perdiamoci nei meandri degli sconfitti. Qui si festeggia, la gente canta, suona le pentole come ai bei tempi, passano vessilli già preparati alla faccia della scaramanzia con coppa e data del trionfo, una bara col tricolore francese, gente che fa il bagno nelle fontane, spogliarelli, chi percorre una piazza dentro un carrello della spesa, chi dentro il portabagagli di una macchina, trucco e parrucco biancorossoeverde con una concessione d’obbligo soltanto all’azzurro. Qualcuno magari degenera, ma basta restarne fuori. L’avevo detto all’inizio, volevo vincere per rivedere scene che mancavano da troppo tempo, sono stato ripagato. Il coro più gettonato dopo l’Inno di Mameli e il popopo dei White Stripes? La mamma di Zidane è una puttana. Càpita se fai vigliaccate. Ma resti pur sempre un dio del pallone, questo non te lo toglieremo. Volevo fare un bel pagellone mondiale con il voto più alto alla mia camicia portafortuna e alla mia bandiera cimelio di ventiquattro anni fa -finalmente bicampione- ma vi grazierò visto che è tardi e ho sonno. Però fatemi dire bravi a tutti gli azzurri Zaccardo compreso, dai. La menzione d’onore va a quattro uomini: il capitano-muro Fabio Cannavaro, l’eroe del destino Fabio Grosso (non poteva che essere lui l’ultimo rigorista), Marco Materazzi perchè stava sempre in mezzo come il prezzemolo e un gol in finale vale un posto nella storia e Gigi Buffon che ha fatto parate che pesavano più di un gol. Se pensate che tre di questi quattro non mi sono molto simpatici e un altro non lo volevo in campo perchè lo reputavo scarsino, i miei complimenti valgono tanto e sono sacrosanti. E bravo pure a Lippi che nonostante i numerosi tentativi di suicidio tattico è venuto a capo della matassa e ha sfatato persino il  tabù del dischetto mortale. Fatemi dire che il Brasile era un’accozzaglia di talenti presuntuosi, che la Francia meritava la finale perchè è uscita alla distanza, che l’Argentina era la miglior squadra di questo mondiale, che l’Olanda è andata a casa per colpa di Van Basten che non ha messo Van Nistelrooy contro il Portogallo, che il Messico mi è piaciuto, che la Spagna e l’Inghilterra sono le solite noiose incompiute su cui non puntare manco un centesimo bucato, che se il Portogallo avesse un attaccante vero sarebbe mostruoso e che la Germania rosica e va bene così. Ho detto tutto? Forse no, ma mi fermo.

Finisce così l’esperienza dell’Ataru mundial. Ho sempre faticato a tenere a freno la passione per il mio vero lavoro, stavolta ho voluto sfogare la passione. Ma giuro solennemente che qui sopra tornerò a parlare di calcio come sempre, ovvero quasi zero. Ringrazio chi ha supportato questa rubrica e chi invece l’ha sopportata. Avevo deciso di far ridere e invece per ridere c’è il post sotto. Il fatto è che siamo Campioni del Mondo.

L’ATTESA

partendo dall’alto:

in India un uomo scolpisce nella sabbia le facce di Zidane e Cannavaro. Se lo dice lui…

gnocche azzurre con trombette, per alzare l’odiens.

Thuram in bicicletta, speriamo che gli buchino le ruote.

Gattuso che ride. Speriamo che dopo si metta a ringhiare.

Ataru con faccia ebete coperto da una bandiera, si vede volutamente poco.

E sappiate che ho riesumato anche il bandierone dell’ottantadue (che non è quello in foto).

Buona finale a tutti.

QUANT’E’ BELLA LA FOLLIA?

(on the air: Garbo – A Berlino…va bene)

Ore 20:30. Ataru manda gli inviti via sms per vedere la partita domenica dalla Noe. E poi chiede a Mr. Wolf se magari sabato si va al mare, sempre lì, a Punta Rossa, il posto snob del Circeo. Mr. Wolf risponde di essere beatamente sulla terrazza al mare e che ci invita per sabato.

Ataru (che di  solito non ama il mare): hai capito, sì? beato lui!

Noeyalin: quell’uomo ha capito tutto della vita!

Ataru: dai sabato dalla mattina alla sera andiamo però!

Noe: certo! certo che…ma se ci prendessimo una stanza e partissimo domani?

Ataru: la mattata? uhm si può fare!

Noe: davvero? oddio si può…non si può…oddio bo, perchè l’ho detto?

Ataru: vabbè allora lasciamo stare? dobbiamo prendere i numeri, sentire se c’è posto…bo!

Noe: no dai andiamo! oddio andiamo? in fondo tra un po’ festeggiamo un anno e mezzo…

Ataru: niente cena da Bramante? niente regali? mmm sì sì! e andiamo!

Detto, fatto, prenotato, non a Punta Rossa, ma a San Felice Circeo, tanto poi ci si sposta di molto poco. Dopo pranzo si parte per il mare più bello del Lazio o quasi. Ci si sente sabato sera o più probabilmente domenica. Follia delle ventietrenta, pienamente lucida e assecondata. Poi ho conosciuto la nipotina acquisita. Bene così, chiudiamo le valigie, come direbbe Fabio Caressa. E domenica a Berlino, nella mia Berlino, ci giochiamo la storia contro monsieur Zizou. In sottofondo, caro Insa, c’è Garbo – A Berlino…va bene.