UN SEMPLICE OMAGGIO

(on the air: Seal – Crazy)

Questo post è un doveroso omaggio progettato da tempo. Per parlarvi del viaggio a Ferrara c’è tempo, vedrete anche le foto.

Sono un sentimentale io. Non ho mai negato di esserlo. Mi affeziono a tutto ciò che è legato ai ricordi. Nel tuo caso credo che sia anche parzialmente giustificabile essere così dispiaciuto. Nove anni fa ero un ventiduenne di belle quanto vacue speranze, un universitario come tanti, uno a caccia di donne come solo in quell’età si è. Con te al mio fianco avevo un valore aggiunto: quello di essere notato  più o meno ovunque andassi, essere riconoscibile, essere uno che se lo vedi sai che è lui. Grazie a te. E magari era anche scomodo a volte, perchè quando non volevo essere riconosciuto mi beccavano lo stesso. Mi ricordo di traffico cittadino, di una corsa all’aeroporto, di strade extraurbane, come quella volta sulla Tiberina, pioggia torrenziale, marmitta rotta che faceva un inferno, niente lampioni e tergicristallo fuori uso. Volevo chiamare casa, ma dovevamo farcela da soli, io e te. Guardavo la striscia di mezzeria e pensavo che nella vita devono esserci necessariamente momenti peggiori di quello, arrivammo sani e salvi. Sempre colpa delle donne, dico, e quell’episodio non faceva eccezione, del resto il gancio del cancello dove la marmitta si era tranciata, apparteneva ad una ragazza per cui avevo perso la testa, e quella notte anche la marmitta e quasi anche la vita. Cazzo. Ogni angolo di Roma con te, con i miei amici, con i libri, la radio sempre accesa. C’era chi ti odiava, ma alla fin fine ti amavano quasi tutti. Pochi, davvero pochi, sono rimasti indifferenti. Treni in arrivo, birre consumate, sigarette spente e riaccese, sesso, droga, rock ‘n roll, mare, discoteche, feste, pizzette calde. Soli, io e te a riflettere, una volta persino la notte di Natale. Quel testacoda davanti all’Olimpico perchè il mio ex amico mi aveva sputtanato con una calabrotta che mi piaceva, incazzato correvo con te sotto il diluvio, – ma cazzo, piove sempre? – la sigaretta rimase in bocca come se nulla fosse successo, non cadde neanche un tocco di cenere, e la musica suonava, siamo ripartiti. E la stranezza a volte, di riascoltare la propria voce in radio, quando andava in onda qualche replica ed era strano alzare il volume per sentire meglio la mia voce, poi divenne normale. Le chiacchiere, quelle sì. Fino a tarda notte, un vizio che non passa mai. Manco se ti devi alzare all’alba. Le telefonate-fiume col braccio, rigorosamente sinistro, ormai addormentato e il sangue che è fermo all’altezza dell’incavo del gomito. Quello stesso braccio perennemente fuori dal finestrino, estate a quaranta gradi o inverno a zero. Una quindicina di mesi fa, c’eri anche tu, durante una serata che avrebbe cambiato in meglio il destino dell’universitario che nel frattempo aveva mollato ed era diventato speaker e giornalista e non ultimo blogger, che in questo preciso caso conta parecchio. Quanti ti hanno detto che sei bella? La gente ancora si gira a guardarti. Altri ti hanno dato della scatoletta o ti hanno sfregiata, stronzi ingrati. Te ne ho dette di tutti i colori per tutti i guai che mi hai fatto passare e i soldi che mi hai fatto spendere, ma alla fine ti ho sempre perdonato qualsiasi cosa. E oggi, o al massimo domani, cara Giulia, detta Gugu da una meteora di passaggio, te ne vai via. Scusa se non ho saputo resistere e qualche lacrimuccia l’ho buttata giù, ma l’ho detto, sono un sentimentale. Non so, credo che in nove anni ci sarebbe da scrivere un romanzo su quello che abbiamo passato io e questa piccola Mini, ma direi che come omaggio va bene così. Mi spiace non postare la foto di noi due, felici, otto anni fa, pensavo di averla sul pc e invece non ce l’ho più e adesso non mi va di levarla dal quadro sul muro. In nove anni si cresce dentro una macchina, nove anni sono una vita; da oggi, una vita fa. Ti voglio bene e ti auguro che qualcuno si prenda cura di te più di quanto ho saputo fare io. Se ti rottamano sono dei bastardi, ma io non ci credo. Benvenuta a Giulia Seconda che apre il terzo capitolo della saga-macchine di Ataru. Perchè non ho mai dimenticato la prima, l’A112, che purtroppo, di lei sono sicuro, non c’è più. Bando ai sentimentalismi.

Mi fermo sulla rampa del garage, indifferente. Seal appoggia alla notte la sua voce morbida mentre porto via anche la catena ed il lucchetto. Buona fortuna, piccola, grande, scassata Gugu.

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53 thoughts on “

  1. L’ennesimo ringraziamento per una macchina , che ha segnato un’epoca.
    E il giusto ringraziamento di chi sa apprezzare le cose che gli appartengono, perchè le cose che sono state nostre, sicuramente prendono un pezzo di noi.
    Bello.

  2. Ok, asciugati i lucciconi passo al commento serio come mi si addice:
    – l’ho riletto mentre ascolto l’on the air…ed è a dir poco perfetto!
    – la mezzeria (ti prego non odiarmi) e la pioggia e il resto m’hanno ricordato una canzone di baglioni che mi sono sempre sceneggiata esattamente come la tua descrizione
    – le donne: mi fai morire con questo falso pudore…come se tutti qui non sapessimo di tutte le storiacce che quella macchina s’è trascinata dietro…per fortuna che c’è chi pensa a riportarci su un po’ di romanticismo!!! Quanto alla “battezzatrice” c’è di che rendere grazie…il nome è stato meno meteora di lei (sic!)
    -la foto di otto anni fa con Gugù è quella con te in pantaloncini corti? Che fortuna che tu non avessi voglia di toglierla dal muro!
    -l’immagine del braccio fuori dal finistrino fa molto truzzosauro.

    E comunque sarà dura non vederti dentro quella scatoletta…sono arrivata a pensare che tu ci fossi incorporato dentro al momento dell’acquisto. E ora, bando ai sentimentalismi.

  3. Chic: ettepareva! 🙂

    Rael: che memoria, è l’amore…

    Insa: come sempre hai centrato perfettamente il punto…

    Noelìn: non è che le notizie che arrivano dal fronte di quella nuova siano particolarmente esaltanti, infatti adesso non ci capisco niente su cosa devo fare.

    Per il resto, Baglioni parlava di mezzeria? booo!
    Le donne: in effetti sono stato molto molto delicato! e con la meteora non successe niente, ma fu una bella serata a livello intellettuale, non scherzo!
    La foto è quella ed è bellissima, solo a te non piace…
    Il truzzosauro il braccio lo tiene a penzoloni, che è peggio!

    E comunque sì, Seal ci stava bene, tanto bene che davvero radio deejay l’ha messa mentre parcheggiavo sulla rampa!

  4. Gugu ringrazia tutti sentitamente.

    Marco, io tifo Barcellona, anche perchè mi auguro con tutto il cuore che il Milan vi levi lo scudetto dalla maglia, visto anche l’indegno massacro perpetrato ai danni degli odiati cugini laziali

  5. Madonna.. hai fatto questo post sperando he uno di noi si prendesse la tua vecchia mini,in modo da poterti informare sulle sue condizioni giornaliere per caso? perchè con questo post strappalacrime qualcuno ci poteva cascare eh.. tipo io! ahahah Mannaggia a te Atà! Janis

  6. “Le telefonate-fiume col braccio, rigorosamente sinistro, ormai addormentato e il sangue che è fermo all’altezza dell’incavo del gomito.” …mi fa tanto Fabio Volo….lo sai che sere fa facevano il film di Guida Galattica per Autostoppisti…non l’ho visto però..

  7. Sciroccata riferirò!

    Aliena, infatti ho iniziato a leggere il libro e naturalmente qualche influsso benefico fabiovoliano c’è sempre…
    La guida galattica ancora non l’ho visto e tra l’altro devo comprarmi anche i seguiti del libro!

  8. OK !!!
    Ho capito,adesso vedo se trovo in archivio le foto che ti ho fatto a te e Gugu in una bella mattinata romana di un paio di anni fa……o era l’anno scorso ???
    Bho….. che faccio te le rispedisco sulla gmail ???

    🙂

  9. on air andava bene anche “Alta marea” ma forse non è il tuo genere

    Autostrada deserta
    al confine del mare
    sento il cuore più forte di questo motore
    sigarette mai spente
    sulla radio che parla
    io che guido seguendo le luci dell’alba….

    daisi

  10. Thunder: sa che non ricordo più i film di bud spencer e terence hill? è passato troppo tempo…

    Daisi: una quindicina d’anni fa era il mio genere, e comunque ci sta bene

    Occhi: da oggi è in conto vendita presso un concessionario nissan! se papi ci ripensa…

    Aliena: vabbè mi sono pure stancato della storia del loran, a un certo punto se deve andà così, morto un posto se ne fa un altro

  11. Ti sarai anche stancato….ma io l’ho saputo adesso e un appunto a me…che te l’avevo sempre detto che ti avrebbero beccato…lo concederai anche. Meno male che non era l’altro…lì sì che rischiavi grosso…va beh…cmq…lo dirò a Nerino che è tutta colpa tua e che io non c’entro niente e che anzi non ti parlo più. Ah……..ma Timone che si è ubriacato me lo sono perso…’naggia.

  12. ma anch’io sapevo che prima o poi sarebbe successo!
    alla fine ho deciso che tra i due scelgo il blog, ecco.

    comunque per l’altro ho preso le mie precauzioni, dovrebbero bastare.
    Timone era insopportabile…

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