MYRICAE

( on the air: Sigur Ros – Sorglega )

Ricapitolando. In questi giorni cupi ho visto vari film e uno l’ho lasciato in sospeso. Ma mi è già servito per sciogliermi un nodo sul titolo del blog di Chinaski77:

"Quando sei giovane, le tue potenzialità sono infinite. Potresti essere Einstein, potresti essere Di Maggio. Poi arriva un momento in cui potresti essere, va a sbattere contro ciò che sei stato. Non eri Einstein. Non eri niente. E’ un brutto momento."

Il film in questione è Confessioni di una mente pericolosa.

In questi giorni ho sostenuto un colloquio presso un noto network radiofonico nazionale, che non ha fatto altro che accrescere la mia frustrazione da disoccupato convinto e felice, ma tendente allo squattrinato nonchè alimentare il mio sciocco, grasso e smisurato ego, convinto di essere il migliore o almeno uno che così è sprecato; in questi giorni ho ascoltato tanta musica e ho scoperto ad esempio i Death Cab for Cutie e i Warlocks e ho ascoltato volentieri il nuovo dei dEUS e quello dei Sigur Ros e i Kills e i Babyshambles e sono rimasto un po’ deluso da Black Rebel Motorcycle Club e Dandy Wahrols. In questi giorni mi sono giocato lo sportello sinistro della macchina, lo so l’avevo già detto, ma scusate se mi rode un tantino il culo quando devo entrare da destra rischiando contatti pericolosi del suddetto culo, con cambio e freno a mano. In questi giorni ho visto troppa televisione, spero non succeda mai più. Chè mi rende stupido. Magari poi lo sono già di mio. In questi giorni ho scritto sul blog, mi è anche ritornata la voglia. In questi giorni ho visitato due mostre e non ho potuto visitare un museo che volevo vedere, rifacendomi con un semplice McToast e una CocaCola sotto i portici di piazza della Repubblica. In questi giorni ho passato un’ora in libreria senza comprare niente, ma ho letto pagine qua e là. In questi giorni ho immaginato viaggi che in un lasso di tempo suppongo abbastanza breve, farò. In questi giorni ho sognato tanto, e il sogno ricorrente era di picchiare estranei. In questi giorni…sono contento perchè so che sto bene con una persona da ormai parecchio tempo. Ma non vi riguarda. In questi giorni però, non ho voglia di pensare al futuro, non ho voglia di pensare a un cazzo di niente. Ritengo di avere altro a cui pensare, ma altro che? Altro. Tipo che la pasta cacio e pepe è buona, ho tolto un quintale di polvere dal pc, ma solo perchè ho aggiunto la Ram, ho tolto il ventilatore dai pressi del letto, il tizio delle pizzette forse ha chiuso e accanto c’è una serranda abbassata con due lampade cinesi a mandarino e due bandierine ceke, e, notizia delle notizie, mi sono fatto la barba quasi quotidianamente. Apatìa, scazzo, normalità quotidiana. Piccole cose. Myricae le chiamava Pascoli.

*in copertina: Fernando Botero – Terremoto en Popayan.

 

Annunci

LA FABBRICA DI CIOCCOLATO

( on the air: Simian – La Breeze )

Premessa necessaria per la recensione. Non ho mai visto l’originale, pur piacendomi molto Gene Wilder ( Frankenstein Jr. è tutt’oggi una pietra miliare della comicità). Ho sempre reputato antipatico il nome Willy Wonka, per cui mi sono rifiutato di vederlo. E naturalmente non ho letto il libro. Ma se Tim Burton decide di farci un film, ecco che vado al cinema. Non avendo pietre di paragone, non posso certo dire quanto nel settantuno potessero esserci atmosfere burtoniane. Ma so per certo che in questo film, logico, ci sono. Basta poco a ritrovare il vecchio Tim. Basta la sigla iniziale con i macchinari assurdi che fabbricano cioccolata, per tornare indietro e ripensare a Edward Mani di Forbice, capolavoro dark con il primo Johnny Depp di successo. Bastano le atmosfere, cupe, nevose che contraddistinguevano sia il castello di Edward, sia la Gotham City progettata per Batman dal genio visionario di quest’uomo. Bastano le musiche, giù il cappello davanti a mister Danny Elfman. Ma se ancora non vi bastasse, ecco l’attore feticcio Johnny Depp, ecco l’aggettivo più ricorrente davanti all’opera filmica: strambo. Il secondo remake di Burton ( il primo era Il pianeta delle scimmie ) è, a quanto leggo, più fedele all’originale. E anche più godibile rispetto alle scimmie cattive. Johnny Depp, è, non nascondiamolo, uno dei migliori attori che Hollywood annoveri in questo momento. Inutile parlare di quel ciccione di Russell Crowe, quel montato di George Clooney o quella rapa di Tom Cruise. Ha più talento, come ne hanno i signori Edward Norton, Jim Carrey e Brad Pitt (ultimi film a parte). Senza dimenticare Samuel L. Jackson e, nel suo genere, Ben Stiller. Johnny Depp è un trasformista e sceglie le trame dei film che gli piacciono. Qui, il suo Willy Wonka è comico, insicuro, imbranato e un po’ crudele. Anche se in certi punti sembra Michael Jackson, constatato da me al cinema, ma poi confermato da alcune recensioni lette or ora. Colpa dei denti finti, del cerone, dei guantini, del parco giochi che è la fabbrica, dei bimbi e di un po’ di debolezza. Ma lì finisce. Osserviamolo, questo film. I colori cupi, una volta entrati nella fabbrica, lasciano spazio a quelli vividi già apprezzati in Big Fish. Anche se poi richiamano la prima versione. Charlie il bimbo povero e fortunato, trova il biglietto d’oro per la visita alla fabbrica chiusa da anni al pubblico. Con lui, quattro bambini tracotanti e insopportabili, adeguati ai nostri giorni. Dal tedesco obeso, alla bimba con la mamma che la spinge a vincere i concorsi, dalla bambina inglese viziata al ragazzino fissato con i videogames. Willy Wonka è inquietante, con i suoi sguardi stralunati, da clown lugubre, comico, ma sempre un po’ sinistro; mentre gli Umpa Lumpa, interpretati da un sol uomo nano riprodotto all’ennesima potenza, sono tanto bastardi quanto divertenti. E per una volta, le canzoncine trucide degli Umpa Lumpa, anche tradotte in italiano, vanno più che bene. Bonus, la citazione di 2001 di Kubrick, con la tavoletta di cioccolato al posto del monolito nero. Chi vincerà il premio aldilà di ogni aspettativa? Insomma, Tim Burton fa centro di nuovo. E già che c’è, pensa bene di far fare un cameo anche a Christopher Lee. Invidio Depp, perchè in Edward vide l’ultima prova del grande Vincent Price e ora anche Lee. Solo chi è un appassionato di horror anni sessanta, può capire la mia invidia. E se cito Peter Lorre, Lon Chaney, Peter Cushing, Boris Karloff o Bela Lugosi, mi capisce ancor di più. Mi inchino davanti al maestro, pur sapendo di essere un po’ di parte. E ora aspetto l’atteso cartoon The Corpse Bride, la sposa cadavere. Dopo Tarantino l’anno scorso con i due Kill Bill, quest’anno è Burton a regalarmi due film. Troppa grazia, davvero.

SESSO, DROGA E MORTE

( on the air: Nada Surf – Popular )

Quando per cause contingenti, vieni abbandonato da tutte le persone con cui esci abitualmente, quando comunque sei già stato davanti al pc per tutta la giornata, quando un buon libro sarebbe forse la soluzione migliore, è lì che decidi di accendere la tv. Non lo faccio quasi mai, sarei anche giustificato. La prima serata mi propone Red Dragon, prequel della saga de Il Silenzio degli innocenti, buon film, ricordo di averlo visto al cinema. Ma prima c’è il ritorno di Striscia. Vuoi o non vuoi, un’occhiata gliela dai. Greggio e quel calabrotto uscito da non so dove, sono pietosi; le veline sono scialbe, c’è il solito tapiro a Fazio e il solito servizio scandalo sulle patenti e sui punti da recuperare. Niente di nuovo, insomma. Del resto non è certo scoop quello su Amedeo Goria porcone, argomento preferito anche di voi blogger nei giorni scorsi. Del resto Le Iene non hanno poi reso questo gran servizio alla società. Voyeur, nulla più, di un giornalista sportivo con un vizio cronico. Maiale lui, spioni da quattro soldi loro. Ma sticazzi non ce lo vogliamo aggiungere? Morbosi siamo, siete, ecco. E aggiungiamoci le foto di Kate Moss mentre tira di coca e Mentana che ci costruisce sopra una trasmissione per illustrarci il nulla, per giunta trito e ritrito. Ma torniamo al mio lunedì. Porca zozza, una volta che sto a casa, niente calcio e niente reality. Sembra quasi impossibile. Dribblo il solito Maidirenonsocchè, che ormai non si capisce cosa lo mandino in onda a fare, e pure Despereitausuaivs, perchè tanto io i telefilm non li posso seguire, non ne ho più la costanza. Però Marcia Cross mi inquieta da quando faceva la pazza a Melrose Place. Red Dragon. Vabbè, Hopkins è sempre lui, si mangia un flautista e lo serve per cena agli invitati. Edward Norton è platinato ma regge bene il confronto col dottor Hannibal Lecter. Il faccione consumato di Harvey Keitel e i fasci di muscoli tatuati di un cattivissimo Ralph Fiennes, completano il quadretto orrorifico, ma mi confermano che il film c’è e va bene. Morti, dicevamo, sì. Ma tanto ho deciso di passare immediatamente su Italia Uno per vedermi il sexy soft demenziale di American Pie 2, anche questo visto al cinema. E invece, dannato zapping, si passa a RaiDue, Tinto Brass si diverte a parlare dei suoi film, mentre compare il culo di Claudia Koll. Ebbè. Vedo Minoli, mi fermo su RaiTre, e continuo la serata dimensione-angoscia. Speciale Alfredino Rampi, il bimbo morto nel pozzo vicino Roma nell’ottantuno. Ricordavo vagamente quelle immagini  da terzo mondo, con diecimila persone intorno al pozzo, i soccorsi complicati, Pertini con le sue solite manie di protagonismo. Un altro mondo. Ma primo evento mediatico, la prima morte in diretta. Cazzo, basta coi morti. Passo velocemente da Bruno Vespa, ma non reggo la riesumazione di Panatta e della Lambertucci che parlano di diete. E in più c’è miss Italia, che non mi piace e si chiama pure Edelfa, diobono. Via, da Mentana, che intanto per fortuna ha già finito col bambino Tremonti. Ma dopo Goria, dopo Kate Moss, ecco il nuovo caso umano: Paolo Calissano. Che per chi non lo sapesse, era un attore di soap, che ieri è stato arrestato perchè gli è morta una brasiliana dentro casa. Partita di coca avariata. E il caro Chicco, chi chiama a parlarne? Chicco (per omonimia!) Lazzaretti dei Ragazzi della terza C, che generalizza dicendo che quasi tutti nel mondo dello spettacolo si drogano, e secondo me è una generalizzazione giusta. Si incazzano gli altri ospiti. L’attrice fallita Patrizia Pellegrino e il Merolone! Proprio lui, che strepita, lamentandosi che alle feste cui partecipa lui, non si muore, al massimo, fa intendere, si tromba. Ma niente coca. Però il giro di mignotte, Merolone scandalizzato, ce l’avevi, se non sbaglio t’hanno pure arrestato. Eppoi c’è l’attrice (…) Mavi Felli, che difende il povero Calissano e tutti quelli dello spettacolo. Sapete, noi abbiamo tante pressioni, lui ha perso il papà, la fidanzata, noi abbiamo tutti questi soldi, non è una vita così dorata come sembra…mavaffanculo, aggiungo io. Anzi dalli a me, che ho fatto il botto con la macchina e devo sostituire lo sportello sinistro, o anche comprarmi una macchina nuova. Calissano che macchina ha? E Merolone? Andiamo oltre Morfeus-Mentana, che è meglio. E prima di chiudere, torniamo al sesso. Eva Henger, ospite di Belpietro su Canale Cinque. Lei, a quanto pare, è ormai un’ex pornostar. E pare si senta una fatina. Non faccio ironia sulla bacchetta perchè sarei triviale, ma stavano per farla loro in studio. Approfondimento giornalistico, sì. Ma sapete che la Ribas ha detto che la Falchi ce l’ha con la Ventura perchè parla troppo di Ricucci? Basta!

Dunque morte, sesso, droga. Ma soprattutto voyeur. Teoricamente, non dovrebbe fregare una ceppa a nessuno di tutto questo, eppure so già che chi non ha letto i commenti al post sotto, mi chiederà qualcosa sull’unica vera notizia che ho dato di me: quella della macchina. Anzi ora che l’ho detto, o non lo farete, o lo farete apposta. Ma non importa. Siamo tutti voyeur. E certe volte penso che se esistesse davvero il dottor Hannibal Lecter, dovrebbe mangiarsi un bel po’ di gente in padella. Ammesso che la polvere bianca per cuocerla, sia farina. E che cominci con l’uccidere la famiglia del Mulino Bianco, che è più finta della bocca della Parietti. Ma attenzione! Hannibal Lecter, il tapiro, il cadavere di lady Diana, me stesso: uno di loro potrebbe essere la talpa. Aiuto, fermatemi.

Ma chi vede la tivvù tutti i giorni, si rincoglionisce così tanto? Dovrò chiedere a Dave.

Io intanto stasera esco. Anche da solo, se necessario.

PS: benvenuto al neonato blog Ciclosporina. Claudio, un altro lettore spinto da Ataru ad aprire un blog. Bello.

 SILLOGISMI* VOLUME OTTO O GIU’ DI LI’

*uso improprio del termine, se preferite si può usare il sostantivo ESERCIZI

  ( on the air: The Editors – Blood )

Oggi ho deciso di perdere il filo logico. E se lo perdo non avrò bisogno di trovare l’ago logico, come sempre nascosto nel pagliaio. Ma se il pagliaio fosse un venditore di paglia, avrebbe dunque ingurgitato un ago e magari lo avrebbe nella pancia. Si spiegherebbero così i dolori lancinanti. Lanci nanti, tiri che fanno male. Male male o mare. Mare forza quattro, quando ha le pedine gialle e rosse e fa filotto. Ma se fa filotto come fa ad essere forza quattro? Ha forse moltiplicato per due? Altrimenti sarebbe filquattro. Mi seguite? E io vi denuncio, avrò pure diritto alla mia vita privata. Ma se ho una vita privata, significa che ho dovuto rinunciarci, ne sono privo. Privo, primo, primitivo. L’uomo primitivo mangiava le bacche. Ma Bacco beveva vino e non si accorgeva che le povere bacche facevano questa fine. E lui poi non era neanche tanto fine, anzi diciamo che era un po’ rozzo. Il rozzo è un colore pacchiano, una brutta versione del rosso. Giallo e verde. Mi ricorda il semaforo. Che è ipotetico perchè se maforo, rischi di non passare. E se non passi arrivi in ritardo. Se ritardi, ardi e la prossima volta esci prima e basta coi ritardi. Bastardi. Come i cani incrociati, ne ho incrociati giusto due ieri pomeriggio, per strada. Ma perchè il cane è sempre come il padrone? Non potrebbe per una volta aver ripreso dalla madrona? Tanto resta sempre tutto in famiglia, il gruppo di persone sempre in movimento, magari in America, perchè qui al massimo non fa miglia, fa chilometri. Metri di giudizio, li vendono al negozio di stoffe? Stoffermo, lo giuro. Ecco non ho scritto, mi sono fermato cinque secondi. Li ho prenotati questi cinque secondi. Tre a base di carne, due con il pesce, con il contorno di verdure. Ma se sono ver-dure, saranno un po’ crude, preferirei cuocerle e averle più morbide, grazie. Prego. Ma da quando? Io sono ateo e pure un po’ blasfemo, ho anche la gamba peccaminosa, ho un blasfèmore. Ho ritrovato il filo logico. Che poi non è altro che un aggettivo derivato dalla filologia, scienza che studia le parole. Parole, appunto. Le ho appuntate. Alla prossima puntata.

 

 

Doverosa introduzione a tutto questo. Come molti di voi sapranno, ormai la notizia è rimbalzata ovunque nel web, il bimbo della Kinder, quello raffigurato sulla scatola delle barrette al cioccolato, è stato pensionato definitivamente e brutalmente. In sostituzione, compare ormai un bamboccio con i capelli a spazzola e un abbigliamento da giovine moderno. Una rovina, una tragedia. Invece di celebrare l’addio di un icona degli anni che furono, con un post nuovo di zecca, preferisco riproporre un ricordo di un anno e mezzo fa. Un post affettuoso dedicato a questo probabile cinquantenne. Correva il 13 maggio 2004, la Nanni76 del post, ora è l’Aliena, e per fortuna ha fatto pace coi capelli, facendoseli crescere. Addio vecchio bimbokinder, ci mancherai.

† R.I.P.†

MA QUANTI ANNI HA QUESTO QUI???

( DIALOGHI SURREALI A TAVOLA, TRA UNA SIGARETTA E UN KINDER DELICE )

( on the air: Red Hot Chili Peppers – Under the bridge )

Ataru entra in casa Nanni76 alle ore 19,40, sotto la consueta pioggia e dopo aver rischiato e ancora non si sa se evitato di perdere altri dieci punti patente per essere passato col giallo, il che porterebbe Ataru stesso ad avere soltanto cinque punti a disposizione.

Nanni è disperata per le sue meches modello tigrotta del Bengala. Ed è tutto il pomeriggio che chiede un parere ad Ataru, il quale non ne può più e le dice che va bene qualsiasi cosa, basta che taccia.

Sono pronti i cordon bleu. Vabbè un po’ freddi dentro. Poi arriva il momento del riso basmati con le zucchine e Nanni non lo mangia. Poi parte la conversazione. E vi assicuro che visto che ho dimenticato dei pezzi, rende meno dell’originale.

N: io voglio mangiarmi una merendina, tu devi mangiarla insieme a me!

A: ma cazzarola, è tutto il giorno che mi offri sto Kinder Delice! quanti ne hai mangiati oggi?

N: quattro! è che mi piace troppo! poi anche la confezione mi fa nettamente venire voglia di mangiarlo! tiè guarda negli ingredienti c’è pure una proteina..

A: quindi hai ingerito ben quattro proteine, mecojons… la confezione ti fa…cosa? io credo che la Ferrero sarebbe ben felice di farti fare la pubblicità del Kinder Delice…

N: dai sì! così divento famosa! eppoi mi faccio fare la casa a forma di Kinder Delice al centro di Roma e i miei genitori saranno certamente fieri di me! Ma come mi stanno i capelli?

A ( scartando un kinder delice): uhm sì potresti entrare nel guinness dei primati per aver mangiato ottocentoquattordici Kinder Delice in quattro giorni, battendo così il precedente record di ottocentododici, stabilito da una panzona australiana. Basta con sti capelli…

N: oppure potrei mangiare anche tante caramelle! batterei anche quel record!

A: sì ma poi sai i denti come ti diventano?

N: ah perchè invece col Kinder Delice…

A: sì ma vedi, è nutriente, c’è più latte, c’è scritto sulla confezione.

N: ah allora fa bene, poi negli ingredienti però c’è il botulino…ma senti per entrare nel guinness, mi chiedevo…ma quanti minuti ci sono in un giorno?

A: ma che cazzo di domande fai?

N: vabbè ma non sai mai niente! volevo sapere quante merendine dovevo mangiare in un giorno per battere il record! Allora ci torno dal parrucchiere? Me li faccio decolorare?

A: BASTA CON QUESTI CAZZO DI CAPELLI! ma senti, ma se poi ti mettono sopra alla confezione? tipo il bambino delle barrette che avrà duecento anni o sarà morto, poi con quella camicia demodè…mamma mia…

N: massì quello è morto…comunque magari! ti rendi conto? campo di rendita tutta la vita! coi diritti d’autore si campa bene, tipo About a boy…altrimenti dovrei fare sei al superenalotto…uhm vabbè mi sa che mi tocca ridurmi a mangiare merendine…

A: oppure potresti entrare nel guinness mangiandoti la merendina più grande del mondo, che di certo qualche malato se l’è inventata, appunto per entrare nel guinness…ah poi sulla casa a forma di kinder delice ci metti pure un morso, così c’è spazio per il comignolo. Un po’ Hansel e Gretel, un po’ Pollicino, il bambino a forma di pollice.

N: ah bella bella, di marzapane! ma sennò invece del camignolo, potrei metterci la mia testa gigante che morde il kind…cazzo, la mia testa! e come farò con questi capelli???

A: ….

N: MA SONO GONFI!

A: tutto ciò andrà nel blog, sappilo…

N: ahahah maddai! bè, ora vado in bagno, mi serve uno specchio per vedermi i capelli.

Seguono parolacce.

ODE ALL’AUTUNNO

( on the air: The Coral – Secret Kiss )

Poffare (o poffarre o poffarbacco). Quanti di voi sanno che l’autunno entra ufficialmente il 22 settembre? Eh? Su, su, quanti? Vabbè, se non lo sapete, ve lo dice Ataru. Che aveva anche lui qualche dubbio, poi fugato dall’ottimo calendario di Frate Indovino. L’autunno si è presentato nel suo stile prediletto. Cielo coperto, pioggia, aria frizzantina, di quella che cominci a stare bene con maniche lunghe e giacchetta. L’autunno, per chi non l’avesse ancora capito, è senza dubbio la mia stagione. Le foglie secche, ah le foglie secche! Quando a scuola ce le facevano raccogliere per poi appiccicarle sul quaderno e farci nonsoccosa, forse una ricerca, forse il tritatino. Le foglie secche, hanno colori, rumori, odori fuori dal comune. E lo dice uno che vive in una metropoli, ma che ha l’opportunità di vederle, queste cazzo di foglie secche. Pardon la parolaccia, ma mi stavo fomentando. Lo avessi pronunciato a voce, avrei alzato il tono rendendolo grave. L’autunno non è solo foglie secche. E’ non sentire più caldo dentro i locali, è potersi abbracciare senza soluzione di continuità, ma non soffrire il caldo o il freddo, è l’ora legale che se ne va in naftalina, è ottobre e novembre e quasi tutto dicembre. L’autunno regala nuovi stimoli. E voi amanti delle belle stagioni, se ci pensate, la scuola, il lavoro, ricominciano in estate, non in autunno. Perchè allora colpevolizzarlo di una cosa che non è? L’autunno, senti come suona bene? E’ anche una bella parola. Davvero non si potrebbe desiderare di più. E magari festeggerò l’arrivo dell’autunno, tra una foglia secca, un bicchiere di vino novello e un buon sottofondo musicale. Possibilmente non da solo. L’autunno party, suona bene. Grazie a chi, lei lo sa, me l’ha suggerito. Che questo post, fatemela un po’ buttare sul romantico, glielo dedico pure.

Prosit.

*in copertina: Arcimboldo Arcimboldi – Autunno

SUPEREROI CONTRO LE FORZE DEL MALE

( on the air: Depeche Mode – Precious )

Allora, adesso mi rode anche. Perchè non avevo salvato il post e mi tocca riscriverlo. Dicevo che è da venerdì che non posto e che anche se il post sulla nottebianca continua ad andare da solo con le sue gambe, direi che è ora di parlare di cosa ho fatto sabato in sostituzione della nottebianca. Dunque ho visto i Fantastici Quattro. Questa non è una recensione, intendiamoci, non ne ho voglia. Il film mi è piaciuto. Contrariamente all’ultimo fumettistico che avevo visto, ovvero Batman Begins, troppo legato alle mode del momento, tipo i combattimenti a base di arti marziali o la presenza dell’insipida Katie Holmes. Però la Marvel, i film, li commissiona bene. I due Spider Man di Raimi, sono uno meglio dell’altro, in alcuni punti il due supera l’uno. Hulk di Ang Lee, è forse un po’ pesante, introspettivo, lascia poco spazio agli effetti speciali, e rende molto bene però. I due X-Men sorprendono, in positivo naturalmente. Le uniche delusioni vengono da due personaggi un po’ sfigati come Daredevil e The Punisher. Nell’uno c’era Ben Affleck, e ora ci spieghiamo il perchè del flop, nell’altro stranamente affonda anche John Travolta che fa il cattivo. Ma torniamo ai nostri quattro malati. Sì, malati, perchè si beccano una gragnuola di radiazioni. E perchè uno scienziato estremamente depresso e insicuro diventa un essere gommoso, cui si allunga tutto (sagaci battute a parte), una gnocca doppiogiochista diventa invisibile, ed è francamente un peccato, un pilota sbruffone e piacione prende fuoco quando vuole e ci rimette un sacco di soldi in vestiti, fin quando non capisce che deve mettersi la tutina e un pilota/guardia del corpo diventa un mostro di pietra, tutto di pietra. Cioè non è che uno sia proprio felice di certe cose. Anche il cattivone viene investito dalle radiazioni e diventa di metallo. Il prodotto è ben confezionato, non annoia e lascia spazio anche al divertimento (le liti tra la Torcia Umana e la Cosa, i discorsi da pseudodepressione di coppia tra Mr Fantastic e la Donna Invisibile e la stessa Torcia Umana, che gioca con il successo, tra donne, macchinoni e giornalisti). Ora aspettiamo l’inevitabile seguito, cui questo lungometraggio strizza l’occhio in maniera invereconda. E aspettiamo i prossimi eroi della Marvel trasformati dalla carta alla celluloide: Iron Man, quello con la maschera di ferro, che non è Di Caprio, mi raccomando, Capitan America, il megalomane con lo scudo a stelleestrisce, che non è Bush, ma che sapevo, qualche tempo fa, doveva avere le sembianze di Brad Pitt, o magari Thor, il più kitsch, il vikingone con il martellone e le alette in testa. O se ve ne vengono in mente altri, segnalateli nei commenti. O magari noi italiani, facciamo il film di Bibì e Bibò.

Solo una cosa mi chiedo: mentre Jessica Alba è una Susan Storm piena di fascino e terribilmente sexy, mentre la Torcia Umana somiglia un po’ a Cannavaro, mentre la Cosa è fatta benissimo, con le sue rocce arancioni appiccicate addosso, ecco dico io, perchè Mr Fantastic lo hanno fatto fare a Stefano Accorsi? Update: mi fa giustamente notare Noelìn, che anche Danny Quinn potrebbe aver interpretato mister gommoso.