I CONSIGLI SOTTO L’OMBRELLONE

( on the air: Client feat Carl Barat – Pornography )

Tornato dopo un paio di giorni al mare, in quel di Punta Rossa (Circeo, Latina, Italia, Mondo) presso il buen ritiro di Mr. Wolf, posso a questo punto regalarvi un frivolo promemoria delle stronzate estive. Piuttosto che vedere Lucignolo o leggere i giornaletti che parlano dell’ultima fiamma di Briatore, che speriamo prenda fuoco (lui). Eccovi i sì e i no, come nelle tabelle coloratissime e bellissimissime dei settimanali da spiaggia.

Sì, se è possibile,  al mare quando non c’è nessuno. Acqua ultrapulita, pochi bambini a rompere le palle, bagni in santa pace, rinuncio alle gnocche, ben vengano quattro vecchie grassone che si ribaltano tra gli scogli mentre fanno il bagno.

all’aria condizionata prima di andare a dormire, chiudendo la porta e la finestra della stanza. Poi la spegnete prima del sonno. Ghiacciaia garantita, ma senza incriccamento della schiena.

  alla mozzarella di bufala dell’agro pontino. Piatto fresco, magari all’inizio vi spaventerà per quanto è grande, avrete timore che prenda vita propria, comincerete a parlarci, ma alla fine la sbranerete per intero.

al caciocacchio di Sorrento, che certamente non si chiamava proprio così, però è ottimo.

al tè freddo alla pesca sorseggiato in bar terrazzato vista mare, con conseguente paio di sigarette annesse, perchè si sa che al mare si fuma di più.

alla spiaggia senza sabbia. Tanto io non nuoto, si tocca ed entro direttamente con i sandali sui sassi.

allo struscio serale per il paesello di San Felice Circeo. Anche se ancora c’era poca gente. Ciò non vi impedirà di consumare un long island ice tea di buona fattura, in un borgo di pescatori che strapiomba sul mare.

all’acqua, rigorosamente liscia, e alla Coca Cola a garganella, senza le quali non si può sopravvivere.

al venticello che mitigava il tutto e che ci ha salvato più di una volta dal decesso per incipiente calura letale.

alla colazione all’aperto nella nostra zona colazione. Con un litro di caffè, non solo ti svegli abbestia, ma ti fai anche un amico sincero per la tua regolarità intestinale. Altro che fermenti vivi, cereali, fiocchi e bifidi vari. Al limite giusto una sigaretta sopra.

a una non proprio tranquilla pizza sotto il faro. Ma anche e molto di più, alle magnate di pesce da incorniciare.

alla PlayStation anche in vacanza. Tonifica.

Fin qui credo che abbiate rosicato. Ma, tranquilli, i miei cari invidiosi. C’è, inevitabilmente, anche qualche no. Vediamoli.

No al caldo. Un no secco che non ammette repliche. Caldo umido, solo in parte scalfito dal vento. Mortale.

No  agli insetti. Zanzare a quintali,  io ho il sangue dolce, si dilettano come vampiri con una verginella. E non solo. Invasione di calabroni di dimensioni tennistiche, e contraerea di farfalle notturne, animali idioti che vivono di notte, cercando la luce, per poi essere divorati da un geco obeso, o nell’altro caso, soddisfare la nostra voglia di spruzzare insetticida alle due di notte con un bicchiere di mirto sardo nell’altra mano.

No ai saliscendi per andare al mare. Metteteci, che ne so, una funicolare, così non sudo.

No a qualsiasi crema abbronzante sul viso. Anche se dovessero attirarvi dicendo che è una crema che velocizza l’abbronzatura. Il metodo più rapido e anche indolore, è nature.

No alle creme abbronzanti da spalmare. Non c’è nulla di piacevole nello spalmarsela da soli. E neanche nel farsela spalmare o nello spalmarla a chicchessia. Tutte stronzate inventate dai pubblicitari per i poveri arrapati. Creme spray sempre e comunque.

No alle bruschette miste. Cazzo ne so io, che mi ci mettono scamorza e peperoni?

No, infine, ai progetti di giornata. Tanto vanno sempre a puttane, per cause brutte o belle che siano.

Vi sembra abbastanza banale? O vi servono ancora dei consigli sotto l’ombrellone? Se volete, oltre alle foto segnalate, ce n’è qualcun’altra da vedere. Tanto per chi non fosse ancora satollo di amenità fresche (che parola grossa) di stagione.

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Ataru si assenta per un paio di giorni. Si reca al mare, zona Circeo, con Mr. Wolf. Vi lascio con il post su Batman Begins e quello sotto a quello. Vabbè magari metto anche un paio di foto su Flickr, tanto per non farvi sentire troppo la mancanza. Arrivedorci

BATMAN BEGINS

( on the air: Negramaro – Estate )

E’ un periodaccio, sarà anche colpa dello strascico da antibiotico, finito di prendere tre giorni fa. Ma tra mezzanotte e l’una ho un abbiocco fulminante. E al cinema finisco per chiudere gli occhi. Colpa del film? Mi è successo con Sin City, ma c’è da dire che Mickey Rourke e colori a parte, il film non è proprio un capolavoro, nella fattispecie Benicio Del Toro e Clive Owen sono soporiferi. E mi è successo ieri sera per questo quinto capitolo della saga di Bob Kane dedicata all’uomo pipistrello. Anche se in questo caso, contrariamente  a Sin City, i miei compagni di visione, erano entusiasti. Che dire? A parte il fatto che non sono entrato gratis come di solito faccio per via del fatto che sono sborone e giornalista e mi hanno dato il ridotto-anziani, parliamone. Un fan sfegatato di Tim Burton, come il sottoscritto, non può che rimpiangere i primi due capitoli. Questo mega-progetto firmato Christopher Nolan, è sicuramente meglio degli obbrobriosi precedenti due episodi diretti da Joel Schumacher. Però. Quando Gotham City te la immagini esattamente come l’ha riprodotta Tim Burton, sempre avvolta nel buio, se anche ci vedi un po’ di sole, ti vengono le paturnie. Però, è un prequel. Un prequel che comunque ci spiega alcuni arcani, tipo perchè Bruce Wayne diventa Batman, dove trova le armi e la Batmobile e via dicendo. Un buon intrattenimento, americanata in certi punti, meno in altri. Poi ho anche alcuni vuoti di quando mi calava la palpebra. I nemici non sono i classici mascherati ( in questo senso continuo ad elogiare i due Spiderman di Sam Raimi). In generale un buon film, sorretto da ottimi attori, ma non il mio genere. Christian Bale, che ho adorato in American Psycho e The Machinist ( qui da noi malamente tradotto come L’uomo senza sonno), è un buon Batman da giovane. Non supera Michael Keaton, che secondo me incarna perfettamente Wayne, ma c’è da dire che è molto meglio di Val Kilmer (non ci voleva molto, è da sopprimere) e George Clooney (inadatto e fuori ruolo). Liam Neeson  è buon personaggio ambiguo, senza il carisma di Jack Nicholson o Danny DeVito, ma ha un’ottima presenza scenica e surclassa coloro che negli  anni a venire si sono inutilmente sputtanati a fare i cattivoni, cito a memoria Arnold Schwarzenegger, Jim Carrey, Uma Thurman, Tommy Lee Jones. Lei è Katie Holmes, la Joey Potter di Dawson’s Creek, la probabilmente finta neofidanzata di Tom Cruise. Assolutamente insipida, bruttina anzichenò, solito ruolo da rompicoglioni, inadatta ad essere la fanciulla fatale. Kim Basinger fu eccellente dark lady, Michelle Pfeiffer ambigua Catwoman, Nicole Kidman appena passabile ma comunque meglio e persino Alicia Silverstone, nei panni di un ‘improbabile Batgirl nel quarto capitolo, riusciva ad essere più espressiva. Comprimari di lusso,  minchia che attoroni, Michael Caine da applausi nei panni del fedele maggiordomo Alfred, Tom Wilkinson (reduce da Eternal Sunshine semilasciticancello) che fa il mafioso, Morgan Freeman nel consueto ruolo di cervellone umile e furbacchione, Gary Oldman privo del fascino vampiresco, in versione poliziotto somigliante più a Fabio Concato che non a Dracula, e il solito grande Rutger Hauer, intravisto anche in Sin City. Anche se il sindaco di Gotham, interpretato in Batman Returns, dal geniale e da me adorato Christopher Walken, non si batte. Insomma il  genio visionario di Tim Burton mi ha sempre oltremodo affascinato, per soluzioni strambe e colori a tinte forti. Qui nella prima mezzora, osserviamo il futuro pipistrello, allenarsi sull’Himalaya contro Liam Neeson, in scene di arti marziali, che se lo guardi potrebbe essere qualsiasi film, anche L’ultimo samurai ( e infatti non a caso c’è Ken Watanabe). Dopo, mano a mano, lo ritroviamo più fumettistico, ma non ancora il Batman che piace a me. Le musiche purtroppo non sono di Danny Elfman e si sente, anche se vogliono scopiazzarlo, e si sente pure questo. In conclusione, non so consigliarvi. Se siete, come detto, fan accaniti di Tim Burton, questo film vi deluderà; se non lo siete, probabilmente potrebbe piacervi. Insomma fate un po’ come vi pare, io vado a dormire, che la palpebra ricomincia a calare.

Ps: nella foto-perla in alto, potete osservare Adam West e Burt Ward, i due imbranati che interpretavano i supereroi in calzamaglia nel telefilm anni sessanta…

SCADENTE CELLULOIDE SUL FIUME

( on the air: Weezer – Beverly Hills )

Può iniziare bene una serata in cui rimani bloccato nei pressi dello stadio Olimpico perchè c’è il concerto dei Blue? Decisamente no. A proposito di musica da quattro soldi, le risposte ai commenti di ieri ci sono tutte e stanno sotto, non so, mi sentivo di dirlo. Dopo un aperitivo a Ponte Milvio (il Papeth rimane sempre il migliore, c’è poco da fà), io e l’Aliena, raggiunti da Mr. Wolf, finiamo all’inaugurazione dell’Isola del cinema, l’iniziativa dell’estate romana all’Isola Tiberina. Purtroppo, causa lamentele dei malati del Fatebenefratelli, quest’anno il pub lounge con la musica fica e lo svacco con stuoini sulle scalette, non c’è più, e già questo è male. Però stasera ci sono i vipps o presunti tali. Così, chi non è a Porto Cervo, sta qui.  E’ davvero un immenso riciclo di reality e di personaggi inutili. Nell’ordine: c’è Totò Schillaci con la compagna che si fiondano sul buffet, c’è Luca Argentiero, fighetto del GrandeFratello di un paio di anni fa, con tanto di fidanzata con minigonna che le arriva alle tonsille, poi se ti siedi e apri pure le gambe, vabbè. A proposito di Grande Fratello c’è anche Laura Marinelli, la labbrona rifatta, diventata famosa più che altro perchè fece una puzzetta in diretta. E c’è Marina La Rosa, ridotta un cesso. Ma mica ci si ferma qui. Ci sono volti noti  per chi segue Maria De Filippi, per me sono nessuno, però si vede che si atteggiano. C’è un megagay  presumibilmente noto, vestito di bianco, capelli bianchi lunghi che si chiede se "c’è qualche bono".  C’è l’ex pornostar Eva Henger, vestita con pantaloni che le fanno il culone e accompagnata da una che non può non essere una pornostar. Perchè un cuscino in faccia gliel’avrei  messo volentieri, mentre nei film porno, basta non inquadrare la faccia, tanto a che serve? C’è anche Marina Ripa di Meana, e figurati se poteva mancare. Sembra una specie di vecchia cibernetica plasticata. C’è perfino l’agente di Teo Mammucari, però per fortuna non vedo lui, che già l’ho incontrato e sembra una stampella ambulante. Per finire, c’è Attilio, ex cantante dei Ragazzi Italiani che fa un po’ il piacione, mentre Pino,  altro ex ragazzo italiano, lo avevo visto l’anno scorso mentre insieme al suo cane serviva ai tavoli del chioschetto di Ponte Milvio. Son cose. C’è qualcuno che come detto non riconosco, c’è anche chi di certo mi è sfuggito. Ma soprattutto c’è la star incontrastata della serata. Lui, il cane di Barbie. E’ proprio lui, il levriero afghano, che tutte voi fanciulle avete detenuto nella casa di Barbie. Purtroppo non rilascia interviste, perchè l’umido letale delle sponde del Tevere, lo opprime. E lui sbava esattamente come noi sudiamo. Però dopo un vip così, sto a posto per la vita. Dopo tanti cani, finalmente uno che conta davvero. E naturalmente ci sono io, Ataru Moroboshi, re indiscusso della dolce vita romana. Cosa volete di più? Un lucano? Troppo banale, basta lu cane. Al prossimo appuntamento mondano.

I GGGIOVANI D’OGGI, QUESTI RAMMOLLITI

( on the air: The Verve – The drugs don’t work )

Negli ultimi tempi sono stato colto da preoccupazioni lancinanti, orribili sensazioni e cupi presagi. Sì perchè i gggiovani mi preoccupano molto. Musicalmente parlando. Passi la house coatta, che chi si sballa in discoteca la apprezza non poco. Passi pure la black attuale, che ha perso di originalità e che a me fa schifo, ma purtroppo va di moda. Passi al limite la latino-americana perchè un genere di nicchia, anzi di testa di nicchia. Roba che mi fa vomitare, ma almeno ha una sua identità. Ma ciò che sento ogni tanto dalle autoradio e ciò che vedo in alcuni pub che piazzano VideoItalia, mi fa temere per il futuro. La generazione delle suonerie polifoniche a pagamento, sta miseramente scadendo. Così, se ancora gli passavamo la Ga-soliììì-na, gli passavamo quel dannato cialtrone di Eminem più gli altri rapper noiosissimi tipo Scionpol, Archelli, Bastaraims e Snupdog fituring Bionsè, più Jennifer Lopez che se sparisse musicalmente non farebbe un soldo di danno, e gli passavamo a fatica, molto a fatica persino gli Aventura ( se penso che mi toccherà essere reperito su Google con questa aberrante chiave di ricerca mi viene l’orticaria), non possiamo certamente passargli altre cose. Ho visto i gggiovani sapere a memoria un testo di Nek e uno di Grignani,  due bolliti al prezzo di uno. Li ho sentiti fischiettare un motivetto di Simone, uno che è più sfigato di Di Cataldo. Li ho visti addirittura muovere le labbra in perfetta sincronia con Dennis Fantina. No, ma vi rendete conto? Dennis Fantina! Quello che ha vinto Operazione Trionfo! Li ho sentiti cantare a squarciagola Laura Pausini, li ho visti quasi in estasi per un video di Luca Dirisio. Li ho osservati mentre imparavano parole di Gigi D’Alessio e persino di Dolcenera, li ho visti e sentiti cantare l’ultimo di Baglioni, che neanche i fans accaniti sanno di cosa si tratta, li ho visti muoversi a ritmo di Zucchero. Ma cosa succede? Io ho paura. Questa generazione si è rammollita. Nei settanta picchiavano duro i Led Zeppelin, i Doors, i Genesis, al massimo c’era Gloria Gaynor e in Italia avevamo i cantautori impegnati e il trash era rappresentato dall’accettabile Alan Sorrenti e dal miglior Renatone Zero di sempre. Negli ottanta dai Duran a Madonna, da Howard Jones a Camerini, dai Cure ai Depeche Mode andava tutto a meraviglia; vabbè cantava anche Stephanie di Monaco, ma fu un incidente di percorso. Nei novanta c’era Vasco (che si ricicla ancora, poveraccio…però gli va pure bene) e c’era la commerciale caruccia, c’erano le prime boy band tipo Take That e magari certo, c’era pure Amedeo Minghi e spuntava fuori anche Ricky Martin. Ma ora sono teso. Sento i Blue che rappano in un italiano che sembra quello di Stanlio e Ollio dopo la pressa. Sento Biagio Antonacci che ammorba mortalmente con le sue paranoie pallose o i Gemelli DiVersi che fanno il verso al nulla. E i gggiovani sono lì, sognanti, rincoglioniti. Per fortuna non tutti, ci mancherebbe,  però pensavo che essi avessero una maggiore coscienza musicale. Non dico che tutti debbano conoscere gruppi di un certo livello, ma almeno basterebbe non affogare nell’obbrobrio. E non c’è neanche da fare tutta questa ricerca, dai. Alla fine basterebbero dei qualsiasi Subsonica, Bluvertigo o Velvet, niente di così impegnativo o alternativo. Non lo so, ve l’ho detto, ho paura. Tanto più che ho stilato una preoccupante classifica delle più ascoltate in autoradio, semplicemente abbassando il mio finestrino. E se al terzo posto risultano essere gli U2 (ormai tristi come pochi, ma rispettiamoli per il glorioso passato), al secondo c’è il solito Vasco (già detto del noioso, ma fruttuoso riciclo costante), al primo troviamo ormai da un paio d’anni, Obsesion degli Aventura. Avessi detto chessò, Bohemian Rhapsody dei Queen, Wish You Were Here dei Pink Floyd, Money for Nothing dei Dire Straits, al limite Fear of the dark degli Iron Maiden o più semplicemente Acqua azzurra acqua chiara di Lucio Battisti, canzoni sputtanatissime ma pur sempre belline, evergreens da battaglia. No, ho detto Obsesion. La bachata. Giuro che la prossima volta che li sento, metto appalla Bela Lugosi’s Dead dei Bauhaus, nove minuti e trentacinque di tetra new wave anni ottanta. Magari imparate qualcosa,  gggiovani ignoranti. Ora torno a sentirmi il nuovo di Cremonini. Sì, perchè ognuno ha il suo punto debole.

VS

HRUNDI V. BAKSHI MEETS IL TASSINARO IMMAGINARIO

( on the air: 13th Floor Elevators – You’re Gonna Miss Me )

Roma, luna piena, una calda serata di fine giugno, mister Hrundi V. Bakshi ( ve lo ricordate? qui, qui, qui, qui e qua ), esce dal suo monolocale-caldaia. Suo umile amico Ataru Morobosci, gli ha dato la serata libera. Del resto, il valoroso indiano che ha sostituito Ataru sul blog nei giorni bui, merita una piccola ricompensa. La sua mitica triruote è dal meccanico, dunque Ataru gli chiama un taxi. Non uno qualsiasi, ma uno speciale: quello del Sor Frittata. In questo caso, per le puntate precedenti, andate a vedere la categoria, così ogni tanto serve a qualcosa. Ataru si gode la scena da un telefono, perchè è troppa la curiosità di ascoltare la conversazione dei due irresistibili guasconi. La Fiat 131 Mirafiori der Frittata, arriva puntuale. Er Frittata indossa la sua solita maglietta a righe orizzontali, ma senza giacca e senza cappello, chè fa caldo. Bakshi è invece in tenuta più o meno indiana, camicia damascata e pantaloni bianchi.

Frittata: venghi, venghi, se lei è amico der sor Ataru, se famo quattro risate. Mia nipote, che è sempre innamorata der blogghe o come se chiama, m’ha detto che hai sostituito er sor Ataru quanno che lui stava in crisi pe le donne.

Hrundi V. Bakshi: sì, vero, molto vero. Io sale su sua macchina? Io visto macchine come sua in mio paese.

Frittata: ma come parli? questo è un bolide, e chi l’ammazza? Senti, daje sali che te faccio fà ‘n giro. Ma senti mpo’, ma te sei er domestico de Ataru?

Bakshi: domestico? cosa vuole dire?

Frittata: si je pulisci casa, er cesso, che ne so…

Bakshi: aaah no no no, io semplicemente umile amico di umile amico Ataru Morobosci!

Frittata: tutti umili, vabbè. Me fai pensà che stasera ho magnato l’umido. A mi moje stasera j’era pijata bene, m’ha fatto magnà come un re…mica succede sempre, sa! De solito me dà er panino co la frittata, se va bene, sennò, sbobba co’ la verdura.

Bakshi: io capisce poco, ma io ride, sicuro c’è qualcosa di ridere. eh eh eh

Frittata: ma che cazzo se ride questo…scusame, è che sei straniero c’hai ragione, vedo da parlà italiano coretto.

Bakshi: ecco, io sì, lei ha molto ragione, sì.

Frittata, mentre accende la solita MS: fumi te?

Bakshi: oh no no no, grazie davvero, io non fuma, grazie però, grazie molto, gentile lei sì, molto.

Frittata: vabbè…ma nsomma hai sentito che caldo che fa?

Bakshi: io abituato di caldo, mia vacca di Brahmaputra è contenta di caldo. Sembra di stare a Bombay.

Frittata: eh sì a Pompei faceva callo, ce stava er Vesuvio che ruttava, pure Ercolano me pare…

Bakshi con faccia interrogativa: oh sì sì, certo, sissignore…

Frittata: senti, ma quindi te, si non fai le pulizie, che fai?

Bakshi: io guarda mio tv in bianco e nero, io contento che danno "Tre nipoti e un maggiordomo", mio ottimo telefilm.

Frittata: numme parlà de bianconero, che me viè in mente la Juve. Lo vedi sto lupacchiotto appeso allo specchietto? Io so romanista fracico! Hai visto che s’è sposato Totti co’ Ilariblass?

Bakshi: Totti? io già sentito di lui, io non sa però chi è Totti, è forse vostro umile presentatore di Chi vuole essere affare tuo?

Frittata: annamo bene…nun conosci Totti? Guarda ‘sta fotografia (srotola un poster unticcio di pizza del fornaio, dal cassettino anteriore), questo è Totti! Er pupone!

Bakshi: io già visto lui! Lui giocatore di calcio! Io no segue calcio, noi in India solo hockey.

Frittata: sì sì okkei okkei, fate sempre okkei e poi nun magnate le vacche.

Bakshi: vacche di noi sacre! Come storia di funghi primaticci, che quella volta…

Frittata: guarda er Colosseo quant’è bello, te piace? Qua ce facevano la lotta coi leoni!

Bakshi: uh! io paura di leoni, leoni cattivi.  Non hanno rispetto di poveri elefanti. Elefante animale buono e utile…

Frittata: senti vabbè, so passato de fronte ar Colosseo,  mo te faccio vedè n’antro po’ de monumenti e poi te riporto a casa.

Passa così un po’ di tempo in silenzio, rotto solo dal rumore della carta delle caramelle Rossana, che il tassinaro succhia con vorace avidità. Hrundi V.Bakshi è stralunato, rapito, affascinato.  Il taxi si riavvia verso casa.

Frittata: ma insomma t’è piaciuto er giro che t’ha offerto er sor Ataru?

Bakshi: sì bello giro, bella Roma, bello, sì bello, tutto molto bello, io  quasi commosso di tante belle cose.

Frittata: aò questo me pare più rincojonito dei giapponesi…

Bakshi: come dice tu?

Frittata: ma no niente, dicevo che…mortacci che cazzo de buca che ho preso! Così me se sfonna ‘a coppa dell’olio!

Bakshi: olio? olio buono su insalata, io imparato a mangiare come voi. Cosa era questo rumore? Lei andato su cratere?

Frittata: lasciamo perde va..

Arrivano sotto casa di Ataru.

Frittata: sor Atà questo è strano, parla strano, ma chi ce capisce…

Ataru: non si preoccupi è tutto normale…

Frittata: ma ha visto che hanno messo la spiaggia sul Tevere?

Ataru con faccia schifata: a Frittà, saluti Hrundi e vada a nanna, che è ora…

Frittata: ma che non je piace? Sor Atà, me manna sempre via così, vabbè ve saluto! Sciao Toro Seduto!

Bakshi: volevo dire che io indiano-di-India, non indiano-augh!

Ataru: Hrundi, lascia stare.

Così facendo, Ataru apre il locale caldaia e saluta suo umile amico. Che per stanotte può bastare così.

I CONSIGLI DELL’ORACOLO

( on the air: System of a Down – Radio Video )

Inizio subito col darvi dei consigli musicali e cinematografici. Cinema: se avete visto il pluripremiato Le conseguenze dell’amore, non fatevi mancare l’opera prima di Paolo Sorrentino, L’uomo in più. Ormai ho realizzato che Toni Servillo è uno dei migliori attori italiani in circolazione. Se non avete visto nessuno dei due film, cosa cazzo state ancora a leggere qui sopra? Muovetevi, noleggiate, scaricate, comprate, fate come vi pare, ma vedeteli. Musica: il loro singolo è bello, all’inizio non sembrava al livello del primo album, e invece dopo un po’ ti entra e non se ne va più. L’album è ancora più…più. Fusione di rap, elettronica, rock, tutto. E si capisce che Damon Albarn ha masticato tanti anni ottanta, come posso non adorare Demon Days, nuovo album dei Gorillaz, progetto parallelo dei Blur? Ecco, l’oracolo si è espresso. Senza recensioni, vi fidate, no? E allora basta. Volevo anche scrivere altro, veramente il post doveva essere un altro, ma tant’è. Se volete, posso anche consigliarvi, se proprio dovete mangiare spaghetti (pasta che non mi è simpatica), di non comprare quelli della Barilla perchè sono viscidi e inconsistenti. Meglio De Cecco. Poi, il caldo, il sonno, mi ottenebrano, quindi per oggi ho finito di vaticinare.