SECONDA PROVA concorso MISTER BLOG

( on the air: Tiziano Ferro – Ti voglio bene )

Sei uno scrittore di un libro, che si intitola esattamente come il tuo blog , a questo punto devi:

1) pubblicare la copertina del tuo libro

 

2) scrivere cosa vi è riportato nel retro

 

3) stabilire un prezzo

 

4) infine fare una propaganda pubblicitaria, quindi tra i vari appuntamenti che hai per discutere e presentare il tuo libro devi sceglierne 1 (e uno solo)tra:

 

GEORGE BUSH

 

GABRIEL GARKO

 

TIZIANO FERRO

 Ad uno di loro dovrai richiedere di sponsorizzarti, e interagire in un dialogo dove le battute del “personaggio” sono già stabilite:

Allora signor (aggiungere vostro nick) lei è qui per?

 

……

 Bene, e perché ha deciso di venire a parlare proprio con me?

 

……

 

Di cosa esattamente parla il suo libro?

 

…….

 Si, ma come mai questo prezzo per una copia?

 

…….

 Senta, sa com’è, ma in questi casi ci vuole sempre qualcosa “in cambio”, mi capisce vero? Mi esponga bene la sua proposta…

 …….

Hai a disposizione ulteriori 2 battute (la tua e quella del personaggio scelto, n.b. solo 2!) completamente a piacere.

 

REGOLE DI QUESTA PROVA:

La copertina del libro dovrà essere in formato .jpg fatta con un qualsiasi programma di graficae di rigorose dimensioni : L 200px x H 300px (in cm: 7,06×10,58) dovrà riportare il titolo del libro (quindi il titolo del vostro blog) e a piacere una o più immagini.

 Se avete problemi nel pubblicarla avrete il nostro supporto.

Il retro del libro non sarà un’immagine, ma semplicemente un testo scritto a vostra libera scelta (slogan e/o trama), in cui è solo obbligatorio specificare il prezzo.

Il dialogo con il personaggio dovrà rispettare l’ordine e le battute scritte, che assolutamente non si potranno cambiare.

 La risposta alle battute segnate, è totalmente libera. Per le ultime 2 battute di chiusura sarete voi a decidere.

N.B. Il libro non per forza dovrà parlare del vostro blog, ma il titolo sarà quello!

——————————————————————————————————————

Ecco a voi la copertina, in anteprima.

 

RETRO. Quando capisci che qualsiasi cosa accada nella tua vita puoi tranquillamente lasciar correre. Quando raggiungi il karma del tuo ego smisurato (questa te la spiego nel prossimo libro). Quando la parola fancazzista comincia ad essere il più bello dei complimenti. Quando ti chiedi quali siano i tuoi veri valori e ti interroghi sul fatto che esistano o meno, e prediligi il meno. Quando rimandi quello che dovresti fare il mese prossimo al mese successivo. Quando intravedi l’amore all’orizzonte ma hai il vento a sfavore. Quando arrivi in finale ai campionati del mondo di astinenza sessuale e sfidi il papa. Quando una persona ti parla e tu pensi che nel pesto di oggi ci andava meno pecorino. Quando arriverai a tutto questo, sarai pronto. Ora rivolta il libro e comincia a leggere.

Prezzo al pubblico: euro 9,99 ( illudetevi pure che non siano dieci, ma è solo un poco sottile gioco di marketing )

Folla di ragazzine urlanti. Tzn Tzn! Ke m autografi la magltt? Mioddio, la sindrome da codice fiscale e da sms supergiovani e fescion potrebbe colpire anche me. Dopo questo bagno di lobotomia, più che di folla, raggiungo il camper dell’idolo delle teenagers e mi faccio strada. Tzn Frr aehm…Tiziano Ferro, mi riceve poco prima del suo concertone.

Tiziano: Allora signor Ataru, lei è qui per?

Ataru: oh, ma come sei formale Tizià, diamoci del tu! Dunque dunque, sono qui per chiederti di pubblicizzare il mio nuovo libro. Lo so, è una richiesta strana per te, non penso che tu sia propriamente un intellett…ehm cioè volevo dire che mi piacerebbe che rivelassi il mio verbo al volgo.

T: Bene, e perchè hai deciso di venire a parlare proprio con me?

A: perchè perchè…se lo avessi chiesto a Bush pensi che mi avrebbe dato retta? Sempre con quel Risiko sul tavolo…eppoi chi li avrebbe sopportati tutti quelli con la bandiera della pace sotto casa mia? E se lo avessi chiesto, che ne so, a Gabriel Garko non sarebbe stata una gran pubblicità, visto che un sondaggio ha dimostrato recentemente che il 70% degli italiani ignora chi sia e nel restante 30% c’è chi lo scambia per Raz Degan e chi dice che come attore ha l’espressività di un cipresso in avanzato stato di decomposizione. Restavi tu, Tiziano. Tu hai un pubblico vasto, le tue canzoni passano in radio tutti i giorni (e ne so qualcosa, visto che ci lavoro), insomma sei il personaggio giusto per farmi da traino e farmi conoscere. E la prossima volta che vai in tournee in Colombia potrei accompagnarti e assaggiare le delizie del luogo. Insomma sei l’uomo del momento e puoi farmi diventare lo scrittore del momento, nonchè farmi pubblicare le ristampe in versione economica.

T: di cosa esattamente parla il tuo libro?

A: leggi il retro e capisci tutto. E’ una sorta di vademecum del menefreghista fancazzista di professione. Dai, ci vuole poco a capire che diventerà un best seller…

T: sì, ma come mai questo prezzo per una copia?

A: cosa vuoi farci? ma tu ogni tanto li compri i libri? No dico, hai notato che vendono un libro di blogger curato dalla Lipperini a 12 euro e cinquanta? Venticinquemila lire del vecchio conio, di questo passo i tuoi cd li venderanno a quaranta euro! In fondo 9,99 è un prezzo ammiccante, c’è quel centesimo in meno che fa dire alla gente: massì, costa meno di dieci euro! Poi il centesimo che avanza, lo lasciano vicino alla cassa o lo mettono insieme agli altri centesimi per quando andranno a comprare la margarina al supermarket.

T: Senti, sai com’è, ma in questi casi ci vuole sempre qualcosa “in cambio”, mi capisci vero? Esponimi bene la tua proposta…

A: ehm Tiziano…cos’è quella mano che strofini sul pacco? Ci sono tante belle fanciulle che ti aspettano lì fuori…ma allora l’ultima canzone sull’amichetto è un outing in piena regola? Sei gay? Eh avevo anche voci molto fondate in proposito…bè…non mi piego a questo tipo di compromessi, soprattutto non mi piego proprio. Però ho casualmente qui un bellissimo barboncino appena portato dall’estetista, guardalo, non è un bijoux? Puoi mettergli il collarino borchiato oppure quello rosa di peluche, ho pensato a tutto! Scommetto che era proprio quello che desideravi! Poi, se proprio non se ne può fare a meno, ti prometto anche una foto autografata e un paio di slip usati da me. (sì scòrdatelo, ti porto quelli ciulati al vecchio del palazzo accanto…ndr)

T: che delizioso cagnolino! Va bene, accetto! Sei un tesoro! Mi farà compagnia nelle mie sere nee-eereeee..ciao Ataru, vado a cantà che er popolo de Latina m’aspetta!

A: grazie Tiziano, sei un amico! ciaoooooo………(nuvoletta con pensiero incorporato: mi fai cagare, ma t’ho fregato e adesso le ragazzine me le pappo io, tanto tu preferisci i culturisti…)

———————————————————————————————————————–

Vi è piaciuto? Allora muovete il culo e digitate il numero 12 Ataru Moroboshi. Votare è semplice, basta esprimere la preferenza nei commenti del blog sottoindicato. Dopo la prima prova sono diciassettesimo, numero sfigato. Vedete di farmi salire in classifica oppure comincio anch’io a citare e linkare blogstar (visti i due coglioni che ci fanno a destra e a manca, non vi conviene…).

( http://misterblog.splinder.com )

GEOLOGIA DI ME STESSO

( on the air: Red Hot Chili Peppers – Roadtrippin’ )

Statemi lontano perchè oggi mordo. Statemi lontano perchè voglio cancellare qualche disegno che mi sta intorno. E se ci siete finiti dentro, rischiate di diventare piccole striscioline nere di gomma da cancellare usata. No, non sono arrabbiato, non sono depresso, non sono confuso. Sono estremamente lucido, consapevole di essermi inaridito con il tempo, per colpa di chi non ha voluto, potuto o saputo . Non bastano poche gocce d’acqua a far sparire la siccità. Non basta ridere, non basta sorridere, non basta piangere e nemmeno tossire come un motore inceppato. E non serve fissare una macchina color blu elettrico, ferma dentro un giardino di ghiaia. Non serve inchiodare le ruote su quei sampietrini che conoscono bene quelle stesse ruote, tanto da chieder loro se va tutto liscio. Mi auguro che abbiano risposto che no, non va tutto liscio, altrimenti alla prima curva mi schianto. E quei fiori di campo affidati in guardiola per una notte e poi saliti con l’ascensore nero, sono secchi. Forse buttàti, ma non credo. Secchi, inariditi come me. Signori, il castello ha tolto il ponte levatoio e si è chiuso per sempre. E non so se valesse la pena affrontare il fossato con i coccodrilli, tanto la principessa aveva chiuso i rubinetti dell’acqua e non poteva fare più niente per la mia aridità. La carta, la penna, il cane bianco. Qualcosa di riconoscibile o riconosciuto da lasciare, ma forse no. Meglio così. Cala la nebbia, sipario bianco di pensieri col bungee jumping. Prima vicini, poi lontani, poi di nuovo vicini e via così. Ma l’elastico, stai tranquillo, poco a poco cede. Dissolvenza. Via di qua e solo tanto polverone dentro di me, arido e consapevole di esserlo, compiacente e disincantato. Non sono sicuro di volere l’acqua adesso. Sono certo che chi può restituirmela ha avuto comunicazioni in merito. Perchè è l’unica persona ad essersi accorta della desertificazione progressiva e ne ha un monitoraggio quotidiano. Richter e Mercalli, siete avvertiti, un altro terremoto e qua si spacca tutto. Se sia bene o male non è dato saperlo. A me, adesso come adesso, sembra male.

LA MIA TELEVISIONE HA L’ALZHEIMER

(on the air: U2 – Vertigo )

Diciassette anni. Ebbene sì, sembra piccola perchè è sempre un quattordici pollici, però è invecchiata. E io non me ne sono neanche accorto, perchè il suo aspetto è sempre attuale, la mia piccola Philips. Erano i tempi di Indietro Tutta e gli ultimi respiri del Drive In, roba finita nella storia. C’era attaccato il Commodore 128, poi l’Amiga. Ed ero un teledipendente convinto. Uno che sapeva alla perfezione che la bionda tedesca di Colpo Grosso si chiamava Elke e le piaceva rasarsi la patata (con mia somma gioia in un periodo in cui non andava di moda per niente). Uno che sapeva alla perfezione il palinsesto di Italia 1 dalla mattina alla sera senza bisogno che la fidanzatina d’Italia, Gabriella Golia, mi venisse a ricordare che trasmettevano Bim Bum Bam o qualche telefilmaccio. Sorrisi e Canzoni era la bibbia. Poi come più volte detto, più passavano gli anni e più la tv si allontanava da ciò che mi piaceva. I cartoni non erano quelli di prima e lo capii quando cominciarono a dare improbabili nomi italiani a personaggi tipicamente giapponesi, gente che mangiava ramen e giocava al pachingo, non poteva obiettivamente chiamarsi Sabrina o Gianluigi. I video c’erano ancora, ma Mtv sbaragliò tutto e sparì la mia preferita: VideoMusic. Fu a quel punto che la mia piccola Philips diede segni di squilibrio. Sì, infatti cominciava a dimenticarsi una banda di quelle VhF, UhF, so un cazzo di come si chiamano. Era quella che comprendeva tra gli altri, VideoMusic (cazzo), ReteA quando era Mtv (allora non ti piace la musica, dillo!), TRE (ci facevano cartoni ancora con i nomi giapponesi, quindi un peccato) e RaiTre (poco male). Sintomo, questo della dimenticanza, andato avanti per lungo tempo, mentre mi passava la voglia di vedere la tv, compravo la playstation 2, rivoluzionavo tutto con l’arrivo del pc e altri spostamenti di cui vi frega tanto quanto. Rimasta un mero strumento calcistico o poco più, due giorni fa, la tv si è sentita male. Ha dimenticato tutti i canali e mi ha piazzato TeleAmbiente su RaiUno. Poco male anche stavolta (si vede che non amo la Rai?), però gli altri canali erano scomparsi nel nulla. Telepace compresa. Manco le raccomandazioni del papa servivano a niente. Volume altissimo, colori inesistenti, aveva dimenticato tutto. E io pazientemente ieri ho rimesso tutto a posto, persino TeleStudio sul diciassette. Oggi di nuovo, stavolta almeno a volume basso così non sono saltato sulla sedia. La mia tv ha il morbo di Alzheimer e non so se è curabile. Però la Playstation funziona perfettamente.

TRANQUILLI, NATALE SI AVVICINA

( on the air: The Servant – Liquefy )

Il post di oggi è un evidente luogo comune. Non faccio niente per negarlo, probabilmente lo vedrete scritto di qua e di là. Lo dico a scanso di equivoci, casomai dovesse arrivare qualche suocera rompicoglioni a dire che: gnègnègnè non è originale, sei scontato e varie. Andatevi a leggere le previsioni meteo. Ma andiamo al succo. Da qualche giorno a questa parte, diciamo buoni dieci giorni, in città sono comparse le prime tracce del prossimo santonatale. Ogni anno sempre prima. Nei negozi di cartoleria sono apparsi come per magìa dagli scatoloni dello scorso anno, i babbini natalini che zompettano, quelli che cantano ginghebbel e aiuisciùamerricrismas, i presepietti con tanto di bovino e asinellino, gli alberi finti, le palle degli alberi finti e le nostre palle ormai frantumate, quelle sì, vere. Per strada, le luminarie. Stelle comete giganti (ma non portava rogna la cometa?), scritte auguri modello zerbino in scala 43:1 e addobbi luminosi tipo santuario della madonnadiloreto nei negozi. Per non parlare del settore dolciario in fermento. Pubblicità in tv, sui cartelloni, bambini stronzi e panettoni ovunque. Che poi li riimpastano e ci fanno le colombe pasquali e le vendono a metà prezzo al supermarket. Tra poco ricompariranno anche i ricciarelli, dolci smielati che dopo che ne mangi uno, vieni colpito da arsura fulminante-impastante e regolarmente ci bevi sopra la Fanta e fai peggio. Insomma io l’altro ieri giravo con la maglietta cazzona che indossavo a ferragosto e adesso mi ritrovo nello slitta-parking della Lapponia. Dov’è che sbagliamo? Tutto questo mette ansia. Perchè correre? Ma Gesù bambino rompeva così tanto le palle? Un mese e mezzo prima non stava mica lì a dire a tutti che sarebbe nato. Cioè forse a qualcuno l’aveva detto, ma è storia nota, sarebbe cresciuto e diventato megalomane, non mi sorprende. Mi chiedo se davvero tra dieci anni, cominceremo a festeggiare il sedici agosto. E l’ansia raggiungerà picchi mai scalati prima. Finchè siamo in tempo, fermiamo tutto questo e non compriamo più nulla di natalizio almeno fino ai primi di dicembre. Prima che ci propinino torrone e pandoro al falò sulla spiaggia. Buon Natale.

PS: scrivo nelle righe piccole perchè per sua stessa ammissione, lei viene a leggere prima queste. Sull’argomento, si trovava in perfetta sintonia con il sottoscritto, la signorina Noeyalin, graditissima ospite della serata appena trascorsa. A lei un ringraziamento particolare perchè era un po’ che mi vietavo per scelta di uscire con persone nuove, ma anche un minaccioso avvertimento, acciocchè smetta di chiamarmi blogstar!

PPS: se passo al prossimo turno di Mister Blog e la prova mi piace un po’ di più, giuro che mi impegno a risalire qualche posto. Intanto aspettiamo la prima classifica. Grazie a coloro (solo due a dir la verità) che mi hanno votato finora.

EVVAI CON L'AMARCORD E MISTER BLOG

 

 

 

 

 

 

( on the air: una canzone a caso dei Village People )

 

 

 

 

 

 

PRIMA PROVA CONCORSO MISTER BLOG

 

 

 

 

 

In un unico post sul tuo blog:

 

 

 

 

 

Fai una breve presentazione di te e del tuo blog (max 500 caratteri, spazi esclusi).

 

 

 

 

Ora copia il primissimo post che hai pubblicato (sul blog con il quale ti sei presentato come concorrente) riporta anche la data e commentalo in due vesti:

 

 

 

 

 

come se fosse stato scritto da un altro blogger

come lo commenteresti alla data d’oggi

 

 

 

 

 

N.B. Per coloro che hanno usato il primo post come prova tecnica è data possibilità di commentare il secondo post pubblicato.

 

 

 

 

ATTENZIONE! Non modificate assolutamente i vostri primi post!!!

 

 

 

 

 

 

Bene, cominciamo pure. Pure? Nel senso di caste? Hmm c'è qualcosa che non quadra, qui cose caste non ne vedo. Chi sono io? Io sono Ataru Moroboshi, uno che una mattina (direi più un pomeriggio, la mattina ho troppo sonno) s'è svegliato e ha provato a metter su un blog con un template (all'epoca lo chiamavo umanamente sfondo) color del vomito. Poi il template è cambiato e sono successe tante altre cose. All'inizio non fu facile raccattare gente che venisse a farsi i cazzi miei, poi non si sa perchè la mia vita divenne un telefilm a puntate, ci facevano pure i quiz. Ho tentato di smettere un tot di volte. (FINE DEI 500 CARATTERI SPAZI ESCLUSI, PERò SICCOME AVEVO BEVUTO UN CHIANTI DEL DISCOUNT, AVEVO LETTO CHE DOVEVANO ESSERE CINQUECENTO PAROLE, E SICCOME ORMAI NON MI ANDAVA DI CANCELLARE, HO LASCIATO PURE IL RESTO. SE VOLETE NON LEGGETELO, FATE COME VI PARE, MI SCUSO NON ACCADRA' MAAAAI PIù).

In parte ci sono riuscito perchè non racconto più la mia vita privata, ma privata da cosa? Se mi privo di tutto, non c'è gusto. Sono tendenzialmente un seduttore coi fiocchi, potrei presentarmi a casa delle giurate e sedurle preparando degli ottimi cereali con il latte. I fiocchi per l'appunto. Che poi a me sta roba fa cagare, ma tutto sommato credo che serva proprio a quello. Forse sono stato troppo viscerale, basta così. Però volevo arrivare a cinquecento parole solo per far perdere tempo alle giurate e sto solo a centonovantasette, posso mettermi a contare fino a cinquecento se volete. Inizio? Chi si acceca? Anche perchè sono scelte tragiche, insomma accecarsi significa non vedere più per il resto della propria vita. Per questo non ho mai voluto giocare a nascondino. Ma la natura mi ha punito e sono molto miope. Meglio miope che tuope, non a caso sono anche egocentrico. Stop.

 

 

 

 

 

 

PRIMO POST

 

Ora ditemi seriamente cosa ne pensate di questo blog!

e sappiate che vi sto guardando…

Uhm...

COMMENTO DI UN ALTRO BLOGGER: scusami tanto, ma cosa cazzo vuoi che pensiamo? Pensi che siamo analfabeti e ci piaccia vedere le figure, per giunta di un imbecille che non riusciva a trombarsi un'aliena bona?

(vi regalo una bonus track) COMMENTO BUONISTA: bello davvero il tuo blog, ripasserò! 😉

COMMENTO ALLA DATA DI OGGI: non avevo assolutamente idea di cosa scrivere. Anche adesso è così, solo che faccio finta di averla, un'idea.

 

 

 

Ora evitate tradimenti e cercate di votare quello giusto, il numero 12 (si legge?) Ataru Moroboshi. Cazzo!

IL GLANDE FLEDDO


( on the air: Franz Ferdinand – Take me out )


Questa settimana fatta di stranezze ha finito anche un po’ per sforacchiarmi le palle. A volte penso che le situazioni paradossali in cui finisco per cacciarmi siano dettate da un’entità superiore che mi fornisce cose da scrivere sul blog. La cosa grave è che fino a un anno fa, il blog non lo avevo. Eppure certe cose capitavano, hai voglia se capitavano. Ristorante cinese: io, Dio e Mr.Wolf. Ci piazzano fuori perchè in sala fumatori non c’è posto. Infatti c’è un tavolo con quaranta facce gialle, tra cui il boss Tanaka di Kill Bill. Fuori: tendone plasticato di quelli che vanno tanto di moda per coprire spazi esterni dei ristoranti, che d’estate viene rimosso. Massì che c’importa, ci sono le stufe a forma di fungo, quelle grosse, non ci accorgeremo della temperatura glaciale, siamo pure soli soletti, rutto libero olè. Infatti fila tutto liscio, come sempre ci portano dall’antipasto al secondo in poco più di dieci minuti, cerchiamo di non strozzarci e fanculo. Pausa sigaretta, aspettiamo un po’ per la torta cinese. Intanto la temperatura stava scendendo vertiginosamente, fino a che il gas della stufa, esala l’ultimo respiro. Chiamiamo un garzoncello asiatico che prova a riaccendere. Fiammata. Mr. Wolf saggiamente prende la via del bagno, il garzoncello se la ride, noi restiamo come due coglioni congelati e a rischio esplosione. Azpeta! E va via pure l’orientale. Ritorna Mr Wolf e indossiamo cappotti e berretti di lana. Ci mettiamo ad osservare con invidia la gente che gozzoviglia felice nella sala interna, esposta in vetrina. Siamo pronti per andare ad Invisibili e fare i barboni  o in alternativa recarci nel tugurio del Glande Flatello, reality show che racconta di alcuni sfigati che restano ibernati, glande compreso, fuori ad un ristorante cinese. Arriva il supercapo. Un uomo che in passato ha difeso i ristoranti cinesi sui giornali dopo il caso Sars, un uomo che è andato al Costanzo Show, un uomo che un mio amico riuscì ad incontrare a Parigi Mont Martre. Questo stesso potente mandarino dice che gas finito, oggi domenica, no potuto complale…e ride. Ridi su questa ceppa di cazzo congelata, fottuto occhio a mandorla. Chiediamo torta e caffè, e lo stronzo, invece di invitarci a prenderli dentro, cosa fa? Dice che si sbrigheranno. Fatto sta che ci hanno messo più tempo a portare tre sofficini con la Nutella e tre caffè che non il resto della cena. Arriva una donna stavolta. E magicamente riaccende la stufa. Inizia così lo scongelamento. Si è poi rispenta dopo una decina di minuti, però ormai per fortuna stavamo pagando, mannaggia a Confucio. Ma quando càpitano certe situazioni, ho davvero qualcosa di più da chiedere alla vita? Mah…


Da oggi e per ben due mesi, con tanto di pausa per le sante festività, questo blog partecipa a Mister Blog. Se a qualcuno non piace l’idea, se ne faccia una ragione, perchè tutto ciò che è trash è gradito al signor Moroboshi. Del resto non mi posso mica beccare le prese per il culo quando l’altra metà della blogcirconferenza gioca con l’odioso Tamaboy. E’ ovvio che voglio anche vincere, quindi vedete di votarmi. I post partecipanti al concorso saranno griffati con il banner del concorso istesso. La giuria sarà composta da dieci donne e considerando che in questo periodo manderei volentieri in culo, senza rischio di pentimento, l’intero genere femminile, non credo che tutto ciò deponga a mio favore. Di solito ero io che non capivo le donne, ora sono loro che non capiscono me, disarmante. Ma spero che almeno voi, signorine giurate, riusciate a capire il nero su bianco, visto che quello che dico alle donzelle negli ultimi tempi, sembra un’inutile scala di grigi.