DISTRARSI

( on the air: Nada – Amore Disperato )

Uno squillo. Un saluto. Parole. Sigarette nervose. Un abbraccio. Lacrime. Arrivederci, sì questo è sicuro, per il resto nessuna certezza. Beffa atroce, poco dopo, mi ritrovo nel locale di quella (prima) volta, terribilmente kitsch, ma un bel kitsch. Cornice di quello che ora non c'è più.

Maaaaaaaaaa cambiamo discorso. Da oggi alle 16,15 su Italia 1 ogni martedì e giovedì, andranno in onda gli episodi mai trasmessi di Captain Tsubasa, volgarmente e squallidamente ribattezzato in Italia come Holly e Benji. Chi è cresciuto con questo cartone animato, sa bene quanto possa essere una droga. E quanto abbiamo aspettato per vedere l'ultima serie, quella in cui Mark Lenders ( quello scudetto non riesco proprio a toglierlo dalla maglia, dannazione! ) gioca nella Juve e quel fregnaccione di Holly va al Barcellona. Io sinceramente preferisco Mark. Anche se il mio pupillo in assoluto, resta Bruce Harper, lo sfigato. Soprattutto: questa serie non fa durare una partita per trentasei puntate, il pallone non assume la forma di una mozzarella rotante e non sta in aria per circa dieci minuti. Certo i colpi del supercafone del sol levante ci sono sempre, quelle coattate tipo il tiro della tigre, del drago e dell'oca giuliva o la mitica catapulta infernale dei nipoti dell'ispettore Derrick, i famosi gemelli Derrick. Non mancano neanche gli infarti, i distacchi della rètina e le ginocchia a pezzi. Però queste puntate, e mi rivolgo ai fans, ce le hanno fatte sudare. I maniaci che sono al lavoro, programmino il videoregistratore, avvertano parenti, amici e conoscenti, portinaio compreso, o accendano la tv se la hanno in loco. Per gli altri suggerisco nonostante la calda stagione: vestaglione di flanella, frittatone di cipolle, familiare di Peroni gelata e soprattutto rutto libero. Siamo già in trincea! Così ci ho messo dentro anche un po' di citazioni fantozziane. Bè, mi sono distratto abbastanza: ho bevuto, ho fumato, ho scritto cazzate un po' ovunque. Ora posso andare a tentare di fare un sonno decente. Ammesso che ci riesca.

DEL PERCHE’ LE UMANE COSE VANNO IN CERTI MODI


( on the air: Keane – Everybody’s changing )


Scrivere di getto di solito è una consolazione. Piuttosto magra di certo, ma pur sempre una consolazione. Non c’è trucco non c’è inganno, signori miei, Ataru è questo, prendere o lasciare. Riflettere o agire di impulso, ridere o piangere, essere testardi o lasciare che tutto scivoli addosso. Il mondo gira, concetto banale, ma tragicamente vero. Inutile credere che sia il sole a girare intorno alla terra quando le cose non stanno così. Quando avresti parole da spendere e sai di non poterlo e soprattutto non volerlo fare, perchè la cosa non riguarda nessuno qui presente o forse sì, perchè la cosa resta dentro, perchè non è giusto che tutto vada così. Perchè gridare contro un cielo domenicale sbiadito è una brutta abitudine, due domeniche su due da quando sono tornato nell’accogliente capitale d’Italia. Un’abitudine che non porta a nessun risultato tangibile, ma io scrivo e scrivo qui sopra. Non fatemi domande se potete, non chiedetemi più di quello che sto scrivendo ora. Non risponderei. Perchè questo stronzissimo agosto del duemilaeqquattro sta per finire. Meglio così, meglio non pensare, meglio non dire, meglio agire per non pensare, meglio muoversi piuttosto che stare fermi a consultare l’oracolo. Aspettare o forse meglio non aspettare e non aspettarsi niente. Di certo tacere. Perchè questo sarà l’unico sfogo che avrò. Non fatemi domande, scrivete ciò che volete, ma non fatemi domande. Dimenticare o mettere da parte un muretto, una domanda timida. E tutto. Perchè, lo sai anche tu, tutto scorre. Panta rei.

SIAMO FIGLI DI PITAGORA

( on the air: Temple of the dog – Hunger Strike )

La rubrica del post del sabato potrebbe essere giunta al capolinea. L'estate volge al termine, forse i negozianti si decideranno a tornare dalle vacanze e i farmacisti decideranno di fare finalmente dei turni dietro il bancone piuttosto che sotto l'ombrellone. Sarà più facile comprare un pacchetto di sigarette e sarà più facile mandare affanculo i guidatori del fine settimana, quelli che ti si mettono davanti e non te li schiodi più. Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno…no, questa l'ho già sentita….ma a proposito di canzonette, in questa calda estate, ha fatto furore un pezzo del diggei Gabry Ponte accompagnato dal supergiovane Little Tony. Il pezzo, con un testo impegnato nel sociale, faceva più o meno così:

Siamo figli di Pitagora e di Casadei
di Machiavelli e di Totò
cresciuti con una morale cattolica
e con il rock'n'roll
siamo figli di Pitagora e di Trinità
di Michelangelo e Dario Fo'
cresciuti con una morale cattolica
e con il rock'n'roll

santità
santoni e varietà
l'italia è in vendita
patria di boss ed atelier

eroi che fanno goal
pensioni saltano
veline ballano
e Gabry Ponte il dj

Siamo figli di Pitagora e di Casadei
di Machiavelli e di Totò
cresciuti con una morale cattolica
e con il rock'n'roll
siamo figli di Pitagora e di Trinità
di Michelangelo e Dario Fo'
cresciuti con una morale cattolica
e con il rock'n'roll

sexy shop
Italia liscio e rock
Iddio la creò
schiava di Roma e dei talk show

da Scilla al Tanaro
le radio suonano
veline ballano
e Gabry Ponte il dj

Siamo figli di Pitagora e di Casadei
di Machiavelli e di Totò
cresciuti con una morale cattolica
e con il rock'n'roll
siamo figli di Pitagora e di Trinità
di Michelangelo e Dario Fo'
cresciuti con una morale cattolica
e con il rock'n'roll

Siamo figli di Pitagora e di Casadei
di Machiavelli e di Totò
cresciuti con una morale cattolica

E con i Depeche Mode

Allora, caro Gabry. Pitagora era greco e i greci sono in effetti nostri antenati, cominciamo bene. Casadei è romagnolo e balla il liscio, non ce lo vedo molto bene come papà. Ecco magari di Machiavelli ci si potrebbe pensare, quel ragazzo era astuto come una faina, mentre Totò, bè faceva ridere. In quanto alla morale cattolica, ora si spiega perchè in discoteca le italiane non si comportano come le svedesi. Bravo Gabry e bravo Little. Il rock'n roll detto come lo dice Little Tony, mi fa pensare più a Scialpi che a Elvis. E pensare a Scialpi non è bello. Trinità? Ma chi, Terence Hill? Allora siamo pure figli di Bombolo e Tomas Milian? Di Michelangelo non ho niente, vi sbagliate, non riesco a disegnare le astine. Dario Fo non lo vorrei come connazionale, figuriamoci come padre. Inoltre dovrei essere anche figlio di Franca Rame, ridatemi Scialpi!

E ora passiamo alla denuncia sociale: santità santoni e varietà, chiaro l'attacco al clero e al maestro di vita Do Nascimento, senza dimenticare Wanna Marchi. L'italia è in vendita patria di boss ed atelier: l'amarezza si sposta su Berlusconi che scava gli anfiteatri nella roccia sarda e Giorgio Armani, Valentino e Dolce&Gabbana, forse per avversione nei confronti dei gay. Eroi che fanno goal, pensioni saltano, veline ballano: questo è chiaramente il temino di attualità della terza media di quest'anno, me lo ha confermato anche la piccola Lallina prima di recarsi ad un droga party. E Gabry Ponte il dj: quindi lui è il colpevole di tutto questo? Più probabilmente si autodefinisce a ragione un'altra piaga della società italica. E dopo il ritornello, diggei gabbri torna ad essere più graffiante che mai: sexy shop, italia liscio e rock Iddio la creò schiava di Roma e dei talk show: qui c'è di tutto, da Mameli ad affermazioni leghiste, dai sexy shop a Casadei fino a Costanzo. Da Scilla al Tanaro le radio suonano veline ballano e Gabry Ponte il dj: e qui il nostro si supera. Novello Manzoni del cinque maggio, invece che le Alpi le Piramidi il Manzanarre e il Reno, ci propina lo stretto ( chiaro il criptato riferimento al ponte) e il fiume emiliano. E chiude brillantemente con la parabola della sua ricchezza, le radio passano il pezzo, poi lo mandano a Veline e il gioco è fatto. Dei Depeche non parlo, magari Dave Gahan potrebbe chiedere un duetto con Gabry Ponte, tanto ha l'età di Little Tony. Insomma chi è che ha detto che le canzoni da discoteca hanno dei testi superficiali? De Andrè, Guccini, Gaber are nothing!

PS: questo post fa schifo, me ne rendo conto, ma ho sonno.

DIO E IO

( on the air: The Hormonauts – Staying alive )

Stanco delle polemiche da quattro soldi, quest’oggi ho deciso di regalarvi un post originalissimo. Un’intervista doppia. Nessuno ci aveva mai pensato prima. Allora i due bloggers Ataru Moroboshi e Dio, hanno pensato bene di dare un calcio alla mediocrità e alla banalità. Calcio che ovviamente gli è stato restituito. Nota bene per chi sproloquia senza senno e senso sul sarcasmo, come questo povero ragazzino idiota: questo post contiene sarcasmo, caustico sarcasmo, quindi mi permetterò di insultare qualcuno e nessuno dovrà venire a piangere. Nel qual caso, potrei offendermi e chiudere il blog. Ah dimenticavo che chiunque non sia d’accordo con ciò che ho appena scritto è un imbecille e ha la faccia di velluto. Fatta la dedica ai paladini di sta minchia, possiamo anche cominciare con il faccia a faccia. Le risposte sono state date senza vedere quelle dell’altro.

Nome?
Ataru: Simone
Dio: Dio

Nome d’arte?
A.: Ataru Moroboshi
D.: Stefano

Professione?
A.: quasi giornalista disoccupato e in attesa di sapere se è il caso di tirarmela con la mia vecchia radio
D.: disoccupato

Età?
A: 29 ancora per non molto
D: 26… Cristo…

Stato Civile?
A: celibe, ma felicemente fidanzato
D: nubile o celibe, mi sono sempre confuso…

Ti fai le canne?
A: sì
D: non più

Se sì, quando l’ultima?
A: una settimana fa
D: febbraio 2004

Droghe pesanti?
A: solo quando scrivo sul blog. No, scherzo, mai provate.
D: una volta ho fatto una canna enorme, sarà pesata dieci grammi!

Tu e l’altro cosa avete in comune?
A: i tormentoni sopra ogni cosa
D: ben poco

Che cosa gli invidi?
A: i capelli! buahahahhah…non ti incazzare eh! dai, forse il culetto d’oro…
D: i capelli riccioluti

Che cosa proprio non ti piace di lui?
A: che è perennemente stanco
D: quei pantaloni a righine

Chi di voi due è più elegante?
A: difficile rispondere, forse io, ma ci vestiamo entrambi da straccioni
D: lui

Colto?
A: ovviamente io
D: io

Simpatico?
A: lui
D: io

Ricco?
A: io, lui mi scrocca le sigarette
D: lui

Sexy?
A: non saprei… lui ha il fascino della pelata, io della pancetta
D: se mi metto il tanga, io

3 aggettivi per definirti?
A: demente, istintivo, testardo ed egoista. Lo so, sono quattro.
D: simpatico, fregnone, bravo

3 aggettivi per definire l’altro?
A: demente anche lui, altruista e stanco
D: logorroico, simpatico, ritardatario

Quante sigarette fumi al giorno?
A: dipende, facciamo una media di dodici o tredici
D: in questo momento, quante ne riesco a scroccare, sto smettendo

Cosa pensi di Maladoror?
A: è un coglione
D: e chi cazz’è?

E di Adiastematica?
A: mi fa quasi pena, dopo tutta quella storia. Se poi lei e Maladoror fossero clamorosamente la stessa persona, potrei addirittura regalargli almeno un link alla voce transessuali privi di spunti interessanti
D: una blogger mediocre

E der Caccola?
A: troppo volgare, ma non era giusto che gli chiudessero il blog, aveva il pregio di dire la verità.
D: un genio, ovviamente.

E dei bloggers in genere?
A: siamo malati di mente. E i peggio sono le cosiddette blogstars.
D: psicolabili, fondamentalmente.

Ti piacciono le minorenni?
A: ovvio
D: alcune molto

Di che squadra sei?
A: Roma
D: Internazionale F.C., fanculo a tutti gli altri

Hai mai subìto avances sul posto di lavoro?
A: una volta mentre ero in redazione in radio, una zanzara tentò di abusare di me. E ci riuscì.
D: in effetti la pizzettara dove lavoravo quando consegnavo le pizze a domicilio, mi ha toccato il culo una volta

L’ultima volta che hai fatto l’amore?
A: poco fa
D: da solo o in coppia? l’altro avrà risposto oggi…maledetto…

Posizione preferita?
A: una variante più acrobatica della posizione del missionario
D: smorzacandela, assolutamente

Mai avuto rapporti omosessuali?
A: decisamente no
D: sì certo, a giorni alterni

Mai andato con una prostituta?
A: no, però facevo il puttan tour e sapevo tutti i prezzi
D: no, mai

Vi siete mai baciati?
A: io e Dio? abbiamo tentato soprattutto quando ci facevano le foto insieme, ma alla fine mi ritraevo. Lui no.
D: il solo pensiero mi disgusta

Sei fedele?
A: è uno dei miei quattro nomi, dal nome di mio nonno. Più di così…
D: sì

Credi in Dio?
A: ma in Dio quello del blog? Sì diciamo che ogni tanto racconta qualche panzana, ma in linea di massima gli credo. Se intendete l’altro, allora dico no.
D: ovvio

Bestemmi?

A: sempre troppo poco
D: ovvio

La parolaccia che dici più spesso
A: cazzo
D: cazzo

Destra o Sinistra?
A: mai a sinistra, ma ormai tanto non esiste più niente…meglio disertare
D: sinistra

Dì qualcosa di sinistra:
A: legalizza!
D: vogliamo un’Italia migliore

Dì qualcosa di destra:
A: ITTALIANI!
D: vogliamo un’Italia migliore

Beatles o Rolling Stones?
A: Rolling Stones
D: Beatles

Del Piero o l’uccellino?
A: l’uccellino
D: l’uccellino

Il papa o Pacciani?
A: entrambi sono innocenti come Cristo in croce
D: Pacciani Papa

Naomi o Rosina?
A: Naomi
D: Rosina

Briatore o il Rufo?
A: non rispondo, troppo difficile
D: Rufo, Briatore lo odio

Ti piacerebbe essere l’altro?
A: sì, per ventiquattro secondi sì.
D: preferisco stare così

Ti piace il suo blog?
A: ha ripreso a scrivere, spero continui stavolta. Sì mi piace
D: sì

Piatto Preferito?
A: risotto alla pescatora
D: risotto alla crema di scampi

Dì qualcosa all’altro in 5 secondi:
A: gnamme gnamme
D: quest’intervista è di un’originalità unica

Salutatevi:
A: cià
D: cià

Fate un urlo:
A: la carognettAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
D: LA CAROGNEEEEEEEEEETTTTTTTAAAAAAAAAAAAAA

PERCHE'?

( on the air: Kings of Convenience – Misread )

Introduzione d'obbligo. Grazie a tutti coloro che in qualche modo mi hanno lasciato una traccia in un momento difficile che ho appena superato, ammesso che l'abbia superato. Grazie alla signorina V., che oltre ad essermi stata vicina, è arrivata anche sul blog e mi auguro sia una presenza costante. Grazie anche a Maladoror e/o Adiastematica, per avere una volta di più manifestato i loro gravi complessi di inferiorità mentale e il loro patetico tentativo di scalare invano l'inesistente aristocrazia dei blog. In particolar modo Maladoror, il maschio (?) della coppia, che nella sua deprimente parabola di blogger bollito e ormai privo di idee, ammesso che ne avesse mai avuta una decente in tutta la sua vita, non trova di meglio da fare che citare il sottoscritto per garantirsi due-tre accessi in più. Andate a visitarlo, fate il favore, prima che si metta a mendicare commenti nei sottopassaggi del metrò Lepanto. Fatta anche la mia buona azione con questi poveracci, passo finalmente al post.

Di ritorno dalla Sardegna, mi sono obbligatoriamente domandato alcune cose. Ad esempio:

Perchè a Bosa Marina, il carnevale lo festeggiano il 13 agosto, peraltro cospargendosi la faccia di pece, avvinazzandosi come ubriaconi e ballando la discografia completa di Dj Francesco?

Perchè a tavola in una pizzeria si attende un'ora, prima che ti portino da bere, e per mangiare una pizza ci vogliono all'incirca quattro ore, dopo le quali  hai il culo quadrato e vuoi solo tornare a casa?

Perchè le tredicenni fanno le strafiche? Forse perchè lo sono?

Perchè nei pressi della bellissima spiaggia di Baia Chia, oltre ai fenicotteri rosa, si aggirano dei vermi con le pinne? Sono sanguisughe? E quindi ho rischiato la vita mentre passeggiavo allegramente nella melma?

Perchè a Roma, i chioschi ambulanti dei panini, comunemente ribattezzati zozzi, non fanno l'hamburger e l'hot dog ripieni di patatine fritte? E neanche la vaschetta wurstel e patatine?

Perchè io e Dio ci siamo fatti fottere un sacco di soldi dalla stramaledetta slot-machine Safari?

Perchè la gente porta sull'aereo i bambini piccoli, in particolare la piccola Lucrezia, beccata sia all'andata che a ritorno sul volo dell'Air One? E perchè questi frugoletti non fanno altro che urlare come aquile onde frantumarmi le palle senza soluzione di continuità?

Perchè Tore il gestore, andava dicendo che ormai ero cliente fedelissimo e che non mi avrebbe fatto pagare e poi al momento del conto non ha levato neanche cinque euro? Vabbè, questa era scontata.

Perchè questa cazzo di moda della musica (?) latino americana non sparisce una volta per tutte?

Perchè se vado in un pub non posso avere un menù?

Perchè ai pianobar cantano solo le canzoni di Concato e, se ti va di culo (pensa te), di Tiziano Ferro?

Perchè non mi ridate quell'erbetta che mi faceva ridere per ore e ore?

Perchè, se in gruppo dici che vuoi fare una cosa, ti propongono regolarmente di farne una diversa?

Perchè a Dio hanno chiesto di fare il cid per una infinitesimale strusciata su una Lancia Ypsilon color problemi intestinali?

Perchè se a una cameriera chiedi i gelati, continua ad illustrarti i piatti pronti?

Perchè le vongole le chiamano arselle ( dieci anni che ci vado e dieci anni che sento 'ste arselle)?

Perchè all'aeroporto di Alghero ti fanno pagare una bottiglia di mirto seppur artistica e ricoperta di sughero ben 28 euro, quando in giro costa meno della metà?

Perchè Alghero è così bella e io vado sempre a 50 kilometri da lì e per arrivarci devo affrontare una strada paesaggisticamente incantevole, ma popolata da aquile, mufloni, tori, pecore, pastori che si fanno le pecore, incendi dolosi, rocce pericolanti, precipizi sul mare e deficienti in bicicletta o di corsa che si suicidano facendo attività sportiva nelle ore di caldo sahariano?

E soprattutto, perchè quelle scritte che ho pubblicato in alto? Ora li sputtàno per bene. La prima, per chi non avesse letto bene: fatello in quello delle donne. E' ubicata nel cesso di un distributore Agip nei pressi di Cagliari. La seconda, si trova in una gelateria di Porto Alabe (Oristano), luogo in cui risiedevo. La terza è nei cessi di un ottimo (dico davvero) ristorante a Bosa Marina (Nuoro). La quarta si trova al supermercato Sisa, nei pressi del suddetto ristorante. La quinta l'hanno scritta all'albergo dove io stesso alloggiavo, ma il solerte Tore il gestore, l'ha fatta correggere. Un uomo che per avergli chiesto con larghissimo anticipo una pasta burro e parmigiano al posto di un ragù, mi ha risposto: mi sta scoppiando la testa. Un uomo che sudava le proverbiali sette camicie spostando in continuazione l'apparecchietto per pagare col bancomat. Un uomo per niente attaccato al denaro, come quando mi ha visto con un miserrimo pacchetto di patatine sarde Crocchias e mi ha chiesto subito, fulminandomi con lo sguardo di chi la sa lunga, se le avevo pagate o le avevo comunque fatte mettere sul conto. Pessimi lui e la sua diabolica moglie, detta Nicotina perchè ha la sigaretta facile. C'è un'altra scritta che purtroppo non sono riuscito a documentare perchè rischiavo la vita. Era dallo zozzo-numero-due di Bosa: ecceZZionali panini. Scuola Abatantuono, a quanto pare. Insomma una masnada di letterati.

Però, lo ammetto senza problemi, quest'anno sono stato bene. Sì.