L' INTERVISTA DOPPIA

( on the air: Bauhaus – The sanity assassin )

Chi segue le mie vicissitudini, sa bene che esistono in me due io. L' Io numero 1, ovvero me stesso, e l'Io numero 2, cioè la mia coscienza. Oggi eccezionalmente c'è anche l'Io numero 3, che si incaricherà di fare domande più o meno scottanti, sul modello delle Iene, agli altri due. Dopodichè si suiciderà o prenderà un aereo per Vladivostok, deciderà dopo l'intervista doppia. Here we go.

I) Salve cari Ii, domanda semplice, come state?

Uno: non potrei mai rispondere di stare bene, perchè non sto pienamente bene, certo sto meglio che in altri periodi recenti.

Due: io starei bene, ma lui mi sottopone ad eccessivo stress, ciò che voi comunemente chiamate pippe mentali.

II) E' vero che questo blog è soltanto un'autocelebrazione?

Uno: io dico che assolutamente non è così. Aggiungo anzi che le persone possono tranquillamente farsi un'opinione pessima di me.

Due: tendenzialmente sì.

III) Mai fatto uso di droghe?

Uno: leggère sì, anzi, è un po' di tempo che non se ne vede.

Due: invece di negare, l'idiota afferma. D'accordo mi unisco, ma nessuno dei due ha mai imparato a rollare.

IV) Posizione preferita?

Uno: io sopra.

Due: ho sempre preferito stare sotto, ma alla fine ha vinto lui, e devo dire che per una volta ha ragione.

V) Come mai ultimamente nel blog si parla meno di vicissitudini amorose e di fanciulle varie ?

Uno: posso non rispondere?

Due: per convenienza.

Uno: sei simpatico eh…

Due: mi sono anche limitato, cosa vuoi?

VI) Il posto più strano dove l'hai fatto?

Uno: nella Mini. Una faticaccia.

Due: confermo, io mi ero andato a fare un tresette coi gatti che giravano nei paraggi, pur di non assistere alla scena.

VII) Cosa pensi degli altri bloggers?

Uno: dipende dai bloggers.

Due: per lui dipende DALLE bloggers. Per me dipende e basta.

Uno: gnè!

VIII) Esistono ragazze che consideri amiche?

Uno: forse sì, le ragazze dei miei amici.

Due: io ne considero qualcuna in più, ma in queste decisioni non conto assolutamente niente.

IX) Di chi dei due è la colpa delle azioni insane, tipo quella volta che spiasti il diario segreto di quella graziosa ventenne che ti piaceva ?

Uno: senza dubbio sua. Mi ci ha fatto rimuginare e alla fine mi ha convinto. Io non ne avevo il coraggio.

Due: sua. Io gli avevo detto di non farlo perchè era scorretto e perchè tanto non avrebbe scoperto quasi nulla di utile. Così fu.

Uno: ma, ma…eppoi ci abbiamo trovato la carta del bacio Perugina che gli avevamo regalato! Con accanto scritto Simone.

Due: essì, una svolta…

X) L'ultima poi vado a Vladivostok. Perchè scegliere Vasarely come immagine del post?

Uno: mi piace molto, da quando guardavo le figure nel sussidiario delle elementari.

Due: mi piace, ma lui fa lo sborone, la storia del sussidiario è vera, ma gli è rivenuto in mente qualche tempo fa all'Ikea…

Ah scusate, la tradizione vuole anche questa domanda….prossime elezioni?

Uno: il voto è segreto, non il mio però. Penso che quel giorno andrò a farmi due passi tra la mia stanza e il corridoio. Mi sembra più sensato, piuttosto che consumare la suola delle scarpe per arrivare al seggio di fronte a casa.

Due: la risposta gliel'ho suggerita io. Lui voleva inimicarsi almeno parte dell'elettorato.

Uno: non fare il preciso, tanto la sostanza è quella.

Due: odio discutere di politica con chiunque, non lo farò certo con te.

Aehm..avrei finito. Prego i lettori interessati ad un'altra intervista doppia o semplicemente ad altre domande magari più morbose, di lasciare messaggi tra i commenti. Ora se volete scusarmi, la Siberia mi attende. Non c'è posto per tre io nella testa di Ataru. Buonanotte.

(on the air : Alfred Hitchcock presents…)

VS

OVVERO, COME DISINTOSSICARSI DALLA TELEVISIONE CONTEMPORANEA

( on the air: The Strokes – Reptilia )

Comincio col dire che Splinder mi ha assassinato un post lunghissimo sulla tv, che di certo era meglio di questo. E io non lo avevo salvato. Questo succede ad improvvisare i post. Ci riprovo. Io mi sono disintossicato dalla tivvù un paio d’anni fa. Cari telemaniaci, questo post è tutto per voi. In principio erano i cartoni animati, quelli belli, con le sigle originali, con le scene di nudo e violenza. Mi sembra che Ataru sia cresciuto in modo sano, nella sua insanità, anche vedendo questo tipo di scene nei cartoni animati malati giapponesi. Ora invece c’è la censura. Italia 1 ne capeggia il plotone. Appena si intravvede una tetta da un maglione (cheppoi son tanto belle le tette, cosa avranno mai fatto di male?), entra in azione il Moige, il comitato dei genitori scassamaroni. Poco importa se i bambini poi vanno a scuola e si sfogano picchiandosi o si trombano le compagnucce. Ma poi dico io, signori genitori del Moige, controllateli sti figlioli davanti alla tv. Se proprio volete farli diventare chierichetti della parrocchia San Fulgenzio, cambiategli canale ogni cinque secondi o levategli lo schermo. Io continuo a preferire la mia Lamù.E preferivo quando Bonolis non era spocchioso e non rifilava pacchi fasulli e conduceva BimBumBam con Licia Colò (che ora si dedica alle scimmie) e Uan, che ultime notizie danno utilizzato come spazzolone del cesso a Cologno Monzese. Quand’ero piccolo, seguivo volentieri i varietà. Il sabato sera ero troppo piccolo per uscire, e vedevo Fantastico. Quello di Baudo, della Parisi che faceva le spaccate e cantava le Cicale, Cecchetto che faceva Gioca Jouer e Discoring e il corvo con l’asma, sì, Rockfeller. Triste. Ma ora? Ora c’è Panariello che per far ridere piscia per terra, Fiorello coi megasciò da megalomane, Celentano che spaccia le sue cazzate da andropausa come grandi verità, la Carrà che realizza i sogni dell’italiano medio, dopo avergli trovato i parenti in Argentina, che poi dico io, in quel periodo avevano tutti i parenti in Argentina, probabilmente Maradona si era trombato un bel po’ di italiane e s’era portato via gli ottocento figli generati. Per non parlare della De Filippi, detta anche Terminator. E di Scherzi a parte, che sono dieci anni che va avanti e dieci anni che ci cascano. Ma non agli scherzi, al fatto che sia tutto vero. E i contenitori domenicali ? Ma davvero c’è qualcuno che li vede? Sconcertanti Domenica In e Buona Domenica. Un gruppo di rincoglioniti ben pagati, un po’ di casi umani e giochi per ritardati mentali. C’è poi la recente categoria dei reality show. Ammetto di aver seguito con simpatia la prima edizione del Grande Fratello, anche perchè Taricone mi stava simpatico. Ma le successive, non solo annoveravano imbecilli e puttanelle; costoro erano anche meno spontanei. E così ora ci becchiamo Ascanio. Poi ci sono quelli coi vip. L’isola dei famosi, la Talpa e ora la Fattoria. Ma quali vip? Mica ci mandano i miliardari, ci mandano quelli che fanno la fame. E così ripescano Pappalardo che cantava Ricominciamo nel sottopassaggio di Piazzale Flaminio, Predolin, rinvenuto mentre chiedeva m’ama o non m’ama a una pentola in acciaio inox, la De Grenet, andata in Messico a disintossicarsi dall’eccesso di sperma tra i molari, e Walter Nudo, ripudiato anche dai figli di 4 e 6 anni. Discorso a parte meritano Amici, Saranno Dannosi, Pop Star, Uomini e donne e merda simile. Tutti prodotti dal tricheco e il terminator, hanno come base, il fatto di prendere per strada alcuni lobotomizzati (e fin qui non è difficile) e farli diventare cantanti, attori, ballerini e mignotte professioniste. In realtà, dopo qualche passaggio nelle trasmissioni di Costanzo, al massimo si ricordano di loro qualche anno dopo a Meteore e gli fanno fare un’ospitata insieme a Sammy Barbot e Pamela-di-Nonèlarai. La satira. Qualcuno spieghi a gente come la Guzzanti e Luttazzi, che fare satira non significa fare solo battute su Berlusconi. Ci sarebbe un po’ da imparare sulla satira politica e televisiva, semplicemente guardando Drive In, Avanzi, Tunnel o Indietro Tutta. Il Bagaglino una volta strappava un sorriso ogni trequartidora, adesso invece fa proprio cagare. Zelig è già stanco, la Gialappa’s non è più tornata come una volta, Striscia la Notizia è uno dei programmi più odiosi della tivvù. Basta con sti tapiri, sto baubaumiciomicio, comincio a fare il tifo per quelli che picchiano Staffelli, anzi spero che qualcuno prenda un fucile a canne mozze e faccia il suo dovere, scaricandosi anche sul tapiro. Pensare che qualcuno indica come programma all’avanguardia, una roba vecchia di quattro anni dove l’irritante Mammucari fa gli scherzi telefonici. Le Iene ormai sono talmente uguali a se stesse che la prossima novità prevede l’intervista doppia tra il mio meccanico Antonio e il mio barbiere Fabrizio. E ne vedremo delle belle. I quiz. Quando Mike era Mike, era un’altra cosa. Telemike, Flash, Bis. I suoi concorrenti diventavano autentici personaggi. Grande anche Corrado al Pranzo è servito, con quella musichetta che ti entrava in testa. Ora? Gerry Scotti e Amadeus fanno lo stesso programma su due reti diverse. Con tanto di musiche horror e luci psichedeliche. Ma è un quiz o il circo Togni? E a proposito di circo, non possiamo dimenticare l’abbrutimento degli uomini bestia di Papi a Sarabanda. Senza parole, ma con qualche grugnito. E le fiction? O le fiscio, come le chiamava il mio idolo Tony Randine. Una volta passavano più film, ora complice l’avvento delle pay tv ( che passano lo stesso film, più o meno con la frequenza con cui la suddetta De Grenet prende falli, non in senso calcistico), si è passati alle fiction con problematiche tipicamente all’itaGliana. Il medico che ride come un cretino, l’avvocato che salva i neri e le puttane, o al limite le puttane nere, il prete moderno, il poliziotto che tromba e la dama dell’ottocento con velleità da De Grenet odierna. Una volta noi bimbi quando giocavamo potevamo dire: facciamo che io ero Ralphsupermaxieroe, Poncharello o il nano di Fantasilandia. E adesso? Giuro che se sento un bambino che dice facciamo che ero il maresciallo Rocca o Elisa di Rivombrosa, lo rinchiudo sedutastante nella cantina di Freddy Kruger con Wanna Marchi. La politica. Ce n’era tanta prima, ma le facce cambiavano perchè c’erano più partiti. Ora vediamo sempre: Berlusconi che tenta di far credere che è il presidente del consiglio, Rutelli che tenta di far credere che non è un pupazzo, Bertinotti che tenta di far credere che è di sinistra, Fini che tenta di far credere che è ebreo, Fassino che tenta di far credere che è vivo e Di Pietro che tenta di far credere di essere Biscardi. Se si mettesse la parrucca rossa, ci potrebbe riuscire. Che gioia poi vedere i giornalisti che vendono allegramente il culo, da Fede a Biagi, da Santoro a Vespa. Colto da conati di vomito per aver parlato di politica, passo e chiudo con lo sport. Quelli che il calcio e Guida al campionato sono di una tristezza infinita. Pieni di comici scarsi e zoccoline affamate. Preferisco sentire la radio. E ho nostalgia del buon vecchio Novantesimo con Paolo Valenti. La sera poi si dibatte sul fatto che Vieri si sia scaccolato in fuorigioco. Invece di Videomusic c’è Mtv che è il trionfo del commerciale spinto. Persino Piero Angela è diventato antipatico. Non c’è più religione. E io spengo la tv. Viva Gonzo e il Muppet Show, abbasso Costanzo e i suoi concubini a encefalogramma piatto.

ps: special thanx to LaVecchia che ha dato la stura a tale post che mi è toccato ricordare e riscrivere per colpa di splinder.

pps: la tv non la vedo ma mi tengo informato…tante volte qualcuno obiettasse che sono troppo al corrente di tutto, eppoi insomma ogni tanto un’occhiata tocca dargliela…

io sono supergiovane!

( on the air: Sigue Sigue Sputnik – Love Missile )

Scenario della serata: cena di compleanno dei trent’anni della moglie di un mio amico. Tavolata ampia, sono tre ragazze che festeggiano, due trenta, una trentuno. Una di loro ha una figlia e aspetta un altro pargolo. Poi c’è un’altra ragazza con una bimba sui sei anni. Io intanto mi becco gli spifferi sulla schiena e temo di rimanere incriccato. Poi la faccio io la pubblicità della panca per inversione. E mi verrete a cercare ancora più numerosi da Google. Il problema che mi pongo questa sera, così per non dormire troppo presto e rendermi come al solito a voi come l’idiota scrittore inquieto, è il seguente: io sto invecchiando. Ma la cosa preoccupante è che non me ne accorgo guardando me stesso. Io resto lì, uguale nella mia mutevolezza di pensiero. Gli altri si sposano, fanno i figli, perdono i capelli, trovano lavori più redditizi e io sono sempre lì. Penso ormai di essere un punto di riferimento per tutti quelli che vanno e vengono nella mia vita. Io punto di riferimento? Io, la persona instabile per eccellenza. Dov’è l’errore? Quando non mi vedono da un po’, mi chiedono del lavoro, delle nuove conquiste ( ma quando la trovi una che ti fa mettere la testa apposto? ), delle mie consuete uscite notturne . Io sono quello lì. Ecco, io ho scelto di fare le stesse cose di anni fa, ma di cambiare scenario e personaggi ogni volta. Un remake interpretato sempre da persone nuove, a modo loro. E io sono protagonista e soprattutto regista. E assolutamente non sono asettico. Anzi, soffro per e con i miei attori, gioisco, mi innamoro. Ma il mio personaggio non cambia. Mutevolezza racchiusa in apparente staticità. Tornando alla serata, oltre a constatare una volta di più la veridicità della teoria delle domande consuete, guardavo le due bambine al tavolo con noi. E hanno cominciato a scorrermi davanti le immagini di quando io e i miei cuginetti andavamo a cena coi genitori ( poche a dir la verità, mio padre a quell’epoca era molto più rompicoglioni di ora e non ci voleva mai andare ). Eravamo piccoli e guardavamo i genitori ridacchiando, magari ci davano il tavolo a parte, accanto al loro, e ci raccontavamo cose di bambini. Ora i bambini ( piccoli stronzi, tanto invecchierete anche voi! ) cominciano a guardare me e a ridacchiare. Ecco, questo mi fa sentire un po’ più vecchio. E se penso che continuo a cazzeggiare come un ragazzino e ho l’aspetto di un 24enne, da una parte sono inquieto, dall’altra sono però insana-mente felice. Come detto in passato, io non invidio nessuno, però vedo gente che comincia ad invidiarmi. La mia vita da quasi trentenne non è così male, sono solo irresponsabile, tutto qui ( pur essendo un bravo e irreprensibile redattore di attualità sport e musica!). Come dite? E’ una cosa grave? Prima o poi prometto di prendermi un po’ di responsabilità in più, fino ad allora continuate ad invidiarmi se volete.

Spengo la lampada alogena, che fa parte del reparto luci soffuse della stanza di Ataru. Stanotte l’ho preferita al cilindro anni 70 e alla lampada etnica a tenda indiana. Sbadiglio troppo, è ora di dormire. Stanotte mi hanno pure tolto l’acqua, dove andremo a finire! Accidenti, questa è decisamente una frase da vecchio! Nonononono!

SOLO PER R., CHE TANTO NON LO LEGGERA’ MAI

on the air : Guano Apes – Living in a lie

Ciao Piciola, sono due anni che non ci vediamo, ma almeno ora sappiamo che le cose sono a posto. Magari prima o poi ti rivedo. Intanto hai 23 anni! Sai com’è, per me cominci ad essere troppo grande 🙂 ….la volpe e l’uva forse…..comunque auguri.

ORA LEGALE? PREFERISCO IL BUIO…

( on the air: The Cure – Just Like Heaven )

Intanto se qualcuno coglie da dove è tratta la citazione fotografica ( tutti tranne Ammula perchè gliel’ho detto ), riceverà in premio una foto autografa del sottoscritto o a scelta la biografia del cuoco Vissani ” La vita è un vol-au-vent “, oppure una semplice minzione d’onore da parte mia. Insomma verrò a fare pipì a casa vostra.

Allora, io sono contro anche questa volta. Contro l’ora legale così presto. No, perchè io soffro per mesi di jet-lag da ora legale. Poco m’importa dell’ora di luce in più. Tanto ora le giornate si allungano comunque. Perchè cacchio devono sfasarmi l’orario? Sì, si avvicina l’estate, ma sticazzi? Cioè nel senso ancora non è estate comunque…Io poi preferisco il buio. Da piccolo dormivo con la luce accesa, ora mi basta la dannata serranda di camera mia che rimane con una stecca aperta per l’umidità e posso bestemmiare per una mattina intera. Il mio aspetto vampiresco si è sviluppato nel corso degli anni con sempre maggiore veemenza, tanto che ormai comincio a ragionare in modo più sensato soltanto quando il sole svanisce. Chestressdiggiorno mallanottenò. Devo scegliere tra un pranzo e una cena? Scelgo una cena. Tra partire di giorno e di notte? Scelgo la notte, se possibile. Vedermi con una donna? La notte mi è complice, il giorno mi è nemico. La mattina è stata creata per dormire, altro che oro in bocca. La mia vita sregolata finirà mai? Al momento vado a letto alle 6 e mi sveglio alle 12,30, fate voi. Lavoro di pomeriggio e l’ora di luce in più non la digerisco. Mi piace soltanto al mare, quando piano piano il sole scompare, magari alle otto di sera, finisce il caldo schifoso e sei pronto per affrontare la notte. La notte è giovine, il buio mi si affianca e mi sorride. Insano giorno, meglio che sparisci da me.

” Sono Dracula, e vi do il benvenuto, signor Harker, in casa mia. Entrate; l’aria notturna è fredda e avrete bisogno di mangiare e riposarvi. ” ( Bram Stoker)

UN/SOLO/FOTTUTISSIMO…

UN SOLO/FOTTUTISSIMO/EURO

( ovvero, sei sempre stato quello che si voleva tenere i soldi interi…)

( on the air, non a caso: Subsonica – Colpo di pistola )

PROLOGO.

La scena si apre con Ataru al distributore automatico di sigarette dietro casa sua. Trova treeuroeccinquanta e sceglie di prendere le Marlboro Medium lì. ” Così mi tengo i 10 euro sani, al limite li cambierò dal pizzettaro, più tardi “.

Atto primo. Le avvisaglie

Casa di una nota personaggia. La Roma esce dalla Coppa Uefa. Bob esce dalla caaaasa del GrandeFratello. Nuvolette di drago al gusto di caffè con salsa dentifricia maionese-checiap. Prevista programmazione del film.

Atto secondo. Ah vabbè…

Squilla il telefonino (non il mio), dopo dieci minuti di film, forse sette dai. Fine della seratina dilettevole. Non prima delle nature morte e di un caffè.

Atto terzo. Gli amici viveur.

Ore 23,30. Marciapiede antistante la piazza. Provo messaggi e telefonate varie. Chi sta a casa, chi dorme. Villa Arzilla pullula di clienti. Cena servita alle 20 con riso bianco, purè e petto di pollo, ore 22,59, tutti in branda.

Atto quarto. All’improvviso l’incoscienza.

Ore 23,34. Piazzale degli Eroi. Due simpatiche bimbe, una mora e una bionda, molto gnocche, sciarpa della Roma al collo, fermano Ataru mentre sfreccia verso il semaforo. Ataru si ferma e tira giù il finestrino sperando nella restituzione divina di quello che aveva perso anni prima in Sardegna nei pressi di una discoteca, perchè la macchina era stracarica. L’autostop alle belle fiche. Finestrino abbassato, accento americano (pensiero di Ataru: americane, gnocche, sciarpa della Roma? Apperò!). La bimba mora mi chiede un euro (quello tondo, mi fa il gesto con la mano) per fare una foto per strada. Percristoconcristoeincristo, porco il clero ( e mi limito…), quei cazzo di spicci li ho inoculati nel merdosissimo distributore di sigarette! Mi spiace, c’ho solo 10 euro, quelli rettangolari (gesto con la mano), capito? Mica potevo dire: sapete, io di solito preferisco tenermi i soldi interi perchè mi pesa il portafoglio con gli spicci dentro e mi sembra di avere meno soldi con tutte quelle stronzissime monetine. Semaforo verde, ciao ciao bambine. Prontezza di improvvisare qualcosa, menochezero. Jim Carrey e Jeff Daniels in Scemo+Scemo erano due playboy al confronto.

Atto quinto. Il riposo del guerriero.

Ataru davanti alla tv, guarda Mai dire Grande Fratello e si diletta a vedere che Ascanio è più zerbino di quanto lui non fosse fino a qualche anno fa. Almeno io non mi bullavo facendo l’ispanico. Che poi ragazzi, parliamoci chiaro, guerrieri e ispanici mi stanno sul cazzo e Il Gladiatore mi fa cagare, non sono manco mai riuscito a vederlo tutto. Viva il Patrick che tra poco si tromberà Katìa Darlàvia. Splinder è ubriaco e fa le bizze. Anche Ataru sarà presto ospite di un istituto. Non Villa Arzilla però, preferisco gli alcolisti anonimi insani o al limite le scuole medie. Tanto per dire: meglio infante che vecchio. Anzi chiamatemi Insanio. Suona bene.

Atto sesto: Tiggì.

Sti islamici e i loro attentati hanno veramente scassato le palle. Che crepino a casa loro e con loro pure Bush (non accetto pietismi e critiche, sono politicamente scorretto), però un pensierino su Costanzo, dai…vabbè…

CONCLUSIONE.

Ecco adesso volevo dire questo: aspetta…com’è che si dice…ecco ce l’ho sulla punta della lingua…sì dai ce la posso fare…assì…mavaffanculovà!

DUE ANNI VISSUTI PER…

DUE ANNI VISSUTI PERICOLOSAMENTE


( on the air: Incubus – Drive -acoustic version- )


Me lo ricordo quel giorno. Fine di quel corso di giornalismo sportivo. Mi rimediano un colloquio. Tensione. Io ero un nongiovane studente universitario alla scoperta del mondo del lavoro. Anzi di più. La radio, perchè proprio la radio? Poteva essere un giornale? Al limite anche una tv. Ma la radio, non so, c’era qualcosa che non mi convinceva. Eppure quel colloquio me lo ricordo bene. Entrai dentro e mi sembrò in un attimo di essere piombato negli anni 80, la struttura della vecchia radio, i dischi attaccati al muro. Sembrava di stare in una di quelle radio degli alberghi di Cortina anni 80 ( che probabilmente non esistono e non sono mai esistite, però mi rendono l’idea). Cazzarola, te li ricordi i picture disc? Qui è pieno di picture disc! E le targhe dei Beatles, dischi di Zucchero, Thompson Twins, Uriah Heep, Rolling Stones, persino il buon vecchio Howard Jones. Voce femminile che dialoga con voce maschile. Quella voce femminile mi sarebbe diventata familiare. Era S., ci avrei condiviso, una volta andata via dalla radio, un bel periodo. La voce maschile era del mitico dottor M. Il mio colloquio fu agitatissimo, eppure serviva gente qualsiasi per fare i notiziari, non si poteva proprio perdere tanto tempo. E mi ritrovai in onda dopo 2 mattine. Neanche il tempo di farsi venire un infarto. Diretta, mica differita. Qualche papera, non tante, ma ero stranamente tranquillo. Il dottor M. mi consigliò di migliorare, correggere qualche piccolo difetto di accento romano, anche se ne ho molto poco, soprattutto in onda. Poi un mese dopo, arrivò anche A. Pischelletta, simpatica e carina. Classiche caratteristiche per farmi cadere. Nel frattempo perdevo R. definitivamente, per colpa mia, colpa sua, e l’università si dirigeva velocemente verso le meretrici. Insomma andava a puttane. Ad A. feci una sorpresa, il giorno del suo compleanno le portai un mini profiterol per due. Lì, in radio. E il dottor M. non l’ha mai saputo, all’epoca per una cosa del genere mi avrebbe sbattuto fuori. Disciplina prima di tutto. Inutile dire che non riuscii a conquistare la piccola A., anzi, di lì a poco, stanca di litigare col burbero dottor M., se ne andò. Se n’era andata anche S. Mi sentivo più solo senza le mie due redattrici preferite. Clima infernale, in quella radio che sembrava Cortina negli anni 80. Litigi, teste che cadevano, io stesso non più sicuro di continuare, senza stipendio, col solo obiettivo di diventare pubblicista, ancora però immerso nelle nebbie. Venne anche il periodo che mi fu data fiducia per una trasmissione di sport. Ben ripagata ovviamente. So di valere abbastanza. Fui mandato via con decisione sovietica (lei è stanco) per un vaffanculo di troppo, detto a microfono acceso quando doveva essere spento. Durante il notiziario. Si avvicendavano personaggi e io restavo lì in redazione. A un certo punto arrivò anche Nanni76. Quando non sembrava una bimba del Biafra ( 🙂 smack!!!) e quando sorrideva al colloquio e non si capiva perchè(cazzo c’avrà da ride questa? però caruccia!). Che poi, Nanni, ora che hai capito l’andazzo lì dentro, come fai a ridere ancora? eheheheheh…. Loschi personaggi mi avevano scroccato telefonate dal cellulare, mi avevano fatto proposte inutili, mi avevano fatto incazzare o ridere. Ma ormai passato l’anno di Byron Moreno, cominciavo a trovarmi bene lì. Sempre a sparare cazzate e a spettegolare, il dottor M. era meno burbero di un tempo. L’aneddotica sarebbe infinita. Ora avrei quasi finito i miei 2 anni, anzi tecnicamente li ho pure finiti da un po’, eppure mi trovo ancora aggrappato a questa radio anni 80. E ora ci sto davvero bene. Certo economicamente no, ma per il resto sì. Sgangherata quanto vuoi, ma una specie di famiglia. Due anni fa non l’avrei detto. E adesso tra l’altro, sogno di continuare a fare radio, non ho più quel rifiuto; la radio, se la fai, dopo un po’ la ami. Ora vado a pranzo, che poi mi tocca andare a lavorare. Eppure lo farò col sorriso insano sulle labbra.

IO STO BENE, STO MOLTO BENE!

( on the air : Boosta – Rock 'n roll robot )

Colpa di quasi un litro di birra Bulldog doppiomalto novegradi ? Dei Fonzies? Del fatto che vinco al Paroliere? O che vinco a biliardo? Del cornetto alla Nutella, forse! Secondo me, Aldo ( orfane, maideddol numero 032, alto quasi 2 metri) , lo sa! Ecco, quando sto così bene devo sempre chiedermi il perchè! Mica facile stare così! Ah, forse era la compagnia! Bè, basta, quando sto bene perdo l'ispirazione, meglio per me, peggio per voi.

Au revoir

Insano lavoro di scanner per immortalare il ricordo della serata!