Avanti, dillo che è …

Avanti, dillo che è così!


(cioè è ridicolo, questo post è stato scritto in una data che esiste solo ogni quattro anni…)


Sono circa tre settimane che esco di casa tanto per non starci e mi rompo le palle ogni qualvolta che esco, non importa cosa si faccia e non importa neanche la compagnia, nonostante siano le persone con cui sto bene abitualmente. La domanda sorge spontanea: c’è in me una sottile insoddisfazione di fondo? Insoddisfatto di cosa poi? In teoria le cose non vanno poi così male, magari dovrei trovare un lavoretto un po’ più remunerativo, ma credo (spero) sia questione di poco tempo e andrò all’assalto del mondo dei media, poi magari mi ributteranno dalla finestra, ma so che non mi va bene rimanere ancorato in una piccola realtà e farò di tutto per non restarci. Ambizioni. Il mondo femminile mi è chiaro per 10 minuti, poi diventa un buco nero che mi inghiottisce, mi chiedo se un giorno mi andrà davvero di non stare sempre lì a guardarmi intorno per trovarne un’altra. Se veramente mi andrà di costruire qualcosa di “serio” con qualcuna e se veramente a qualcuna andrà di costruirlo con me. Al momento non so che dire, un attimo sono convinto di essere uno che almeno in alcune circostanze si fa valere, riesce laddove altri falliscono. E allora vinco io. Un momento dopo sono lì a dirmi che forse se fossi più stronzo ne avrei di più e saprei gestire le situazioni in modo migliore. Troppa emotività mi porta ad errori imperdonabili, paranoie, anche possessività. Fossi meno emotivo, mi farei meno problemi a mandare in culo le persone. E invece no, non ce la faccio. E se anche lo faccio, torno indietro. Non voglio rancori alle spalle, magari non li vogliono neanche loro, però il primo passo lo faccio sempre io. Così non saprò mai se questo stupidissimo tira e molla col genere femminile mi avrebbe comunque come vincitore e non come pavido recuperatore di cocci rotti. Oltretutto se sei così, finisci per non piacere più, anche se sei riuscito a conquistarti un po’ di terreno. Ma poi si sa che le donne preferiscono i calci in culo e io non sono così forte da darglieli. Non venite, ragazze, a dirmi che non è così. Tanto alla fine non ci credo. Anzi sapete cosa vi dico? Se qualcuna o anche qualcuno dovesse pensare da quello che scrivo che io sono uno stronzo, sappiate che NON è VERO. Così magari, gettando la maschera si eviteranno fastidiosi equivoci ( sia chiaro che tutto ciò non è riferito a nessuna in particolare, è una vecchia constatazione che avevo in mente di scrivere da quando ho aperto il blog). Non sono mai stato un tipo mieloso, ma non sono neanche quello che se ne frega delle cose. Il bello è che molte magari ora commenteranno che sono adorabile, che ho sbagliato magari le mie frequentazioni, che sono attratto da persone tendenzialmente bastarde. Ma poi, al dunque, finirebbe sempre nella stessa maniera. Ma il bello è che in realtà non so neanche io se cerco qualcosa o no. Una storia? Mi vengono i brividi a pensarci e sfido chi mi possa far cambiare idea. Una botta e via? Mi capita spesso, mi lascia troppo poco rispetto a quello che vorrei. Una tresca? Cioè frequentare per un po’ la stessa ragazza? Forse è la cosa migliore, ma poi rischi di far saltare tutto, se uno dei due si avvicina troppo. Insoddisfatto dunque, anche qui non mi va bene un cazzo. E poi, vorrei fare miliardi di cose, comprarmi roba, fare attività, andarmene in vacanza, migliorare l’aspetto fisico e qualche altra puttanata che non mi viene in mente. Tutte cose che vorrei e potrei anche fare, ma alla fine ci si mette di mezzo la pigrizia, gli altri impegni o semplicemente la scarsa voglia di seguirmi da parte degli altri, meno inclini ad assecondare la mia continua voglia di novità. Magari in parte li capisco, a volte mi sento soffocante nella mia necessità di novità, alla maggior parte delle persone piace stare col culo al caldo e non buttarsi in quelle che vengono definite cazzate da trentenne immaturo. Ma sono così e non mi va di cambiare per gli altri. Non mi interessa. Se vorrò farlo, lo farò per me stesso. E solo quando lo deciderò o quando gli eventi mi porteranno a farlo. Tutto ciò è frustrante. Però di una cosa sono certo: insoddisfatto, folle, mediocre, troppo sensibile…al limite posso definirmi insoddisfatto di parte della mia vita, ma MAI e poi MAI ho invidiato o invidierò qualcuno. Non voglio essere nessun altro se non me stesso. E mi fa incazzare quando mi dicono: mi scambierei con questo o quella, perchè è bello, ha i soldi, ha la barca e il villone o la macchina meglio della mia, si fa tutte quelle che gli pare perchè è stronzo e ci sa fare con due paroline carine e quattro bastarde…tutti discorsi che sento spesso. Io sono io e questa la mia vita, non la scambio perchè voglio vedere come va a finire. E andate affanculo, voi invidiosi e che volete quello che non avete, non siete voi stessi e non lo sarete mai.


Sepolti voi sotto un cumulo di banalità o semplicemente sputato il rospo, fatto un outing in piena regola, mi dichiaro prigioniero politico di me stesso e mi lascio alla notte.

  Io so …




 


Io so la mia verità


e voglio usare il cranio come un archibugio


per sparare la mia verità


che non è inchiostro nero ma sangue che grandina gioia


la mia verità


è come una finestra nel vuoto inchiodata ai suoi cardini


la mia verità


è nell’ostinazione a cercarmi a ferirmi a guarirmi ma


sono suggestionabile


siamo troppo suggestionabili


siamo troppo suggestionabili


infantili ed interpretabili


siamo troppo suggestionabili


io so la mia verità


sono passato in mezzo agli inferni e alle mie pazzie


ma è la mia verità


e spero possa esploderti in faccia spaccarti la testa


la mia verità


linea di protezione coerenza e deserti che cambiano


sono suggestionabile


siamo troppo suggestionabili


siamo troppo suggestionabili


infantili ed interpretabili


siamo troppo suggestionabili


io so la mia verità


e voglio andare in fondo a tutto quello che so


io voglio assaporare ogni secondo che avrò


io sono un uomo io sono insicuro


io sono il padre la madre e il figlio


io sono il vertice io sono l’Assoluto


io sono il genio


io sono il mio assassino


io sono l’ultima cosa che mi rimane


se sono l’ultima cosa che mi rimane


sarò la prima cosa che mi rimane


 





Vedi Simò? Riprendi a girare per i blog dopo un po’ di silenzio e ci trovi tante cose (belle).


 


Ora dico io, Roma è una città di merda, in una sera qualunque in mezzo o a fine settimana non puoi vivere come vorresti, c’è gente che te lo impedisce. Gira per Roma due ore a piedi senza trovare un posto come cristo comanda, senza che non ti chiedano se sei in coppia o se hai la prenotazione o la lista. Ma allora andatevene un po’ affanculo, coglione io che vi pagherei pure. Società di merda, quella italiana. E Roma è una capitale indietro anni luce rispetto alle capitali europee. Siamo veramente ritardati. Poi bevi una birra, mangi un panino e vai affanculo a casa. Questa è pseudo vita, ma allora preferisco l’irrealtà. Arrovellarsi su un pensiero o girare per trovare parcheggio, colpevole di essere uscito di venerdì sera, che è il giorno in, la prossima volta prendo una birra e me la bevo sotto casa, sul muretto della scuola e i suoi simpatici graffiti di Cama cazzi-sitter che fa le bocche al cane di Guillot. Rifletto, mi faccio una pippa mentale, poi vado su a casa e me ne faccio anche una fisica. Che cazzo me ne frega? Voi signorine troie continuate a girare col culo a pizzo in mezzo alla strada, aspettando che il solito coglione di turno vi fischi dietro, tanto poi alla fine non gliela date, bel giochino di merda. E voi coglioni continuate a fischiare dietro i culetti a pizzo, a pagare per andare in locali dove la chiavata che sognate, continuerete a sognarla. Stereotipati del cazzo. No, io non lo faccio, io sono consapevole del panino e della birra, delle mie cervellotiche abrasioni della psiche. No davvero, non mi gira male, è solo un piccolo sfogo. Rimpiango di non aver pisciato per strada stasera, ma piovigginava, non ci sarebbe stato gusto. Ora mi infilo sotto quelle cazzo di lenzuola (già cantano quei fottuti uccelletti) e mi sveglio all’una. Non c’ho un cazzo da fare domattina, svegliatevi voi all’alba. Questo, perdio, è il post più volgare che abbia mai scritto, ne sono lieto. Scossoni di assestamento.


 





siamo troppo suggestionabili


infantili ed interpretabili


….e io lo avevo capito da tempo. Sticazzi.


mEgLiO cOsI’

Nuvole Rapide La pi…

Nuvole Rapide


La pioggia è andata via…esorcismi quasi completamente riusciti di ricordi. La parentesi interiore non è finita, ma sto meglio. Il motivo probabilmente non c’è. Ma non c’era motivo prima per stare male, se non la sottile arte di complicarsi tutto, di non farsi andare bene niente, di non godersi le cose come vengono, di riflettere sempre continuamente su quello che la vita ti riserva. Il buon Forrest Gump e la sua scatola di cioccolatini. Nella sua semplicità esprimeva un concetto di clamorosa latitudine mentale. Forse il più bello, il più brutto, il più sincero, il più intenso. La chiave è nella follia, nell’egoismo, nella sensibilità, nel falso-cinismo, nel cervello che elabora troppo rispetto alla sua RAM. E così ti ritrovi nell’irrealtà, sotto la pioggia e senti però che sei circondato da altri spiriti liberi come te, altre persone pronte ad affiancarti nella follia. Sono lieto che ci siano. Non sono solo. E servono anche le altre persone, servono per riportarti da Plutone alla Terra. Terra che si asciuga dopo la pioggia e io sorrido, abbozzo un sorriso. Sto tornando. Ma senza fretta eh…


SE FOSSE FACILE FARE COSI’, POTERTI DIRE GIA’ QUELLO CHE SO, FAREBBE FREDDO IN UN ATTIMO CHE…


PASSERA’


cristo!

PIOGGIA(stazione n…

PIOGGIA

(stazione nord)

Ho sempre adorato lo scroscio della pioggia, l’acqua che cade e purifica catarticamente tutto lo schifo che c’è in giro. Ora la pioggia che cade ormai da giorni è un legame indissolubile con gli accadimenti recenti. Il sole ha fatto capolino soltanto dai finestrini del treno qualche giorno fa. Ma la pioggia è tornata subito. Forse ha scatenato maggiore malinconia nella mia testa, che ormai comincio a temere sia completamente incasinata e aggrovigliata. Una frase di un film famoso, poi ripresa da chiunque (anche nei blog la trovi spesso), diceva ” non può piovere per sempre“, ecco io non riesco a capire se voglio che continui a piovere o che smetta. E chiedo anche scusa, se non mi faccio capire con questi ultimi post, anche se forse qualcuno sa di cosa sto parlando. La pioggia come trait d’union, come lacrima notturna, ma anche come sfasciamento di palle quando esci di casa. E allora? Allora non lo so, non posso saperlo, perchè cazzo non so mai niente? Inutile pensare di essere fuori dal tunnel dell’irrealtà. Ci sono dentro e non riesco a rientrare in carreggiata. Piove (senticomepiovemadonnacomepiovesenticome vienegiù). Stare sotto le lenzuola e strusciarsi contro il materasso, aspetto strano, ma mi viene da farlo. Di nuovo flash di vita. Tra qualche giorno forse parlerò di altro, tornerò a far ridere o a incazzarmi o semplicemente a farmi capire. Ma ora lascio che piova.

qui potete commentar…

qui potete commentare tranquillamente


Andare. Proseguire. Tentare di scrivere qualcosa. Bere e non riuscire neanche a ubriacarsi. Sentirsi male sapendo di stare bene. O sentirsi bene sapendo di stare male. Attendere spasmodicamente, ma non sapere cosa attendi. Scrollarsi dalla mente i flash. Scorrere inesorabile del tempo. Pensare che tutto fa un po’ male. Capire che il blog sta tornando intimista o che forse lo è come non lo è mai stato. Schiaffeggiarsi per svegliarsi. Fantasmi del passato applicabilissimi al presente. E quasi certamente anche a ciò che sarà. Ridere senza capire cosa ti dicono, la testa è altrove, va per conto suo. E pensa, pensa, pensa, pensa a persone lontane, ma soprattutto pensa a me stesso. Perchè sono un fottuto egoista e l’altruismo, tutto quello che si dà agli altri, è soltanto una soddisfazione del proprio fottutissimo ego.

  ………….


 


………..nuvole terree/nuvole grigie/pioggia/ponti/la Roma che vince/dubbi/applico alla vita i puntini di sospensione/pizza/incertezze/certezze/un neo/ci vuole musica. Alla vaniglia o più aspra/vortici/buche/Di Cataldo,che orrore/certezze/non c’è niente che sia per sempre/miracoli/scoppiare a ridere/feel the sun, that shine/paure/fragole/You are…All you are…Is meat/Nutella/magia/sonno mai preso/battiti/certezze di incertezze/vita reale o sognata/stringere forte, senza sapere cosa sarà/nuvole grigie/gli americani sempre biondi belli alti e cogli occhi azzurri/sole/ricordi freschi/andare avanti senza voltare lo sguardo o almeno provarci/la follia avanza e non regredisce/vita irreale/eterno viaggiare e divenire/bellissimo.


 



Forse qui non voglio commenti.

Altrove

Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro
Quello giusto

Forse Già lo sai
che a volte la follia
Sembra l'unica via
Per la felicità

C'era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo

Oggi ho messo
la giacca dell'anno scorso
che così mi riconosco
ed esco

Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove

Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l'energia
per il ritorno

Lascio le parole non dette

e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch'io

Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo

Applico alla vita
i puntini di sospensione
Che nell'incosciente
non c'è negazione

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Lascio che le cose
mi portino altrove
altrove
altrove

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni